Covid, Bruno a Sky TG24: propongo di vaccinare tutti i pazienti ricoverati negli ospedali

“È necessario velocizzare le vaccinazioni anti-Covid. I motivi dei ritardi sono tantissimi, il primo è la penuria di dosi all’inizio, poi l’organizzazione che non è centralizzata, ma variegata nelle 21 Regioni. Tuttavia sono ottimista perché penso che a breve avremo le dosi necessarie”. Lo ha dichiarato in un intervento a “Buongiorno” su Sky TG24, Raffaele Bruno, Direttore della Clinica di Malattie Infettive della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, che lo scorso febbraio si trovò ad affrontare la malattia di Mattia Maestri, passato alle cronache come il paziente 1 di Codogno. “Avremo un nuovo vaccino che sarà monodose e l’Europa spingerà sulla produzione di nuove dosi. Penso che se abbiamo un po’ di pazienza avremo le dosi necessarie, ma servono strategie per vaccinare quante più persone possibili”, ha aggiunto, per poi sottolineare che sarà importante anche vaccinare i bambini, “non tanto per la malattia ma quanto per l’infezione perché possono essere dei vettori. Sarà fondamentale e strategico vaccinarli quando il vaccino è sicuro”.

Bruno: “Propongo di vaccinare tutti i ricoverati”

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Nel corso dell’intervista, il Professore di Malattie Infettive presso l’Università di Pavia ha proposto di vaccinare tutte le persone che vengono ricoverate negli ospedali italiani.
“Immaginiamo, ad esempio, tutte le persone anziane che vengono ricoverate e magari hanno poca mobilità e andrebbero raggiunte a casa. Se vengono in ospedale per un’altra ragione potrebbero essere vaccinate, a patto che abbiamo le dosi. Questo significa vaccinare una grande numero di persone. La mia idea non è stravolgente ma modifica sicuramente il corso dell’epidemia”, ha precisato.

Bruno: “Unica dose vaccino per guariti Covid? Decisione saggia”

Commentando il via libera da parte del ministero della Salute alla possibilità di somministrare un’unica dose di vaccino anti-Covid, senza dunque effettuare alcun richiamo, ai soggetti che hanno già avuto un’infezione da virus Sars-Cov-2, Bruno ha commentato: “È una decisione saggia, peraltro confortata da dati scientifici”. “L’infezione naturale fa sì che l’organismo produca gli anticorpi quindi fare la vaccinazione equivale a un buster. È importante perché ci fa risparmiare delle dosi garantendo un’immunità adeguata”, ha poi precisato.

Covid, Bruno: “La variante non è più aggressiva”.

Sui nuovi ceppi del coronavirus, il professor Raffaele Bruno, ha commentato: “La variante non è più aggressiva, vedo sempre la stessa patologia. In queste settimane io registro un’età media più bassa. E anche il report dell’Iss lo conferma. È chiaro che più persone si infettano e più persone possono avere la malattia. Ma prioritarie restano le persone over 60”. Inoltre, secondo il direttore Malattie infettive del S. Matteo di Pavia “convivere con il virus è una tattica sbagliata”: “Noi stiamo facendo da troppo tempo tattica inseguendo il virus, chiudiamo quando i contagi sono troppo diffusi e gli ospedali raggiungono il livello di guardia. È una tattica che non paga. Ogni settimana di ritardo nella chiusura comporta tre settimane per ritornare all’Rt iniziale”, ha aggiunto.

Bruno: “Immunità di gregge varia in base all’Rt”

Nel corso del suo intervento a “Buongiorno”, Bruno ha poi sottolineato che “l’immunità di gregge varia in base all’Rt e dipende da come sarà la diffusione in quel momento”. “Se l’infezione avrà un’accelerazione dovremo aumentare le persone vaccinate”, ha spiegato il direttore Malattie infettive del S. Matteo di Pavia.

Fonte : Sky Tg24