Dušanbe, il presidente Rakhmon sconsiglia il digiuno del Ramadan ai contadini

A causa di gelate, a marzo molte produzioni agricole sono state distrutte. Per cipolle, fagioli e mais c’è bisogno di ritmi straordinari di lavoro. Secondo responsabili islamici, Rakhmon “ogni anno trova nuove scuse”. Processo e condanne per “terrorismo” a 119 membri vicini ai Fratelli musulmani.

Mosca (AsiaNews) – In tutta l’Asia centrale il clero islamico ha dichiarato ieri 13 aprile l’inizio del Ramadan (Ramazon in lingua tagika). Il cammino di purificazione comprende anche la pratica del digiuno dall’alba al tramonto. Il presidente Emomali Rakhmon, ha rivolto il suo augurio ai cittadini di fede musulmana (v. foto), con un invito speciale per i contadini e a coloro che lavorano nei campi, esortandoli a concentrarsi sul lavoro, per un abbondante raccolto e ad evitare ogni forma di digiuno.

Quest’anno il Ramadan cade proprio nel periodo del raccolto. A marzo una serie di gelate ha fatto morire i germogli di cipolla, ed è stato necessario piantarle nuovamente, insieme ai fagioli e al mais. Per questo si impongono ritmi straordinari di lavoro, che occuperanno tutto il periodo del Ramadan.  La padrona di una fattoria nel distretto di Hisor, Amina Junisova, racconta a currentime.tv: “Abbiamo deciso di cambiare l’orario di lavoro: invece di cominciare alle 8, inizieremo alle 6 del mattino fino alle 10, poi riposiamo e lavoriamo dalle 5 alle 10 di sera”. Una difficoltà ulteriore è l’inatteso picco delle temperature, che hanno già oltrepassato i 24 gradi con la tendenza a salire, soprattutto in campo aperto.

Gli inviti presidenziali di solito non ammettono esitazioni, ma i musulmani non intendono rinunciare al sacro digiuno. Rakhmon assicura che l’indicazione non viola i canoni dell’islam, e cita il parere della gerarchia religiosa: “Secondo gli Ulema, la Shariah e i teologi del sacro islam, il digiuno impedisce il lavoro delle persone impiegate in condizioni usuranti, o nei rami dell’industria pesante e della produzione, la cui professione sia legata alla fornitura di sicurezza dei generi alimentari. Quindi questi cittadini possono astenersi dal digiuno, e osservarlo in altro periodo più opportuno”, ha dichiarato il presidente nel suo augurio ufficiale.

Nei Paesi vicini nessun rappresentante dell’islam si è dichiarato d’accordo con l’interpretazione di Rakhmon, osservando che l’astensione dal digiuno può essere permessa solo in caso di malattia grave. In realtà il presidente tagico ripete questi ammonimenti ogni anno, con toni più o meno ultimativi, “e ogni anno trova nuove scuse… la libertà religiosa in Tagikistan lascia sperare in qualcosa di meglio”, ritiene Nafigullah Ashyrov, capo dell’Amministrazione Religiosa dei musulmani della parte asiatica della Russia.

Il Ramadan non è l’unico grattacapo “islamico” per Rakhmon. Lo scorso 9 aprile, il Tribunale supremo di Dušanbe ha condannato 119 persone per terrorismo, considerandoli esponenti dei “Fratelli Musulmani”, come riferisce Asia-Pljus. Quasi tutti hanno ricevuto una condanna tra 5 e 25 anni, due soltanto sono stati multati. Alla pena più lunga è stato condannato un cittadino egiziano, Muhammad Baiumi, che insegnava all’università nazionale del Tagikistan, ed è stato riconosciuto come leader del gruppo.

Un altro insegnante egiziano della stessa università ha ricevuto 7 anni di pena, mentre il mullah Ismoil Kakkhorov dovrà scontare 15 anni. Quasi tutti gli altri imputati – studenti universitari, insegnanti nelle scuole superiori, funzionari pubblici – hanno ricevuto 5 anni di pena. Tutti i condannati erano accusati di sostenere finanziariamente azioni di carattere terroristico e di farne propaganda, giustificando il terrorismo anche nelle lezioni. Le accuse arrivano fino al “tentativo di rovesciare con la violenza il potere costituito per arrivare alla costituzione di uno Stato islamico”.

Il processo, iniziato nel luglio 2020, si è svolto a porte chiuse, senza accesso per la stampa. Un giornalista che era tra gli accusati, Daler Sharifov, ha ricevuto pesanti multe per gli articoli in cui si esprimeva a favore dell’ideologia dei “Fratelli musulmani”, organizzazione bandita in Tagikistan dal 2006.

Fonte : Asia