Quella volta in cui Nick Cave deluse Flea: “quando una musica fa schifo mi rendo conto che sono sempre i Red Hot Chili Peppers”

È difficile per una rockstar quando uno dei tuoi artisti preferiti non pensa lo stesso su di te. Flea dei Red Hot Chili Peppers ha vissuto questa esperienza intorno al 2007, quando una rivista musicale ha riportato nella recensione dell’album Stadium Arcadium questa frase di Nick Cave: «Ogni volta che ascolto qualcosa e mi chiedo: cosa è questa spazzatura? La risposta è sempre la stessa: i Red Hot Chili Peppers».

L’ironia tagliente e le opinioni radicali di Nick Cave sono una delle ragioni per cui i fan lo amano. Nick Cave è provocatorio, sfrontato ed autentico, non ha mai cercato il supporto dell’industria musicale ma ha sempre creduto nel rapporto diretto con il pubblico scavando nelle emozioni più profonde attraverso canzoni intense e oscure.

È rimasta nella storia la lettera che ha scritto nel 1996 per rifiutare la nomination agli MTV Music Awards per il singolo più pop della sua carriera, Where the Wild Roses Grow registrato con Kylie Minogue: «Vi ringrazio, ma io non vado a nessuna corsa di cavalli, la mia Musa non è un cavallo e se anche lo fosse non la sfrutterei per questo. Potrebbe spaventarsi».

Anche Flea è sempre stato un fan di Nick Cave e quando ha letto le sue parole sui Red Hot Chili Peppers ci è rimasto molto male: «Mi ha ferito, ma solo per un attimo» ha detto in un’intervista al Guardian nel 2011, «Poi ho pensato che non mi interessa se Nick Cave odia la mia band, perché la sua musica è tutto per me. È uno dei più grandi cantautori ed interpreti di tutti i tempi. Io amo i Bad Seeds».

Nick Cave ha sempre dimostrato un segreto piacere nel creare il caos e disorientare le persone, soprattutto i colleghi musicisti. Probabilmente la sua frase sui Red Hot Chili Peppers era solo una battuta, ma nonostante il dispiacere iniziale ha avuto un effetto positivo su Flea, che ha detto di essere stato stimolato dalle sue parole: «La creatività viene e va, e noi siamo stati fortunati perché abbiamo avuto successo. Potevamo starcene in spiaggia a mangiare burritos, invece anche quando eravamo arrabbiati o non ne avevamo voglia siamo sempre entrati in studio a lavorare. Igor Stravinsky suonava il pianoforte ogni giorno. Ogni tanto faceva schifo anche lui e sua moglie non lo sopportava, ma lui continuava. La stessa cosa fa Nick Cave: va a lavorare ogni giorno. Per questo è il più grande cantautore vivente, e noi facciamo come lui».

Fonte : Virgin Radio