Acilia, tagliati 52 alberi di alto fusto: “Una via alberata è ora diventata spoglia”

In via Cesare Maccari, sui marciapiedi, sono rimasti solo i tronchi. Una lunghissima fila di alberi è sparita. A testimoniarne il ricordo, immancabilmente, ci sono le ceppaie.

Il taglio di 52 alberi

La quantità di alberi che sono stati tagliati non è passata inosservata. Le robinie, nel tratto finale della strada, all’altezza dell’incrocio con piazza Giovanni Segantini, erano davvero numerose. Quante fossero, ha provato a calcolarlo EcoItaliaSolidale. “Via Cesare Maccari e nella zona limitrofa, ad Acilia sono stati tagliati 52 alberi di alto fusto” hanno commentato in una nota Piergiorgio Benvenuti e Giuliana Salce. 

Per il presidente e la responsabile regionale dell’associazione ecologista, quello messo in atto a due passi dal parco della Madonnetta è “un vero e proprio scempio ambientale” dal momento che “una via completamente alberata ora risulta totalmente ed inspiegabilmente spoglia”.

I pini abbattuti e pini da preservare

Non è il primo intervento ad essere criticato, negli ultimi giorni, nel territorio del Municipio X. “Giorni fa ad Ostia Antica vi è stato l’abbattimento di 14 pini secolari in via della Stazione,  probabilmente per il ‘solo’ ripristino del manto stradale”.  Una scelta che contrasta con “ la necessità impellente  di difendere un patrimonio ambientale importante, sono infatti 330.000 le alberature presenti a Roma, con circa 80.000 a rischio”. Alberi minacciati dalla cocciniglia tartaruga che, con l’arrivo delle belle giornate, tornerà ad entrare in azione.

Appalto fermo per le potature

Il taglio degli alberi avviene poi in un quadro in cui, il cambio di passo nella gestione del verde, non c’è stato. Il maxi appalto annunciato a fine settembre dall’assessorato capitolino all’Ambiente non è partito. Serviva per effettuare la manutenzione verticale. Vale a dire le potature che, però, vanno svolte in un determinato periodo dell’anno: da novembre agli inizi di marzo. Il ritardo nell’entrata in esercizio dell’appalto, che doveva mettere a disposizione dei municipi 60 milioni in 3 anni, è quindi evidente.

“Sino ad oggi nella Capitale si è avuta la peggiore manutenzione del verde della storia della città e da risorsa il patrimonio ambientale – hanno commentato  Benvenuti e Salce –  il patrimonio ambientale si è trasformato in un costante pericolo”.

Fonte : Roma Today