Calenda e il no alle primarie: “Non voglio fare il sindaco dipendendo da Bettini, Mancini e Astorre”

Invocato da tutti, è il convitato di pietra di tutte le discussioni del centrosinistra sulla scelta del candidato sindaco. Carlo Calenda l’ha ribadito più volte: “No alle primarie”, argomentando la sua scelta. Oggi, alla vigilia del tavolo che dovrebbe sancire la data della consultazione nei gazebo, torna sull’argomento su twitter, sua agorà preferita, mettendo i puntini sulle i. 

“Le ragioni”, scrive, “le ho spiegate mille volte: PD chiama le primarie ma continua a cercare il ritiro della Raggi, l’alleanza con i 5S e Zingaretti, il che le escluderebbe. Quindi le chiama per poi cercare di evitarle. Va avanti così da 6 mesi. Non possiamo perderne altri 3”. Ancora: “Roma si puo’ governare solo con un ricambio di classe dirigente. Le primarie a Roma diventano scontro tra correnti. In passato hanno fatto fuori Gentiloni/Sassoli per Marino, salvo poi azzopparlo ogni giorno. Non voglio fare il sindaco dipendendo da Bettini, Mancini e Astorre”. E infine: “Per vincere e governare occorre parlare a tutta la cittadinanza. Attraverso una grande operazione civica. Il programma deve essere innovativo. Quello sui rifiuti contiene cose che il Pd romano ha sempre avversato. Per il resto massimo rispetto. Non è la mia strada. Fine”. 

Nomi e cognomi da cui era facile attendersi una replica. La prima arriva da Claudio Mancini, deputato del Partito democratico e tesoriere del Pd Roma: “Con Calenda non ci conosciamo, considero già un onore che sappia della mia esistenza. Io a Roma faccio il tesoriere Pd e mi occupo di tenere aperti i circoli e di pagare i conti, sempre difficili, di un partito che vive dei contributi degli iscritti e degli eletti. Di Calenda l’unica cosa che so è che a un certo punto si era iscritto al circolo Pd del Centro storico ed aveva promesso un contributo di mille euro. Non so se poi lo abbia versato o meno”.  

Quindi, con una nota, replica anche il segretario del Pd Lazio, Bruno Astorre: “Noto con piacere che Calenda, in uno dei 
suoi innumerevoli tweet, mi cita, asserendo di non voler fare il  sindaco ‘dipendendo’ da me, Bettini o Mancini. Frase che fa  presupporre una qualche losca operazione avvenuta in passato. Io non  so più come ripeterlo a Calenda: sono segretario del Pd Lazio e come  tale mi occupo delle questioni del territorio. Per quel che riguarda  la corsa al Campidoglio ho sempre esplicitato, insieme al PD Roma, la  volontà di proporre alla coalizione le primarie come strumento di  partecipazione e rispetto dell’elettorato, proprio in virtù di un  campo largo del centrosinistra romano. Calenda ha deciso di  autoescludersi dalla coalizione? Liberissimo di farlo. Basta, però,  con questa ossessione nei confronti del Pd, lo dico per ‘trasparenza'”.
 

Fonte : Roma Today