Il ruolo del digiuno pre-dieta per diminuire il rischio cardiovascolare

Il digiuno prima dell’inizio della dieta in alcuni pazienti con sindrome metabolica sembra aver dato una scossa all’organismo, con effetti positivi sulla salute che si mantengono nel tempo

(immagine: Pixabay)

C’è chi sostiene che sia come un elisir di lunga vita e chi mette in guardia sui suoi effetti negativi sull’organismo. Fatto sta che è ancora impossibile decretare l’utilità e i benefici del digiuno. E forse, al di là delle difficoltà tecniche delle indagini, è perché i suoi effetti variano a seconda del tipo di digiuno e dello stato di salute di partenza della persona che lo pratica. Se, per esempio, si soffre di sindrome metabolica, digiunare prima di iniziare un nuovo regime dietetico sembra avere dei vantaggi e benefici duraturi. A sostenerlo è l’ultimo studio del Max Delbruck Center for Molecular Medicine (Berlino), che sulle pagine di Nature Communications mette in evidenza come in questi pazienti il digiuno dia una specie di scossa al microbiota intestinale e al sistema immunitario, ripristinando un equilibrio.

Lo studio

I ricercatori hanno coinvolto nella ricerca 145 pazienti affetti da sindrome metabolica, una condizione che può includere alti livelli di colesterolo e di zuccheri nel sangue, ipertensione, indice di massa corporea elevato.

I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: un gruppo avrebbe seguito un protocollo alimentare che prevedeva 5 giorni di digiuno (assumendo solo succhi e brodo vegetale) prima di iniziare un tipo di dieta simil mediterraneo chiamato Dash (Dietary Approach to Stop Hypertension) per 3 mesi, l’altro invece avrebbe iniziato direttamente la dieta Dash.

Confrontando gli esami dei pazienti prima, durante e al termine dello studio, gli scienziati hanno notato che tutti i partecipanti avevano perso peso e diminuito i valori di pressione sanguigna e di indice di massa corporea.

Tuttavia c’erano delle differenze significative tra i due gruppi, in particolare la composizione del microbiota intestinale e quella delle cellule del sistema immunitario. Inoltre il gruppo che aveva seguito i 5 giorni di digiuno mostrava benefici superiori e duraturi rispetto alle persone che avevano seguito solo la dieta Dash.

Una scossa all’organismo

Secondo gli autori della ricerca è possibile che il digiuno pre-dieta abbia indotto un danno controllato all’organismo, una scossa – la definiscono. Le analisi del microbiota hanno mostrato variazioni nella composizione nel corso del tempo, che hanno visto l’alternarsi di diverse specie batteriche fino al ripristino di un equilibrio positivo (omeostasi) che potrebbe aver condizionato anche la composizione del sistema immunitario, riducendo i fenomeni infiammatori e potenziando gli effetti della dieta. Benefici che si sono protratti nel tempo rispetto a quanto osservato nel gruppo di pazienti che seguito solo la dieta Dash.

Tutto da valutare

Lo studio, come ammettono gli stessi autori, non mette certo fine alla discussione sugli eventuali benefici del digiuno sulla salute. Anche perché questo tipo di studi ha delle limitazioni e i risultati possono essere condizionati da molte variabili incontrollabili (per esempio una differenza nel comportamento delle persone nel seguire pedissequamente le indicazioni dietetiche).

Di particolare interesse, però, è il meccanismo con cui il digiuno sembra intervenire sul microbiota intestinale: se dovesse essere confermato da nuovi studi anche nell’ambito di altre condizioni (lo stesso team sta studiando gli effetti del digiuno in pazienti con sclerosi multipla), potrebbe costituire un sistema di regolazione dell’infiammazione universale da affiancare alle terapie tradizionali.

Fonte : Wired