Milano Vapore. Il disegno dello spazio urbano: i nuovi quartieri di Milano

“Il disegno dello spazio Urbano: I nuovi Quartieri di Milano dalla via ed al carcere di San Vittore alle Cinque vie” – L’avvocato Giampaolo Berni Ferretti con grande passione e particolare competenza sta organizzando in questi mesi, in qualità di presidente dell’Associazione Milano Vapore, una serie di webinar sul tema del “Futuro di Milano” affrontato da varie angolazioni. Dopo “Il futuro del trasporto pubblico urbano post covid-19” in gennaio e “L’importanza del verde nelle città del futuro” in febbraio, già da marzo si affronta il tema dei quartieri. Il 10 marzo è stata la volta dell’asse di Porta Romana col nuovo Policlinico, il prossimo 25 marzo si parla di San Vittore e delle Cinque Vie.

Programma del webinar

Introduce: avvocato Giampaolo Giorgio Berni Ferretti (Presidente Associazione Milano Vapore)

Relatori:
arch. Lorenza Baroncelli, direttore artistico di Triennale Milano sul Bando del Carcere di San Vittore
Emanuele Tessarolo Associazione 5Vie.
Gregorio Caccia Dominioni (Presidente Comitato San Vittore-Sant’ Ambrogio-Carducci)
Alessandro Belgioioso (Vice-Presidente del Comitato San Vittore-Sant’ Ambrogio-Carducci).
Matteo Caccia Dominioni (Comitato St Ambrogio Comitato San Vittore-Sant’ Ambrogio-Carducci)
Fabrizio De Pasquale (consigliere comunale).
Emanuela Boselli (Comitato via Torino)
Conclude: Achille Colombo Clerici (Presidente Assoedilizia).

Modera: Fausta Chiesa, giornalista del Corriere della Sera

giovedì 25 marzo 2021 ore 18.30 Linkedin+Facebook+Youtube

In una precedente intervista avevamo chiesto a Giampaolo Berni Ferretti quale fosse il ruolo di Milano per i prossimi 20-30 anni e senza esitazione ha indicato nel Distretto Culturale la terza fase evolutiva della città che fa seguito a quella attuale dei servizi e a quella precedente industriale. L’Associazione Milano Vapore continua il proprio programma di webinar il prossimo giovedì 25 marzo 2021, alle ore 18.30, introducendo il tema dello spazio urbano.

 

Intervista a Giampaolo Berni Ferretti

Giampaolo Berni Ferretti

“In una intervista del Dicembre 2020 ho indicato nel Distretto Culturale la terza fase evolutiva di Milano che fa seguito a quella attuale dei servizi e a quella precedente industriale. Successivamente in una intervista di un mese fa circa ho approfondito il tema dell’ambiente, inteso come verde della città, e come esso è direttamente collegato alla cultura e al principio della sussidiarietà. Colgo anche qui l’occasione per fornire elementi aggiuntivi alla mia proposta iniziale”.

Il punto di partenza rimane sempre la cultura?

“Sì, la cultura è la conoscenza più nobile, quella di più alta qualità che l’uomo possa possedere e produrre, quella che mette insieme questi 4 proprietà:

  • La parte tangibile: il Patrimonio Culturale, le opere, l’infrastruttura (Il Duomo, il Castello Sforzesco, ecc.);
  • La dimensione creativa: progettazione, ricerca, servizi, marketing, ecc.;
  • Le sue diverse manifestazioni: formazione, rappresentazione teatrale, produzione audiovisiva, ecc.;
  • Le sue esternalità positive: la piena sintonia con l’Ambiente. valorizzazione della cultura e del patrimonio culturale (tangibile e intangibile) e del patrimonio verde come base dello sviluppo economico della città.”

Quali sono i punti principali del suo intervento al webinar?

“La politica culturale come strumento di riconversione delle aree urbane sia centrali che periferiche: la realizzazione di infrastrutture verdi come mix fra opere d’arte e verde pubblico; l’integrazione delle dotazioni culturali, sia immateriali che materiali, con gli altri settori produttivi della città in modo che la vecchia “città dei servizi” si integri perfettamente nel nuovo distretto culturale (spazi urbani); il policy maker è solo locale e deve essere contemporaneamente pubblico (Comune) e privato”.

Quale comportamento virtuoso può permettere al pubblico e al privato di collaborare?

“Anzitutto affrontare e risolvere il problema del rapporto tra le istituzioni dedicate alla gestione del patrimonio culturale e lo sviluppo economico territoriale; poi l’organizzazione del distretto: il policy network. Organizzati attorno a specifici programmi e politiche pubbliche (opportuni database) tra attori pubblici e privati, si definiscono in maniera volontaria  e artificiale forme di relazione stabili, ricercando un’azione collettiva per una soluzione comune di policy: comportamenti estremamente collaborativi fra i soggetti economici (sussidiarietà orizzontale). Replicare il modello delle relazioni del distretto industriale come sistema all’interno del distretto culturale milanese (sviluppo sociale): un numero consistente d’imprese, associazioni, ed altri soggetti, appartenenti alla stessa filiera produttiva o a filiere economiche collegate si concentra nello stesso luogo, utilizzando la vicinanza come mezzo di relazione e di scambio all’interno del quale ognuno si specializza, determinando la crescita dimensionale nazionale ed internazionale; si eviti la concentrazione eccessiva del reddito con prodotti finanziari nuovi per far partecipare i cittadini allo sviluppo del distretto; gli investimenti privati in cultura non devono essere solo delle fondazioni bancarie, ma occorre agire per attivare iniziative di filantropia individuale e soprattutto un principio di partecipazione dei cittadini milanesi in modo tale che vengano attivamente coinvolti nello sviluppo futuro della città”.

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Fonte : Affari Italiani