Polemiche per i migranti in arrivo sui barconi, ma quando servono li portiamo noi con l’aereo

Gli hanno fatto il tampone prima di prendere il volo e una volta avuto il risultato negativo del test anti Covid, sono saliti sul volo che li ha portati in Italia per lavorare nelle imprese agricole, in crisi per la mancanza di manodopera. E chi la allevia quella crisi? Loro, i lavoratori marocchini che oggi hanno preso l’aereo da Casablanca diretto all’aeroporto d’Abruzzo, nel volo organizzato da Coldiretti. Solo loro, i migranti stagionali a cui si deve il lavoro nei campi che manda avanti l’economia, quanto meno quella abruzzese, visto che sono 142 operai necessari, voluti proprio da un accordo tra Coldiretti e l’ambasciata italiana in Marocco.

Come riporta anche ChietiToday, i lavoratori marocchini sono impiegati sul territorio da anni. Dopo la quarantena e altro tampone, verranno impiegati principalmente nei campi abruzzesi, ma anche in Valle d’Aosta, Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Semineranno le patate, trapianteranno i finocchi e carote, fino ad arrivare alla coltivazione del tabacco e dei pomodori e alla raccolta di meloni, zucche e zucchine per altri territori. Un impegno non da poco perché per questo tipo di attività è richiesta una alta specializzazione per cui l’Italia ha bisogno di importare manodopera da altri paesi, in questo caso il Marocco.

Il volo privato è stato organizzato dalla Coldiretti dopo che il Marocco ha sospeso tutti i collegamenti aerei con l’Italia, generando grandi difficoltà per molte imprese che non possono più contare su storici collaboratori. “In queste condizioni è importante l’annuncio da parte della Commissione europea del passaporto vaccinale con l’obiettivo di consentire la libera circolazione all’interno dell’Unione per lavoro o turismo” ha detto il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare l’importanza di lavorare a livello nazionale per accordi bilaterali con i Paesi dove è più rilevante il flusso di lavoratori. Ma Coldiretti lancia anche un appello perché, senza decreto flussi e proroga dei permessi di soggiorno, rischiano di scomparire anche i lavoratori indispensabili in una fase delicata della stagione, a causa delle limitazioni agli spostamenti fra paesi, al rinnovo dei permessi di soggiorno, ma anche delle difficoltà burocratiche che impediscono l’utilizzo di quella italiana. “A pesare sono i limiti al passaggio nelle frontiere disposti da molti Paesi per l’avanzare dei contagi – spiega Coldiretti – ma la situazione rischia di diventare ancora più drammatica se non verranno prorogati i permessi di soggiorno per i lavoratori stranieri presenti in Italia, in scadenza il 30 aprile prossimo. Da qui la richiesta di Coldiretti di prorogare i permessi ma anche di accelerare nell’emanazione del decreto Flussi 2021 che dovrebbero portare nelle campagne dello Stivale altri 18mila lavoratori extracomunitari”.

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Fonte : Today