Dolore facciale, ghiandole salivari gonfie e altri problemi orali nei sopravvissuti alla COVID-19

L’infezione da coronavirus SARS-CoV-2 può colpire praticamente qualunque organo e tessuto del nostro corpo, sia direttamente che indirettamente, ad esempio attraverso la reazione infiammatoria o con i coaguli di sangue (trombi). Un nuovo studio condotto in Italia ha dimostrato che il patogeno pandemico può avere conseguenze anche a livello del cavo orale, determinando ad esempio ectasia (gonfiore/dilatazione) delle ghiandole salivari, anomalie in specifiche articolazioni e indebolimento dei muscoli deputati alla masticazione, oltre che un diffuso dolore facciale.

A determinare che il patogeno responsabile della COVID-19 può avere effetti anche nel cavo orale è stato un team di ricerca italiano guidato da scienziati dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Odontoiatria, della Divisione di Ematologia e della Divisione di Immunologia, Trapianti e Malattie Infettive dell’IRCCS Ospedale San Raffaele. I ricercatori, coordinati dalla dottoressa Giulia Tetè, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver analizzato i casi di 122 pazienti colpiti dalla COVID-19 e visitati tra il 23 luglio e il 7 settembre 2020 (in media, a 104 giorni dalle dimissioni dall’ospedale).

Dagli esami condotti nel nosocomio milanese, la dottoressa Tetè e i colleghi hanno scoperto che le manifestazioni orali legate all’infezione vissuta nei mesi precedenti “erano inaspettatamente comuni”, come si legge nell’abstract dello studio. Esse erano infatti presenti nell’83,9 percento dei pazienti. La più comune era l’ectasia delle ghiangole salivari, osservata nel 43 percento di essi. “Erano comuni anche anomalie dell’articolazione temporomandibolare, dolore facciale e debolezza dei muscoli masticatori”, hanno aggiunto gli autori della ricerca.

Come specificato dagli scienziati, l’ectasia delle ghiandole salivari “riflette la risposta iperinfiammatoria al SARS-CoV-2”, essendo evidente un’associazione tra i livelli di proteina C-reattiva (CRP) e lattato deidrogenasi (LDH) emersi durante il ricovero ospedaliero e l’uso di antibiotici durante la malattia acuta. “Sia i livelli di LDH che la somministrazione di antibiotici sono risultati predittori indipendenti dell’ectasia delle ghiandole salivari nell’analisi multivariata”, hanno affermato gli autori dello studio.

“Questo studio di coorte retrospettivo e prospettico sui sopravvissuti alla COVID-19 ha rivelato che il danno residuo della cavità orale persiste nella stragrande maggioranza dei pazienti più gravemente colpiti ben oltre il recupero clinico”, ha affermato in un comunicato stampa il dottor Nicholas Jakubovics, non coinvolto nella ricerca. “Ciò suggerisce che la cavità orale rappresenta un bersaglio preferenziale per l’infezione da SARS-CoV-2. Sono necessari ulteriori studi per chiarire la connessione tra infezione da SARS-CoV-2 e disturbi orali”, ha aggiunto lo scienziato. I dettagli della ricerca “Frequent and Persistent Salivary Gland Ectasia and Oral Disease After COVID-19” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Journal of Dental Research (JDR).

Fonte : Fanpage