Il sistema dei crediti green europei fa incassare 1,5 miliardi a Tesla

Tra le aziende che pagano crediti di compensazione per inquinamento all’azienda californiana di veicoli elettrici ci sono Fiat Chrysler, General Motors e Honda

Elon Musk, patron di Tesla (foto: Getty)

Un sistema di pagamenti per compensare le emissioni inquinanti tra aziende automobilistiche ha permesso a Tesla di generare 1,58 miliardi di dollari di ricavi dalla vendita di “crediti verdi” nel 2020. A comporre il gruzzolo c’è anche una quota versata da Fiat Chrysler, oggi Stellantis, che per questa forma di crediti regolatori ha pagato in Europa 300 milioni di euro (362 milioni di dollari) in totale nel 2020. La maggior parte della somma è finita proprio a Tesla e quest’anno, secondo quanto riferito da Stellantis in una recente call sui risultati finanziari riportata da Cnbc, Fca dovrà pagare poco meno di altri 300 milioni di euro in crediti. La somma totale dell’accordo stretto tra le due aziende nel 2019 per consentire a Fiat Chrysler di rispettare i limiti sull’inquinamento imposti dalla Commissione europea sarebbe di 2,2 miliardi di dollari (1,8 miliardi di euro), secondo quanto già anticipato ai tempi dal Financial Times.

In passato già Credit Suisse aveva provato a stimare la somma raccolta con questo meccanismo da Tesla nel 2020 e si era attestata a una valutazione di 1,4 miliardi di dollari. Vicina al traguardo finale. Questo canale ha contribuito al profitto di 721 milioni di dollari registrato dalla compagnia nel 2020, che per la prima volta ha chiuso in utile un bilancio annuale. Secondo l’istituto elvetico i ricavi dai crediti regolatori incassati da Tesla potrebbero salire quest’anno fino a 2 miliardi di dollari. Oltre a Fiat Chrysler, anche General Motors e Honda pagano un obolo per i gas serra all’azienda fondata da Elon Musk.

Lo stesso Carlo Tavares, amministratore delegato di Stellantis, ha dichiarato che Fca non avrà ulteriori problemi di compliance in materia, dopo che l’accordo con Tesla sarà scaduto. Intanto, secondo gli analisti, la crescita dei ricavi da crediti regolatori è stato un fattore principale nella striscia di profitti che ha consentito all’azienda di essere scelta per il S&P 500. “Questa è un’area che per noi è sempre difficile prevedere”, ha ammesso il responsabile finanziario di Tesla, Zahcary Kirkhorn in una recente call sui risultati finanziari del quarto trimestre: “Le vendite dei crediti regolatori sono andate oltre le nostre aspettative per il 2020 ed è difficile fornire un orientamento: sul lungo termine non saranno una parte materiale del business e non vi costruiamo progetti sopra. È possibile che resti una componente forte per una manciata di trimestri, ma è possibile anche di no”.

Fonte : Wired