Tensioni e scontri durante la protesta dei ristoratori, indaga la procura

Le due immagini simbolo della protesta dei ristoratori a Montecitorio dello scorso 6 aprile sono ormai due: quella di Hermes Ferrari, l’uomo vestito da “sciamano” che spiccava tra la folla dei piccoli imprenditori riuniti davanti al Parlamento, e quella della testa insanguinata del poliziotto colpito da un oggetto lanciato da uno dei manifestanti.

Se sul primo l’attenzione è prettamente mediatica – vista anche la somiglianza con Jake Angeli, lo “sciamano” dell’assalto al Congresso americano – sul secondo episodio a concentrarsi sono invece la Digos e la procura. Che vogliono fare chiarezza su quanto accaduto, e capire se nella manifestazione di protesta iniziata pacificamente e poi culminata in tensioni e tentativi di forzare il blocco della polizia si sia infiltrato qualche “regista occulto” che mirava a scatenare i disordini. Stesso iter seguito per la manifestazione di lunedì 12 aprile, che non era di fatto stata autorizzata dalla questura.

Aperto un fascicolo per lesioni aggravate

Il pm Sergio Colaiocco ha già aperto un fascicolo per lesioni aggravate sui fatti del 6 aprile, e una prima informativa della Digos gli è già stata consegnata. Una seconda dovrebbe arrivare a giorni, questa volta sulla manifestazione di lunedì, giornata in cui il centro di Roma è rimasto blindato per diverse ore e in cui non sono mancate altre tensioni.

VIDEO | Scontri in piazza Montecitorio: lanci di oggetti e cariche della Polizia

Mescolati a ristoratori e imprenditori disperati dopo un anno di chiusure, in entrambe le occasioni c’erano anche negazionisti, no mask, rappresentanti di CasaPound e militanti di estrema destra. Un “piccolo gruppo di manifestanti non d’accordo con la linea di IoApro” come li ha liquidati anche Mohamed “Momi” El Hawi, ristoratore fiorentino leader del movimento che si è dissociato formalmente dalla violenza.

“Infiltrati” per far scoppiare disordini?

Per gli inquirenti è però fondamentale capire se anche lunedì alla manifestazione abbiano partecipato persone decise a sfruttare l’esasperazione delle categorie economiche per far deflagrare tensione e disordini, e se queste persone – nel caso in cui venissero individuate – abbiano preso parte con lo stesso intento anche alla protesta di Montecitorio.

La ricostruzione resta un’operazione lunga e complessa, soprattutto per quanto riguarda i fatti del 12 aprile, anche perché la manifestazione questa volta non è stata compatta e i partecipanti si sono divisi in gruppi e cortei differenti defluendo nelle vie che circondano il Parlamento. L’attenzione però è altissima, complice un clima molto teso e il susseguirsi di proteste e manifestazioni. In totale lunedì sono state identificate 120 persone (numero fornito dalla Questura di Roma), 6 sono state portate negli uffici di San Vitale per approfondimenti e la loro posizione è al vaglio.

Fonte : Roma Today