Calzolari, ‘Granarolo sempre più ‘sostenibile’ ma serve contributo filiera’

Granarolo, come tutto il sistema agroalimentare, nei prossimi anni “sarà chiamato a un grande sforzo sul fronte della sostenibilità, che è anche una leva commerciale, vista l’attenzione dei consumatori. E noi vogliamo essere i più virtuosi, così da permettere al consumatore una scelta coerente con il principio, condiviso da tutti, di salvare il pianeta”. Così Gianpiero Calzolari, presidente di Granarolo, all’Adnkronos spiega le ragioni dell’attenzione del settore alle tematiche di sostenibilità che però, aggiunge, “non sono solo i pannelli fotovoltaici sugli stabilimenti”. “Un singolo non può fare molto sui grandi temi ambientali, è un percorso che bisogna condividere, deve essere un club virtuoso” aggiunge, ricordando il lancio di #bontàresponsabile, il piano strategico di lungo periodo che focalizza l’impegno del Gruppo in linea con il percorso intrapreso dal Piano di Sostenibilità promosso nel 2018.

Granarolo è stato il primo gruppo in Italia a proporre una bottiglia di latte con il 20% di plastica riciclata, e di recente ne ha proposta una con un collo di bottiglia innovativo, sviluppato internamente, che permette una riduzione del 16% di plastica per il formato da un litro. Inoltre grazie al nuovo tappo ma a pressione, che resta ancorato alla bottiglia per evitare la dispersione nell’ambiente, è stata anticipata la direttiva Ue sugli articoli monouso in plastica che entrerà in vigore dal 2024. il tutto per un risparmio di 440.000 chili di plastica in meno in un anno, e di almeno 1.600 tonnellate di CO2 equivalente.

Questo, sottolinea il presidente, “è stato il frutto di un investimento importante, che ha alle spalle una lunga ricerca. Ma rendere sostenibile l’agricoltura – sottolinea – significa portare avanti anche centinaia di microinterventi coordinati: in Granarolo possiamo farli perché siamo una filiera e decidiamo insieme come muoverci”. Calzolari ricorda ad esempio gli interventi per migliorare il benessere degli animali “con i nostri soci che hanno accettato un lavoro di monitoraggio e verifica dei loro animali, ma con vantaggi per tutti, a iniziare dai consumatori, oltre al fatto che un animale che vive bene produce di più e non ha bisogno di farmaci”.

Fonte : Adn Kronos