Oscar 2021: tutti i favoriti fra attori, registi e sceneggiatori

Sembrano passati tantissimi anni dagli Oscar 2020, dalla storica vittoria di Parasite e Bong-Joon Ho, dal premio a Taika Waititi per la miglior sceneggiatura, dal discorso imbarazzato di Joaquin Phoenix eletto miglior attore per Joker, dal sonnellino di Martin Scorsese durante l’emozionante performance a sorpresa di Eminem. Eppure rieccoci di nuovo qui, con gli Oscar 2021 in grande ritardo ma finalmente alle porte e l’annuncio delle nomination ufficiali previsto per il prossimo 15 marzo.
L’edizione 93 degli Academy Awards però non sarà diversa solo nelle tempistiche: la cerimonia del 25 aprile si porterà dietro tantissimi asterischi e prime volte, come lo show ibrido in diretta dal Dolby Theatre sparso in varie location in diretta streaming. I piani non sono ancora stati rivelati del tutto e non è chiaro, al momento della stesura di questo articolo, se gli attori e gli artisti premiati saranno invitati sul palco a ritirare la propria statuetta oppure se dovranno accontentarsi di un brindisi da casa.
Come da tradizione però non possono mancare le previsioni e le analisi di Everyeye Cinema, che anche quest’anno vi accompagnerà verso la cerimonia di premiazione con una serie di speciali e di approfondimenti. La formula per forza di cose sarà leggermente diversa rispetto agli anni scorsi, dunque senza ulteriori indugi iniziamo subito parlando dei favoriti nelle categorie degli attori, degli sceneggiatori e dei registi.

Migliori attori e attrici

Il primo nome a venire mente non può non essere quello di Chadwick Boseman, il compianto protagonista di Black Panther potenzialmente in gara sia come miglior attore per Ma Rainey’s Black Bottom sia come non protagonista per Da 5 Bloods di Spike Lee: entrambe le pellicole sono targate Netflix, che sicuramente spingerà il più possibile sul nome della star a caccia di un Oscar postumo (sarebbe la prima volta in assoluto per un attore afroamericano).
Anche se i Golden Globe, come noto, non rappresentano un’anticipazione per gli Oscar (i due premi sono infatti assegnati da comitati totalmente diversi) Boseman è già stato insignito di diversi riconoscimenti e appare il candidato più forte in assoluto.
Tra i cinque nominati ci aspettiamo di vedere anche Riz Ahmed di Sound of Metal, e ovviamente il Gary Oldman di Mank, una scelta predefinita che però difficilmente arriverà alla statuetta, e lo stesso vale per il Delroy Lindo di Da 5 Bloods e l’Anthony Hopkins di The Father.
Tra i meno probabili in assoluto per la vittoria ma potenzialmente in odore di nomination citiamo anche Tom Hanks per Notizie dal mondo, Lakeith Stanfield per Judas and the Black Messiah, Sacha Baron Cohen per Borat 2 e John David Washington per Malcolm & Marie.

Per quanto riguarda le attrici la favorita sembrerebbe essere al momento Frances McDormand, soprattutto se, come sembra, Nomandland di Chloe Zhao dovesse arrivare a vincere miglior film.
Insieme a lei si è delineato un nucleo di tre attrici composto da Viola Davis (Ma Rainey’s Black Bottom), Vanessa Kirby per Pieces of a Woman e Carey Mulligan per Promising Young Woman, tutte e tre nomination assai probabili con sfumature diverse di certezza.
Considerando questi quattro nomi resterebbe un quinto slot, che potrebbe essere occupato da Andra Day (premiata di recente ai Golden Globes per la prova in The United States vs Billie Holiday) e la superstar Amy Adams (citata ai SAG Awards per Elegia Americana), mentre sembrano meno probabili le scelte di Sophia Loren per La vita davanti a sé, Zendaya per Malcolm & Marie e Yeri Han per Minari.

