Caso Open Arms, rinvio a giudizio per Salvini: a processo il 15 settembre

A.F. 17 aprile 2021 15:50

Avrà inizio il prossimo 15 settembre il processo ai danni del leader della Lega Matteo Salvini, accusato di “sequestro di persona” e “omissione di atti di ufficio in concorso” nell’ambito della vicenda Open Arms, la nave tenuta bloccata per diversi giorni con i migranti a bordo nell’agosto del 2019, quando il leader del Carroccio era ministro. Il giudice per l’udienza preliminare, Lorenzo Jannelli, ha deciso di mandare a processo Salvini, a partire dal prossimo 15 settembre.

“Non ci sono gli elementi per il non luogo a procedere di Matteo Salvini”, ecco perché il gup di Palermo ha rinviato a giudizio Matteo Salvini per sequestro di persona. L’udienza preliminare non deve valutare se sussiste o meno la responsabilità penale dell’imputato, ma se ci sono elementi sufficienti a sostenere l’accusa in giudizio e non ci sono elementi per decidere un proscioglimento. Queste le motivazioni del rinvio a giudizio.

Intanto Salvini ha commentato la notizia del rinvio a giudizio con un messaggio sui social: ”La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”. Articolo 52 della Costituzione. Vado a processo per questo, per aver difeso il mio Paese? Ci vado a testa alta, anche a nome vostro. Prima l’Italia. Sempre”. 

“Nei prossimi mesi – ha aggiunto Salvini – penso che gli italiani potranno assistere a chi interpreta la giustizia alla Palamara, ovverosia ‘Salvini ha ragione ma bisogna processarlo’ e i tanti uomini di legge che sono davvero liberi e indipendenti. E conto di incontrare alcuni di questi sulla mia strada. Qualcuno che non abbia pregiudizi politici. Sul banco degli imputati dovrebbero esserci qualcuno che gioca sulla pelle degli esseri umani. Se qualcuno gira non per sei giorni ma per 13 giorni per il Mediterraneo in attesa di raccogliere altri migranti, quando il porto italiano più vicino dista due giorni chi gioca sulla pelle di questi ragazza? Al processo emergeranno delle verità”.

Caso Open Arms, tutte le tappe della vicenda

Ecco in infine tutte le tappe principali del caso Open Arms, dall’arrivo sulle coste italiane della nave, fino allo sbarco dei migranti e l’inizio dell’indagine ai danni di Salvini.

  • 1 agosto 2019 – al largo della Libia, la Open Arms, nave di una Ong spagnola, mette in salvo, in due operazioni distinte, 124 persone. Il 2 agosto è richiesto un Pos, porto di sbarco all’Italia, ma nello stesso giorno alla nave è applicato il decreto sicurezza bis, che impone il divieto di entrare in acque italiane. Dopo il trasferimento, per motivi medici di due persone e di un loro familiare, a bordo rimangono 121 persone: tra loro 32 minori.
  • 9 agosto – i legali di Open Arms, dopo aver depositato un ricorso presso il tribunale per i minori di Palermo in cui si chiede di sbarcare le persone, presentano una denuncia per verificare se con il blocco delle persone a bordo non si stia compiendo un reato.
  • 10 agosto – viene effettuato un terzo salvataggio di altre 39 persone, mentre continuano i trasferimenti a causa delle condizioni di salute delle persone.
  • 12 agosto – il tribunale dei minori di Palermo riconosce che si starebbe configurando un reato di respingimento alla frontiera e di espulsione di minori, e chiede spiegazioni al governo.
  • 13 agosto – Open Arms presenta ricorso al tribunale amministrativo (Tar) del Lazio contro il decreto sicurezza bis, emanato dal ministero dell’interno, Matteo Salvini e co-firmato dai ministri dei trasporti e della difesa. i pentastellati Danilo Toninelli e Elisabetta Trenta.
  • 14 agosto – il Tar del Lazio dice sì al ricorso presentato dall’Ong spagnola. Viene sospeso il divieto di ingresso nelle acque territoriali italiane, la Open Arms punta verso l’Italia, non riceve l’indicazione di un porto di sbarco.
  • 16 agosto – viene presentato un nuovo esposto alla procura di Agrigento per omissione di atti d’ufficio e altri reati. A bordo della nave c’è tensione, alcuni migranti sono trasferiti per le cattive condizioni fisiche, altri si gettano in acqua per protesta.
  • 20 agosto – Il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio sale a bordo della Open Arms e decide di ordinare lo sbarco e il sequestro preventivo d’urgenza della nave, ipotizzando il reato di abuso d’ufficio. La nave attracca a Lampedusa con 83 persone a bordo.

A novembre Salvini scatta l’indagine della Procura di Agrigento per sequestro di persona e omissione d’atti d’ufficio Nel febbraio del 2020 il tribunale dei ministri chiede al Senato l’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini. Scatta l’iter al Senato: a maggio la Giunta per le immunità respinge la richiesta, l’Aula di Palazzo Madama l’approva invece il 30 luglio. Iniziano le udienze preliminari a Palermo, il Gup, alla quarta emette oggi il suo verdetto.

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Fonte : Today