Divorzi e separazioni in calo nell’anno della pandemia. Il tribunale: “Ci aspettiamo il boom nel 2022”

La convivenza forzata causata dal lockdown non sembra avere inciso sul numero di divorzi e separazioni in Italia, quantomeno legalmente. È quanto emerge da uno studio dell’Associazione Diritto e Psicologia della Famiglia, che ha raccolto ed elaborato i dati forniti dalla sezione Famiglia del Tribunale di Roma.

I numeri sembrano andare in controtendenza rispetto alle aspettative sulle decine di coppie “scoppiate” a causa del lockdown. Nel 2020 le separazioni sono infatti calate del 15% rispetto al 2019, anche se quelle consensuali sono leggermente aumentate (+2%), arrivando così al 76% di quelle totali. E le coppie romane sembrano avere approfittato di più, in questo senso, dello strumento della negoziazione assistita, che consente di attivare allo scioglimento del matrimonio in maniera “amichevole” riducendo tempi e costi. Ache i divorzi sono calati, del 20%, con un leggero aumento però di quelli giudiziali, quelli cioè in cui si fa ricorso al giudice per trovare un accordo (che passano dal 25% del 2019 al 28% del 2020).

Calano divorzi e separazioni davanti al giudice

Venendo ai numeri veri e propri, nel 2020 ci sono stati 831 divorzi giudiziali contro i 929 dell’anno precedente, e 1.943 le separazioni consensuali, 556 in meno rispetto al 2019. In netto calo anche i divorzi congiunti, che passano da 1.955 a 1.293. In crescita, di poco, i contro i numeri delle coppie che si sono divise sfruttando la negoziazione assistita: 832 divorzi (825 nel 2019) e 1.161 separazioni (1.092 l’anno scorso).

Il quadro che emerge, secondo gli esperti, non è però da imputare ad amori riscoperti o rafforzati, ma alla grave crisi economica in cui molte famiglie e coppie sono precipitate, crisi che costringe a  riconsiderare i costi derivanti da un addio.

Meno divorzi e separazioni: colpa della crisi economica

“Di fonte ad anni di grande incertezza economica e con la paura di perdere il lavoro – conferma  l’avvocato Marco Meliti, presidente della DPF – molte coppie, soprattutto quelle a basso reddito , non se la sono sentita di affrontare una separazione che, oltre al costo umano ed economico, comporta un grave impoverimento per le finanze familiari, derivante dall’inevitabile duplicazione dei costi, come quelli legati alla necessità di mantenere due abitazioni. Questo spiega perché anche quando si è ritenuta non più rinviabile la separazione, si sia cercato di farlo in accordo”.

La pandemia non ha insomma congelato soltanto viaggi e vacanze, ma anche dissidi familiari. E secondo il presidente della sezione famiglia del Tribunale di Roma, Marta Ienzi, il prossimo anno i divorzi sono destinati ad aumentare.

Il tribunale: “Ci aspettiamo un aumento nel 2022”

“Il covid a marzo scorso paralizzò il paese, non si sapeva a cosa stavamo andando incontro, c’era una profonda incertezza. Nelle ultime settimane stiamo invece registrando un’impennata di nuove iscrizioni di separazioni e divorzi, circa 300 ogni due settimane – ha spiegato – Temo che il prossimo anno i numeri saranno ancora più alti. C’è da dire che i coniugi dovranno fare i conti con la crisi finanziaria che ha investito il paese. I giudizi che trattiamo sono sempre intrisi di emotività. La realtà è che separarsi è un lusso e bisogna poterselo permettere. Troppe volte vediamo donne disperate perché gli ex non ottemperano agli obblighi del mantenimento. Noi giudici facciamo il possibile ma penso che, sulla questione, dovrebbe metterci seriamente le mani il legislatore”.

Fonte : Roma Today