Passando ai non protagonisti e alle non protagoniste, i favoriti in assoluto per la sezione maschile parrebbero essere al momento Daniel Kaluuya per Judas and the Black Messiah e Sacha Baron Cohen per Il processo ai Chicago 7, quest’ultimo in lizza per diventare il primo attore uomo a ottenere una doppia nomination come protagonista e non protagonista.
Seguono a ruota tutti e quattro i non protagonisti di One night in Miami di Regina King, ovvero Kingsley Ben-Adir, Eli Goree, Aldis Hodge, Leslie Odom, Jr., con quest’ultimo possibile favorito sugli altri colleghi, il Bill Murray di On the rocks e il David Strathairn di Nomadland (che aumenterebbe il numero di nomination assegnate al film della Zhao).
Infine Chadwick Boseman potrebbe ripresentarsi come non protagonista per Da 5 Bloods mentre è difficile che Jared Leto riesca a replicare la nomination a sorpresa arrivata in questa sezione ai Golden Globes.
Per le non protagoniste non dovrebbe sorprendere vedere Yuh-Jung Youn (Minari) ottenere almeno una nomination, insieme alla popolarissima Maria Bakalova di Borat 2 e alla giovane Helena Zengel di Notizie dal mondo (che a quattordici anni segnerebbe una delle nomination più giovani di sempre).
Il tanto atteso Oscar per Glenn Close rischia di non arrivare neanche per Elegia Americana di Ron Howard, mentre Olivia Colman dovrebbe ottenere un’altra nomination quest’anno grazie al lavoro in The Father e si spera che la Amanda Seyfried riceva quantomeno la candidatura che merita per Mank. Ma la sezione degli attori è votata da oltre 10.000 rappresentanti, dunque prevedere ogni singola mossa è compito arduo.

Migliori sceneggiatori e registi

Partiamo dagli sceneggiatori: basandoci sulle nomination dei Writers Guild Awards, i cui premi saranno assegnati il 21 marzo prossimo e quindi dopo l’annuncio delle nomination per gli Oscar, sarebbe facile indicare come favoriti per una candidatura agli Academy Awards titoli come Judas and the Black Messiah, l’irresistibile Palm Springs, Promising Young Woman, Sound of Metal e Il processo ai Chicago 7, tutti film nominati nella sezione sceneggiature originali, oppure Borat 2, Ma Rainey’s Black Bottom, Notizie dal mondo, One night in Miami e The White Tiger, queste ultime candidate nella categoria non originale.
C’è da tenere in conto però che, a causa degli slittamenti delle finestre temporali e delle scadenze causati dalla pandemia, tantissimi film eleggibili agli Oscar non lo erano ai WGA: tra questi titoli importanti come Mank, Minari, Soul, Nomadland e Pieces of a Woman, chiaramente in grado di ribaltare il tabellone.

Per quanto riguarda la sezione dei copioni originali i favoriti principali sembrerebbero essere Aaron Sorkin per Chicago 7 e Jack Fincher per Mank, seguiti da Lee Isaac Chung per Minari, Emerald Fennell per Promising Young Woman, Shaka King e i suoi collaboratori per Judas and the Black Messiah, Andy Ciara per Palm Springs e Spike Lee e soci per Da 5 Bloods.
Anche nella sezione non originali, poi, la battaglia sembrerebbe essere un discorso a due, con Chloé Zhao e Regina King a contendersi la statuetta rispettivamente per Nomadland e One night in Miami, seguite da Sacha Baron Cohen (e collaboratori) per Borat 2, Ruben Santiago-Hudson per l’adattamento di Ma Rainey’s Black Bottom, Kelly Reichardt per First Cow, Charlie Kaufman per Sto pensando di finirla qui e Kornél Mundruczó per Pieces of a Woman.
Infine passiamo alla categoria dei registi, una delle statuette più importanti e sentite della serata: in questa sezione sembrerebbero esserci pochissime sorprese all’orizzonte, con Chloé Zhao di Nomadland a guidare un gruppo composto da Regina King (One night in Miami), David Fincher (idealmente lo strafavorito della serata con Mank, che però avrà vita durissima), Aaron Sorkin (Chicago 7) e Lee Isaac Chung (Minari).
In una Hollywood non necessariamente a caccia di diversità sarebbe difficile non vedere nella cinquina dei migliori registi il Christopher Nolan di Tenet, ma i bookmakers lo danno dietro a tantissimi altri colleghi e colleghe, inclusi Spike Lee (Da 5 Bloods), George C. Wolfe (Ma Rainey’s Black Bottom), Darius Marder (Sound of Metal) e Shaka King (Judas and the Black Messiah).

Fonte : Everyeye