Verso la Milano Digital Week 2021, Celeste Righi Ricco e la necessità di una transizione sostenibile

La giovane biologa e attivista sarà fra i protagonisti della Milano Digital Week 2021 parlando degli obiettivi che dobbiamo a livello sociale e politico raggiungere con urgenza per assicurare un futuro equo al nostro mondo

Giovane biologa con una laurea in plants science all’Università di Wageningen in Olanda, Celeste Righi Ricco gira il mondo con un obiettivo, quello di diffondere il più possibile una cultura sostenibile che guardi al futuro dell’agricoltura e dell’ambiente per risolvere problemi come la fame e le diseguaglianze sociali. Ambasciatrice dell’European Climate Pact dell’Unione Europea, Righi Ricco sarà anche fra i protagonisti della prossima Milano Digital Week 2021, che si svolgerà dal 17 al 21 marzo prossimi (tutte le info sul sito ufficiale).

All’interno del ricco palinsesto virtuale di incontri e interventi, centrali più che mai saranno quest’anno i temi della sostenibilità e del ruolo che la tecnologia e le innovazioni possono giocare per un domani più equo a livello globale. Abbiamo intervistato Righi Ricco appunto per farci anticipare alcune delle questioni che porterà sul tavolo di discussione.

Fra smart working, tracciamenti e flusso continuo di notizie, l’anno del coronavirus è stato anche l’anno di una potente accelerazione digitale: quali sono stati secondo lei i cambiamenti più rilevanti nella lotta all’emergenza ambientale?

“Come trend a breve termine, effettivamente le emissioni si sono ridotte del 7%. Sicuramente uno dei fattori che ha contribuito a questo decremento è la promozione dello smart working e l’annessa transizione della vita in digitale. Questo ha favorito la decentralizzazione delle persone dai centri urbani principali e ha portato ad un rallentamento della urbanizzazione dovuta alla centralizzazione dei lavori, con minori spostamenti e minor inquinamento cittadino. Un altro risvolto positivo della pandemia è anche quello del trend di ri-avvicinamento al cibo e alla produzione di cibo. Le persone si sono rese conto dell’importanza che il cibo ha sia come chiave di socialità sia come elemento essenziale per la propria salute. E questo ha favorito un maggior interessamento alle filiere produttive ed ad interrogarsi sulla provenienza e la qualità del cibo che viene venduto”.

milano digital week

Possiamo dire che si sono stati dei miglioramenti, dunque. Ma saranno a lungo termine?

“Il maggior flusso di notizie e la loro accessibilità, ha favorito una “sensibilizzazione” massiva delle persone, aiutando sicuramente a trattare in modo più approfondito il tema dell’emergenza ambientale. Quindi, in generale, si può dire che c’è stato un complessivo aumento della consapevolezza, sia nei cittadini che a livello istituzionale. La domanda che mi sorge è se, con il riattivarsi delle attività, questo trend permarrà, e soprattutto se a livello di policies verranno prese decisioni concrete o meno. Per rispondere realmente alla crisi climatica, si dovrebbe mantenere il trend di diminuzione delle emissioni, anche se sarà una grandissima sfida mantenerlo a lungo termine. Quello che mi auguro è che a livello di policy makers, la consapevolezza non sia solo passeggera, ma che determini davvero le decisioni del post-pandemia”.

Negli ultimi anni l’attivismo ambientale ha assunto nuovo vigore, complice anche un nuovo entusiasmo giovanile: possiamo considerarci soddisfatti dei passi in avanti compiuti o c’è ancora molto da fare?  

“In tutto il mondo si può notare un forte incremento di attenzione alle tematiche ambientali e sicuramente sono nate tantissime nuove realtà ambientaliste che si occupano di sensibilizzare le realtà locali, partendo in particolar modo dai più piccoli nelle scuole. Le nuove generazioni, quelle di Greta [Thunberg, ndr] soprattutto, hanno una consapevolezza molto più profonda del problema che stiamo affrontando, rispetto alle generazioni passate. Nonostante questo sia un enorme passo in avanti, non possiamo aspettare che queste giovani menti vadano al potere per cambiare le cose. Chi adesso è al potere, deve trovare il modo di mettere in pratica le soluzioni a disposizione per mettere in atto un cambiamento immediato. Per quanto dall’alto cerchino di addossare ai giovani questa enorme responsabilità di cambiamento, io credo che non spetti solo alle nuove generazioni fare qualcosa. Ci deve essere una collaborazione intergenerazionale, un dialogo continuo tra realtà per permettere un cambiamento globale. Sono poi le istituzioni e le grandi aziende che hanno il potere di rendere concrete le idee e le proposte dei cittadini”.

La Digital Week di quest’anno si concentrerà su equità e sostenibilità: cosa rappresentano questi valori per lei e il suo ambito?

“Quando si parla di sostenibilità, bisogna pensarla in grande, una sostenibilità inclusiva che veda il coinvolgimento di tutti gli aspetti che compongono una società; economico, ambientale e sociale. Credo che sia importante continuare a proporre un dialogo costruttivo sull’importanza di intraprendere una transizione olistica. Nella storia dell’umanità si sono susseguite transizioni importanti che hanno visto l’affermarsi di innovazioni incredibili, ma che con il tempo hanno portato ad effetti collaterali devastanti, questo perché erano interventi settoriali e non globali. Io e le mie realtà ambientaliste lavoriamo molto su questo concetto della sostenibilità come una transizione a tutto tondo e cerchiamo sempre di proporre delle discussioni che portino le persone a riflettere sul problema della crisi climatica, osservandola da vari punti di vista. Sono contenta che la Digital Week si concentri su questi temi, in quanto anche il mondo del digitale ha un ruolo rilevante sia nella divulgazione corretta che nella promozione di innovazioni  che possano contribuire all’affermarsi di una transizione sostenibile equa e globale”.

Celeste Righi Ricco sarà tra i protagonisti della nuova edizione di Milano Digital Week, Città equa e solidale, in programma dal 17 al 21 marzo 2021.

Fonte : Wired