Zona rossa, arancione e gialla: come cambiano le Regioni dall’8 marzo

Cambiano i colori delle regioni in base alle ordinanze del ministro della Salute, Speranza. La mappa delle restrizioni di Wired provincia per provincia

Carrozzieri al lavoro con la mascherina nell’Italia chiusa per coronavirus (foto di Antonio Masiello/Getty Images)

Da lunedì 8 marzo, a seguito delle ordinanze firmate venerdì 5 marzo dal ministro della Salute Roberto Speranza, la Campania entrerà in zona rossa. Diventeranno invece arancioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia. La Lombardia è entrata in arancione scuro per ordinanza regionale, mentre restano arancioni Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo, Umbria, Marche, le province autonome di Trento e Bolzano, che però resta in lockdown per ordinanza provinciale. Sono invece gialle Calabria, Lazio, Liguria, Puglia, Sicilia e Valle d’Aosta. La Sardegna resta zona bianca.

Siccome a livello locale sono state adottate, in alcuni casi, misure più restrittive per bloccare i focolai, la mappa di Wired mostrerà le misure per province e non più per regioni (che potrete usare come filtro per navigare più agevolmente). Nell’attribuzione dei colori, terremo conto delle restrizioni adottate a livello provinciale.

Regole per le zone rosse

Vietato ogni spostamento in entrata e in uscita e all’interno degli stessi Comuni, salvo per esigenze lavorative o situazioni di necessità. È consentito il rientro presso il domicilio, l’abitazione o la residenza. Il transito sui territori in zona rossa è consentito per raggiungere aree non soggette a restrizioni negli spostamenti o in caso di necessità.

Le attività didattiche si svolgono esclusivamente a distanza. Resta la possibilità di effettuare alcune attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per alunne e alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

L’attività fisica è consentita in forma individuale, solo nei pressi della propria abitazione e nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona, con obbligo di utilizzo delle mascherine.

Sono chiusi musei, mostre e altri istituti o luoghi di cultura ad eccezione delle biblioteche, i cui servizi sono offerti su prenotazione. Sono sospesi tutti gli spettacoli aperti al pubblico in teatri, sale da concerto, cinema e in altri locali o spazi, anche all’aperto.

Sono chiuse anche tutte le attività commerciali, compresi anche barbieri, estetisti e parruchieri, eccetto i negozi di generi alimentari e di prima necessità. L’accesso è limitato a un solo componente per famiglia. Restano aperti i mercati solo per la vendita di generi alimentari, prodotti agricoli e vivaistici. Edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie possono tenere aperto.

Sono sospesi i servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering. Resta consentita, senza limiti di orario, la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri ospiti. L’asporto di cibi e bevande è consentito fino alle 22, mentre la consegna a domicilio è sempre permessa.

Regole per le zone arancione

Sono vietati tutti gli spostamenti in entrata e in uscita da queste aree, ma è consentito il rientro presso il domicilio, l’abitazione o la residenza. Si può uscire dal proprio comune solo in caso di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi sospesi o non presenti nel proprio comune. All’interno dei comuni è consentito lo spostamento, una volta al giorno, verso una sola abitazione privata, fra le ore 5 e le ore 22, limitato a due persone e ai minori di quattordici anni. Sono consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5mila abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri, ad esclusione dei capoluoghi di provincia.

Le scuole superiori garantiscono la didattica in presenza dal 50% fino a un massimo del 75% del totale della popolazione studentesca. Mentre l’attività di asili, elementari e medie si svolge in presenza. I presidenti di regione potranno chiudere le scuole in tre casi: nelle aree in cui siano in vigore misure più stringenti per via della gravità delle varianti; nelle zone in cui vi siano più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di sette giorni; nel caso di un’eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico.

L’attività fisica è consentita solo all’interno del proprio comune, in forma individuale. Mostre, musei e altri luoghi della cultura seguono le stesse regole previste per la zona rossa. Sono aperti tutti i negozi, compresi i centri commerciali, che però restano chiusi durante il fine settimana e nei giorni festivi. Per i bar e i ristoranti vigono le stesse regole previste per la zona rossa.

Regole per le zone gialle

Gli spostamenti sono consentiti tra comuni e all’interno della regione. Le visite verso abitazioni private nel territorio regionale sono consentite una volta al giorno, verso una sola abitazione, fra le 5 e le 22, nei limiti di due persone, oltre ai minori di quattordici anni. Tra le 22 e le 5 del giorno successivo sono consentiti gli spostamenti solo per ragioni lavorative o di necessità.

Per l’attività didattica vigono le stesse regole previste nelle zone arancione. L’attività fisica è consentita anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, nel rispetto della distanziamento sociale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività. Sono sempre vietati gli sport di contatto e restano chiusi gli impianti sciistici.

Mostre, musei e degli altri istituti e luoghi della cultura sono aperti al pubblico dal lunedì al venerdì, con esclusione dei giorni festivi. Dal 27 marzo prossimo potranno restare aperti anche il sabato e nei giorni festivi, a condizione che l’ingresso sia stato prenotato con almeno un giorno di anticipo. Dal 27 marzo riapriranno anche i  teatri, le sale da concerto, i cinema e altri locali o spazi anche all’aperto. La capienza consentita non potrà essere superiore al 25% di quella massima autorizzata e con un massimo di spettatori non superiore a 400 per gli spettacoli all’aperto e a 200 per spettacoli in luoghi chiusi. Sono vietate sagre, fiere e le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, comprese quelle relative a cerimonie civili e religiose.

Sono aperti tutti i negozi, compresi i centri commerciali che però restano chiusi durante il fine settimana e nei giorni festivi. Mentre bar e ristoranti sono aperti al pubblico dalle 5 fino alle 18. Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, a meno che non siano tutti conviventi. La consegna a domicilio è sempre consentita, mentre l’asporto, anche di bevande, è consentito fino alle 22.

Regole per le zone bianche

In queste aree sono sospese tutte le misure restrittive previste per la zona gialla, ma continuano ad applicarsi le misure generali anti-contagio (come uso della mascherina e distanziamento sociale). Sono sospesi anche tutti gli eventi che comportano assembramenti. Per ora l’unica regione in zona bianca è la Sardegna.

Fonte : Wired