I cinque riti tibetani come “fonte dell’eterna giovinezza”

I cinque riti tibetani sono una serie di esercizi (secondo alcuni riconducibili allo yoga) che furono divulgati per la prima volta da Peter Kelder nel suo opuscolo “The Eye of Revelation”, successivamente ristampato come “Ancient Secret of the Fountain of Youth” e pubblicato in lingua italiana dalle Edizioni Mediterranee con il titolo “I cinque tibetani”.

Poco si conosce della figura di Peter Kelder: tra le poche cose, sappiamo che è cresciuto negli Stati Uniti e che lasciò la famiglia da adolescente per viaggiare. Negli anni ’30, quando il libro fu scritto, egli viveva nelle colline attorno a Hollywood, dove lavorava come ricercatore presso gli studi cinematografici. Alcuni hanno anche ipotizzato che Peter Kelder sia uno pseudonimo dietro il quale si celi un’autrice donna.

Il libro

L’opuscolo in cui Peter Kelder divulgò i cinque riti fu stampato per la prima volta nel 1939. In esso Kelder racconta di essere venuto a conoscenza dei riti da un colonnello in pensione dell’esercito britannico, il quale avrebbe scoperto un misterioso e remoto monastero nella regione himalayana, i cui monaci erano a conoscenza del segreto della “fonte dell’eterna giovinezza“. Il segreto consisterebbe nella pratica quotidiana di cinque esercizi (detti “riti”), i quali vengono descritti nel libro insieme ad alcuni altri brevi insegnamenti circa l’alimentazione e lo stile di vita.

Dopo un paio di ristampe il libretto cadde nell’oblio, per essere poi riportato in grande voga a partire dalla metà degli anni ’80, prima nei paesi di lingua inglese e tedesca, dopo anche in Italia e negli altri paesi occidentali.

Cosa sono i cinque riti tibetani

Ma cosa sono i riti tibetani? Essenzialmente si tratta di esercizi che si basano sul far fluire l’energia vitale attraverso sette vortici energetici che corrispondono ai chakra. 

Il testo racconta che il rallentamento di uno o più di questi vortici inibirebbero il flusso di energia vitale, determinando l’invecchiamento o un cattivo stato di salute. Si può iniziare praticando ciascun rito per tre volte ogni giorno, aggiungendo poi due esecuzioni in più ogni settimana, fino ad arrivare alle 21 esecuzioni giornaliere, numero ideale per ogni esercizio. I riti possono essere eseguiti la mattina o la sera.

I benefici dei cinque riti tibetani

Nel racconto di Kelder il soggiorno nel misterioso monastero tibetano aveva letteralmente trasformato il colonnello da un signore anziano in un uomo sano e forte dall’aspetto di un quarantenne. I cinque riti si propongono infatti, attraverso l’armonizzazione dei sette chakra principali, come un mezzo efficace per raggiungere non solo la piena salute fisica, ma anche un vero e proprio ringiovanimento, sia a livello di energia che di aspetto fisico.

Le varie edizioni del libro riportano anche in appendice lettere di testimonianza da parte dei lettori che hanno messo in pratica i riti, i quali affermano di aver ottenuto da essi innumerevoli benefici come il miglioramento della vista, concentrazione, memoria, potenza sessuale, elasticità, energia in generale, inoltre essi aiutano a dimagrire, riducono lo stress e il mal di schiena.

L’origine incerta dei riti

L’origine dei cinque riti tibetani è incerta. Da alcuni vengono considerati come un’invenzione sulla scia della moda dell’Oriente misterioso che imperversava agli inizi del ‘900. Non esistono infatti altre fonti che ne attestino l’esistenza e l’origine al di fuori del libro di Kelder.

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Fonte : Today