È morto a 99 anni il principe Filippo d’Inghilterra

Dopo un lento e progressivo peggioramento della salute che l’ha costretto a ritirarsi dagli impegni pubblici nel 2017, lo scorso marzo è stato operato al cuore. E oggi, all’età di 99 anni, il marito della regina Elisabetta II è morto

(Foto: Wikipedia)

L’ha annunciato da poco Buckingham Palace: il Duca di Edimburgo Filippo, consorte della regina d’Inghilterra, è morto oggi, 9 aprile, all’età di 99 anni. Sposato con Elisabetta II da 73 anni, il principe ha visto la sua salute deteriorarsi lentamente negli ultimi anni. Nel maggio 2017 aveva lasciato ufficialmente gli impegni pubblici, ironizzando lui stesso sul fatto di non riuscire più a stare in piedi, e comparendo per l’ultima volta nell’agosto di quell’anno a una parata della Marina reale di fronte a Buckingham Palace. Nell’aprile 2018 è stato sottoposto a una sostituzione dell’anca, nel gennaio 2019 ha causato un incidente stradale mentre lui era al volante e di lì a poco, a dicembre, è stato ricoverato per malattie pregresse; mentre lo scorso febbraio è entrato nuovamente in ospedale in via precauzionale dopo un malore. Operato al cuore a inizio marzo, era tornato al castello di Windsor lo scorso 16 marzo.

Nato a Corfù il 10 giugno 1921 da Andrea di Schleswig-Holstein, principe di Grecia e Danimarca, e dalla principessa Alice di Battenberg, Filippo è stato cresciuto in Francia, Germania e infine nel Regno Unito, dopo che la sua famiglia è stata cacciata dalla Grecia in seguito all’avvento dei Colonnelli. La madre aveva diversi problemi mentali e il padre, con il vizio del gioco, era sommerso dai debiti. Durante la Seconda guerra mondiale, mentre le sue sorelle erano sposate a uomini tedeschi con chiare connessione con il regime nazista, lui ha combattuto nella Reale marina britannica distinguendosi in operazioni nel Mediterraneo e con la flotta del Pacifico.

Dopo la guerra, ha ricevuto il permesso di sposare Elisabetta Windsor, erede al trono di Giorgio VI, con la quale corrispondeva dal 1934. All’annuncio ufficiale del fidanzamento, Filippo ha rinunciato ai titoli di Grecia e Danimarca ed è stato ammesso nella nobiltà britannica con quello di Duca, non senza scontrarsi con i pregiudizi dell’aristocrazia inglese, che lo chiamava in modo dispregiativo “The Hun” – l’unno. La coppia si è sposata il 20 novembre 1947 ed Elisabetta II è ascesa al trono nel 1952; nel 1957 ha conferito al marito il titolo di principe. Filippo ed Elisabetta, com’è noto, hanno avuto quattro figli: il principe di Galles Carlo, la principessa Anna, il duca di York Andrea e il conte di Wessex Edoardo. A oggi la coppia reale conta anche otto nipoti e 10 pronipoti.

Autodefinitosi “un principe balcanico caduto in disgrazia e senza particolari meriti o particolarità”, in realtà ha contribuito in modo sostanziale alla trasformazione del Regno Unito in una monarchia più moderna. Pur non avendo mai avuto il titolo ufficiale di principe consorte (e quindi per questo escluso dalla maggior parte degli affari di Stato che toccano alla moglie), Filippo ha mantenuto per quasi tutta la sua vita una fitta agenda di impegni pubblici, ritagliandosi uno spazio come una delle figure più energetiche e carismatiche della Corona britannica. Il che a costo di risultare, soprattutto agli occhi della stampa che lui detestava (“dannati rettili”, ha chiamato una volta i giornalisti), come una persona fin troppo genuina e sfacciata, incline alle gaffe e ai commenti offensivi. Varie vicende riguardanti presunti adulteri e abuso di alcool hanno periodicamente popolato i media scandalistici d’Oltremanica.

Chi ha visto la serie Netflix The Crown, che pur fittizia ricostruisce in modo verosimile i fatti della famiglia reale e dove è stato interpretato da Matt Smith e Tobias Menzies, lo conosce come una figura testarda e indipendente, spesso insofferente ai dettami di corte e al suo ruolo sempre secondario rispetto alla regina, ma anche capace di grande ingegno e di sottile diplomazia. È stato suo il merito di diverse iniziative per svecchiare la monarchia e avvicinarla al popolo, come l’abolizione del sistema delle debuttanti e l’apertura di pranzi e garden parties a persone dall’estrazione sociale più varia. Secondo fonti interne, Elisabetta era solita chiedere spesso il parere informale del marito (“Che ne pensa Filippo?”, sarebbe una sua frase ricorrente), che si dice responsabile di alcune decisioni storiche nel corso del suo regno, come quella di pagare le tasse a partire dal proprio patrimonio privato o di scrivere la famosa lettera in cui si suggeriva il divorzio alla sfortunata coppia Carlo e Diana.

Tiratore scelto, pilota d’aerei, marinaio, pittore, sportivo dei più versatili ma particolarmente portato per il polo in cui si è distinto a livello agonistico internazionale, Filippo era appassionato delle attività all’aria aperta, e coltivava al tempo stesso una curiosità vorace per la scienza, lo spazio, le innovazioni tecnologiche. Nonostante il suo carisma gioviale, è anche ricordato per frequenti uscite razziste e misogine, e generalmente politicamente scorrette, mentre alcuni ricostruiscono la sua figura, soprattutto negli ultimi decenni, come quella di un uomo ormai fuori dal suo tempo.

Rimangono in ogni caso le parole di un ex vescovo di Londra, riportate dal Guardian: “Se uno di quegli ordinari aristocratici inglesi avessero sposato la regina, ci saremmo tutti annoiati a morte”. Ma soprattutto la testimonianza di amore sincero che la stessa gli ha dedicato alle loro nozze d’oro, nel 1997: “Anche se non accetta facilmente i complimenti, è stato molto semplicemente la mia forza per tutti questi anni e io, così come tutta la sua famiglia, questo paese e molti altri, abbiamo con lui un debito molto più grande di quanto lui possa mai reclamare o noi renderci conto”.

Fonte : Wired