Il potere del racconto: ecco cosa è successo nel primo giorno del Wired Next Fest 2021

In un appuntamento tutto sull’entertainment, con oltre 30 ospiti italiani e internazionali si è parlato di comicità, satira, podcast, teatro, serie tv e molto altro. Ecco un recap di quello che è emerso, tra libri, fumetti, performance musicali e nuove tecnologie

Come si cerca e come si trova una buona storia da raccontare? È questa una delle domande centrali discusse nel primo appuntamento del Wired Next Fest 2021, in una giornata tutta centrata sul mondo dell’intrattenimento dal cinema alla musica, dalle serie televisive ai videogiochi, dai podcast ai libri, dai fumetti fino al teatro. In una parola, Play. Un pomeriggio di incontri centrati sul tema della ricerca di un nuovo equilibrio trasmessi in diretta streaming dal teatro Gerolamo di Milano, simbolicamente riaperto per l’occasione, con oltre 15 eventi sulla piattaforma dedicata di Wired Italia.

A provare a rispondere alla domanda è stato il Ceo di Fremantle e di The Apartment Lorenzo Mieli: “Il genere umano si interroga da millenni se esista una ricetta per una buona storia. Le narrazioni sono uno strumento inventato dall’umanità per dare senso alla vita stessa, e un produttore cerca storie che risuonino nelle persone”. Se si dovesse pensare a qual è la cosa più complessa da comprendere e che quindi vale la pena raccontare, è certamente il futuro: “è la cosa più incerta, soprattutto in questo momento storico, e le storie oggi efficaci sono quelle che ci danno una prospettiva, un’idea di futuro”. Il tutto in un contesto in cui la tecnologia sta cambiando ogni cosa, a partire dalla pervasività delle piattaforme di streaming a un livello che era inimmaginabile anche solo cinque anni fa.

Di serie tv e binge watching si è parlato con tanti critici della scena italiana. “Con l’aumentare del numero delle serie non è aumentata la qualità, ma siamo ancora nell’età d’oro della serialità con tantissime potenzialità”, ha spiegato Luca Liguori, mentre Marina Cuollo ha aggiunto che “dovremmo cominciare ad allargare il nostro sguardo anche a storie e personaggi che hanno un vissuto lontano dal nostro, che non ci somigliano”.

“Per esempio, abbiamo bisogno di rappresentare non solo le donne, ma la pluralità dell’esperienza femminile, ha aggiunto Marina Pierri, perché per esempio non abbiamo una serie tv che abbia come protagonista una donna con disabilità, e il numero di donne con disabilità che scrivono le serie è risicatissimo. “Oggi siamo solo all’inizio delle destrutturazione degli stereotipi riguardo all’inclusione, ma ci sono già degli esempi significativi”, ha concluso con una nota positiva Giuseppe Grossi.

Una risata in tempo di pandemia

Nel corso dell’evento si è parlato anche di come la raggiungibilità immediata, tramite internet, di alcuni dei personaggi del teatro e del cinema possa essere alla base della loro mancata mitizzazione. “Se tutti i giorni sono su Instagram a chiacchierare e a fare le mie battute simpatiche, con le persone che possono vedermi aprendo un’app, perché dovrebbero venire al cinema a vedere quello che faccio, a teatro o accendere la tv per vedermi?”, ha spiegato l’attrice e autrice Emanuela Fanelli. Parlando di successi televisivi comici come Una pezza di Lundini e Lol, lo scrittore e autore televisivo Giovanni Benincasa ha raccontato che “Oggi c’è molta più voglia di ridere, quindi ci divertono pure cose che prima non lo avrebbero fatto, perché abbiamo una sensibilità più estesa. Si può ridere anche facendo umorismo, ma chi ride ha bisogno di farlo con la pancia e non con la testa”.

