Chi è Maria Chiara Carrozza, la prima donna alla guida del Cnr

A.F. 12 aprile 2021 19:44

Maria Chiara Carrozza è il nuovo Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e rimarrà in carica per i prossimi 4 anni. Ex parlamentare ed ex ministro dell’Istruzione e della Ricerca, Carrozza è stata nominata dal ministro dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa con un decreto firmato oggi, lunedì 12 aprile

Un incarico, quello di presidente del Cnr, che Maria Chiara Carrozza ha accolto con grande orgoglio: “Essere la prima donna alla guida del più importante e grande centro di ricerca del Paese è una sfida e una responsabilità senza precedenti”. 

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Chi è Maria Chiara Carrozza

Laurea in Fisica all’università degli studi di Pisa, dottorato in ingegneria alla Scuola Superiore Sant’Anna, Maria Chiara Carrozza, 56 anni, non è solo professore ordinario di Bioingegneria Industriale e ricercatrice nei settori della biorobotica e della biomeccatronica. La presidente del Cnr nell’occuparsi di neuro-ingegneria della riabilitazione ha promosso quello che lei stessa ha definito “nuovo umanesimo scientifico, in cui l’evidenza scientifica è il metodo, ma l’umanità l’obiettivo per rendere più forti i fragili”.

Autrice di numerose pubblicazioni e brevetti, responsabile di progetti europei, cofondatrice di spinoff accademici e attualmente direttore scientifico dell’Ircss Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus, Carrozza ha insegnato e condotto ricerche in centri e università in Italia, Europa, Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud, Cina, sempre mettendo al centro quell’umanesimo tecnologico in cui “tra uomo e macchina non deve esserci antagonismo e i robot devono competere con i robot e non con gli esseri umani”.

Da ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (2013-2014) e parlamentare della Repubblica, (XVII legislatura), aveva messo al centro della sua azione il miglioramento della condizione di ricercatrici e ricercatori e anche oggi annuncia che suo obiettivo prioritario “sarà valorizzare le tante potenzialità che esistono nel sistema della ricerca italiana”.

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Fonte : Today