L’omonimo di Amadeus su Twitter torna a twittare di Sanremo e ringrazia gli italiani

Il profilo @amadeus sul celebre social network non appartiene al conduttore e direttore artistico della kermesse ma a un utente statunitense registratosi con lo stesso nome (si chiama Amadeus Demarzi). Che da ieri sera posta messaggi a tema, come succede ogni anno durante le giornate sanremesi in cui fa incetta di like e retweet, scambiato per l’altro

It’s San Remo again”, con queste parole Amadeus apre il Festival di Sanremo ma non stiamo parlando del conduttore e direttore artistico della kermesse musicale incominciata ieri sera, bensì di un suo omonimo californiano (Amadeus Demarzi) che su Twitter sta facendo incetta di like. E di retweet che propagano a dismisura la sua fama legata all’omonimia, cosa che succede ogni anno durante le giornate sanremesi.

Nel mare del web, per non cadere in trappola nella rete bisogna cavalcare l’onda e, infatti, ciò che @amadeus sta facendo è proprio questo: ieri sera ha pubblicato un post in cui saluta tutti gli italiani da San Francisco, città in cui vive (almeno così riportano le informazioni del suo profilo “cinguettante”).

Ormai per lui è quasi un rito salutare l’inizio del Festival e tutto il popolo che lo guarda con estrema passione (ma con un occhio sempre fisso sull’hashtag #FestivaldiSanremo).

La correzione: Sanremo, non San Remo!

Sanremo, il Festival su grande e piccolo schermo

Quel tweet ha fatto il giro del web, collezionando commenti, approvazioni e anche qualche lamentela. Non tanto circa l’appropriazione (indebita) della fama del nostro conduttore e direttore artistico quanto piuttosto l’errore con cui ha scritto Sanremo.

E infatti, dopo qualche ora, arriva l’errata corrige: “it’s Sanremo, not San Remo”, insegnando a tutti – italiani e non (purtroppo anche tra di noi c’è ancora chi non sa come si scrive Sanremo…) – qual è il nome del più celebre festival musicale nostrano, nonché di una delle più belle città del nostro Paese. Anche se il gioco di parole che strizza l’occhio a un potenziale santo patrono della musica non suona male (rimanendo in tema)…

All’errata corrige, segue un reminder: “sanremo sanremo sanremo sanremo sanremo sanremo sanremo sanremo sanremo sanremo”.

Quanta voglia di palco che abbiamo, oggi più che mai!

Oltre a essere un reminder, sembra quasi un mantra da ripetere mentalmente per diradare l’ansia da palco dell’Ariston, ansia di prestazione per i concorrenti in gara e i presentatori ma anche adrenalina di tutti noi, pubblico famelico di entertainment e musica per nostra stessa natura mediterranea. Famelico oggi come non mai.

Da quando la pandemia ci ha costretti all’isolamento sociale e ci ha tolto l’emozione di ascoltare musica dal vivo, l’evento che era “in streaming” prima ancora che questa parola diventasse così negativa (perché legata all’emergenza sanitaria) diventa il fulcro attorno cui ruota la nostra voglia di ascolto e visione.

La nostra voglia di palco. La nostra voglia di normalità che, dopo settant’anni di Festival, si incrina pure lì, su quel palco così iconico, simbolico e tutto italiano.

Per questa settantunesima edizione della kermesse sanremese, la normalità pre-pandemia purtroppo non è in gara.

Fonte : Sky Tg24