In proposito si è parlato di quali sono i modi per riuscire a suscitare una risata. “I meccanismi sono pochi”, ha raccontato l’attore, comico e presentatore Riccardo Rossi: “una risata la puoi costruire mettendo bene la battuta nella parola finale, ci sono alcuni trucchetti che si imparano con il tempo e poi aiuta il cogliere l’incongruenza e l’assurdo di quello che succede nella vita quotidiana”. E poi, tra le altre cose, c’entrano la musicalità della battuta, la tecnica del contrario, la correttezza della sintassi e la precisione matematica quasi maniacale nella struttura del discorso. “Quando si dice che il lavoro del comico è un lavoro molto serio, è proprio vero”, ha chiosato.

Tantissimi gli esempi di comicità, anche sui social, discussi sul palco del Wired Next Fest. Alessio Rocco (l’anima di Young Montemagno) che ha parlato della difficoltà del trovare un equilibrio tra la quantità e la qualità: “Oggi gli algoritmi dei social richiederebbero di pubblicare molto, ma a noi piace prestare più attenzione al processo creativo anche se la crescita è più lenta”Alessandro Ruggero e Andrea Masino (fondatori della pagina Instagram Hipster Democratici) hanno invece raccontato la storia dei meme: “gli anni dei meme sono come quelli dei cani, invecchiano più in fretta”, ha detto il primo, mentre Masino ha ribadito che “oggi è diventato più difficile fare satira perché la realtà supera la satira stessa, con la politica stessa che diventa un meme”. E sul palco sono arrivate pure le vignette satiriche di Fecondazione Prada e Sapore di male.

Il valore sociopolitico dell’intrattenimento

Di linguaggio e comunicazione, ma anche di violenza verbale nei confronti delle donne, si è chiacchierato con la scrittrice e attivista Michela Murgia e con la cantautrice Francesca Michielin, autrice del podcast Maschiacci. “Ci sono frasi che noi donne non vorremmo sentirci dire, ma che gli uomini continuano a ripetere”, ha spiegato Murgia, sottolineando il valore dell’audio e del podcast per veicolare questi concetti: Una cosa così antica come la sola voce si sta rivelando estremamente moderna”. Vantaggi che ha raccontato anche Michielin: “Il podcast è uno spazio non inquinato dal gran caos di opinioni tipico dei social e dal loro ritmo frenetico, ma un’isola felice in cui si può esporre un pensiero senza l’ansia del poco tempo a disposizione o della temporaneità dei contenuti”.

“Il podcast ci è servito in questo periodo per ritrovare noi stessi e colmare quel vuoto di contenuti e di comunicazione”, ha spiegato Luca Leoni di Show Reel Media Group, aggiungendo però che la tecnologia e l’intrattenimento stanno cercando di entrare nel nostro palinsesto quotidiano. “I social hanno sostituito i bar e la piazza, e le piattaforme streaming stanno provando a sostituire il cinema e la tv”Vincenzo Piscopo di Ciaopeople ha commentato che “La qualità della scrittura e della produzione fa la differenza nell’interesse degli ascoltatori, e solo all’inizio chi è famoso su altri media può fare da traino e da catalizzatore per un media nuovo”. Nel dietro le quinte della costruzione di un podcast si è poi entrati con Gianluca Colucci (Fru dei The Jackal): “Nella prima parte della filiera di lavoro si cazzeggia liberamente, un po’ come è stato in Lol, poi però la parte più importante e più grossa del processo creativo è il dare una struttura alle idee”.

Play è anche fumetto, e a proposito di equilibri si è parlato del nuovo personaggio Miles Morales, il primo Spider Man afro-latino, con la fumettista e disegnatrice Sara Pichelli. “Lavorare alla realizzazione di Miles Morales e del suo costume a partire da quella che era solo un’idea è stata una responsabilità enorme”, ha spiegato. Una questione dal grande peso sociale, e anche politico: “Nella nuova ondata di fumetti si presta finalmente più attenzione alla diversificazione etnica, ci sono figure femminili di rilievo e molto altro. Non c’è solo l’ovvio lato commerciale dell’intrattenimento, ma finalmente ci si sta rendendo conto che la diversità è la normalità, e che la vera anormalità erano i fumetti di prima.

Dal fumetto alla narrativa, con il romanziere Emanuele Trevi si è discusso invece dei problemi odierni della narrativa pura. “Una volta si diceva che se un film va bene lo si vede già nel primo weekend”, ha spiegato, “ma tutte le opere d’arte hanno bisogno di tempo, e il tempo è parte della loro bellezza. Oggi le novità scadono troppo presto, in pochi giorni, e questo meccanismo in cui tutti siamo inseriti è distruttivo“. Una sorta di terno al lotto, nel diventare popolare o meno nel giro di poco tempo, in cui secondo Trevi siamo perdendo tantissimo.

Tra le tante dimensioni dell’intrattenimento esplorate e approfondite, con il giornalista esperto di sport e finanza Marco Bellinazzo si è discusso delle nuove prospettive socio-economiche del calcio. “Nel mondo post pandemia il settore calcistico dovrà capire se diventare più legato all’entertainment, con grandi club dagli enormi fatturati, o se restare legato al territorio e ai campionati nazionali”, ha spiegato. Questo perché si è creato un sistema, in Italia e all’estero, di grande squilibrio: “una sorta di oligopolio fatto di grandi club sempre più ricchi, che possono avere i campioni, vincere e incassare più soldi, contrapposti a una classe media calcistica che si sta impoverendo”, ha concluso.

Musica in note e parole

Protagonista del pomeriggio è stata anche la musica dal vivo, con tre performance in diretta. Il primo live acustico è stato quello di Fulminacci, Filippo Uttinacci“Quando fai un mestiere che ti fa stare sul palco ed essere protagonista, tutte le caratteristiche – compresi i difetti – si amplificano”, ha spiegato dopo aver eseguito alcune delle tracce del suo ultimo disco Tante care cose. “Anche quei lavori che sembrano un gioco, e che devono sembrare un gioco quando viene visto dal pubblico, richiedono in realtà molta preparazione e molto studio“. E poi il cantautore Daniele Folcarelli, meglio noto con lo pseudonimo Folcast, ha raccontato della sua esperienza tra le Nuove proposte nell’ultima edizione del Festival di Sanremo: “Sembra che ci siano abituati a fare le cose senza pubblico, ma noi artisti per primi non dobbiamo abituarci a questo. Ben vengano tutti i presidi e le precauzioni del caso, ma a patto che possa ripartire la macchina della cultura e dello spettacolo”.

Di suoni e brani si è chiacchierato anche con gli eclettici Venerus e Mace. “La musica richiede degli equilibri, sia di arrangiamento, sia strumentali e di frequenze, ed è importante rendersi conto di come si gestisce lo spazio sonoro, ha raccontato Venerus. E se il lockdown ci ha messo davanti a uno scenario sonoro nuovo, abbiamo forse imparato quanto sia importante insegnare l’educazione all’ascolto: “Ascoltare la musica con una certa profondità non è un’attività fine a se stessa, ma è un trigger per pensieri e per emozioni, uno strumento per percepire la complessità”, ha aggiunto Mace. Con il cofondatore del festival Sónar Enric Palau si è parlato poi del ruolo dei festival per la ripartenza dopo la pandemia: “La vita degli artisti è cambiata, e anche eventi più piccoli e digitali hanno la mission di supportare gli artisti, di dare loro visibilità e di farli tornare verso la normalità. La cultura e il coinvolgimento della società sono la chiave per ricominciare”.

E a chiudere il palinsesto musicale live il duo La rappresentante di lista: “Le canzoni non incise rimangono vive, si alimentano di quello che stai facendo e ti aspettano, pronte per essere modificate e trasformate”, ha spiegato Veronica Lucchesi, mentre Dario Mangiaracina ha aggiunto che “in questo momento dovremmo muoverci tutti insieme verso una società in cui i diritti della comunità Lgbt e dei migranti sono garantiti, e il cambiamento climatico viene considerato come una priorità”. Insieme a loro, a proposito di teatro, è intervenuta la regista, scrittrice e drammaturga siciliana Emma Dante. “Sono più affezionata alle prove che allo spettacolo che viene fuori”, ha spiegato. “Lo spettacolo è la soluzione finale e perciò mi interessa di meno, mentre mi interessa il percorso, caratteristico di chi sta facendo ricerca. La trama è qualcosa che mette a posto, che dà un indirizzo e un percorso con un inizio e una fine, ed è quindi il contrario della ricerca. Questo vale nella musica, nel teatro, nella pittura o in qualunque forma artistica”.

Innovare l’entertaiment

Dietro l’intrattenimento c’è molto lavoro anche dal punto di vista dell’innovazione in senso più strettamente tecnologico. Di blockchain per il diritto d’autore e di token non fungibili (Nft) si è discusso con il professore del Mit (nonché fondatore di Algorand) Silvio Micali e con Matteo Fedeli della divisione musica di Siae. “Eventi epocali come la pandemia, quasi come una guerra, fanno fare avanzamenti tecnologici più rapidi”, ha raccontato Fedeli. “In questo caso è stata stimolata una maggiore consapevolezza tecnologica, con nuove modalità di interazione tra gli esseri umani che rimarranno nel tempo. Riguardo al possesso dei diritti su un contenuto musicale, “Per sapere chi ne è l’ultimo detentore abbiamo la certezza matematica di conoscere la risposta giusta grazie alla blockchain: ciò fa sì che si acquisti il brano molto più volentieri”, ha aggiunto Micali.

Tecnologia per l’intrattenimento significa anche connettività, soprattutto se pensiamo ai videogame. “I gamer sono tra i clienti più esigenti in termini della qualità di connessione e sono coloro che la utilizzano di più”, ha spiegato Andrea Duilio, Consumer Business Unit Director di Vodafone Italia. Non a caso, infatti, durante l’anno di pandemia è cresciuto del 40% il traffico di gaming, ed è raddoppiato il numero di chi segue i gamer tramite lo streaming. “Con l’edge computing e il 5G, grazie alla latenza estremamente bassa”, ha aggiunto Sabrina Baggioni, 5G Program Director di Vodafone Italia, “ora possiamo portare i giochi da console sulla rete mobile ottenendo reazioni istantanee: una cosa del tutto infattibile prima del 5G”. Un esempio pratico è la piattaforma appena lanciata GameNow, raccontata sul palco del Wired Nect Fest dal pro player Giorgio Pow3r Calandrelli e dallo youtuber e content creator Favij.

Il Wired Next Fest continua

L’edizione 2021 del Wired Next Fest prosegue con un calendario di altri 4 eventi tematici nell’arco dei prossimi 6 mesi, sempre in versione completamente digitale dal teatro Gerolamo di Milano. La parola chiave che unisce tutti gli appuntamenti, Equilibri, sarà declinata con un focus sulla Social innovation nella seconda giornata che è in programma per il 12 maggio, mentre il 16 giugno l’appuntamento sarà dedicato alla Next Generation, quella che si prepara a prendere in mano la società attraverso valori nuovi e l’innovazione.

Ancora, prima della pausa estiva, il tema del 14 luglio sarà Life, per raccontare come il digitale stia cambiando per sempre i nostri stili di vita: dai consumi allo sport, dai viaggi al cibo, dai pagamenti alla cura del nostro corpo. Per arrivare alla due giorni che farà da gran finale per il Wired Next Fest 2021, con il doppio appuntamento dell’1° e 2 ottobre per immaginarsi un nuovo Sviluppo sostenibile del pianeta, dal punto di vista economico, sociale e ambientale. Riflessioni cruciali anche in vista della 26esima conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (la Cop26) prevista a Glasgow all’inizio di novembre.

L’appuntamento inaugurale del Wired Next Fest 2021, con il patrocinio del Comune di Milano, organizzato in occasione di Milano Design City, è stato possibile anche grazie al supporto di alcuni partner:

Main partner: E-Distribuzione, MastercardNexi, Vodafone;

Event supporter: Algorand, Siae – Società italiana autori ed editori;

Production: PianoB;

Technical partner: Plesh.

Fonte : Wired