Zoom grande vincitore dell’anno Covid. Record di fatturato nel 2020 (+326%)

Record di guadagni per la piattaforma di videoconferenze che ha avuto più successo nel 2020: Zoom chiude l’anno fiscale con un +326% rispetto a quello precedente. Stiamo parlando di un fatturato coplessivo di 2,65 miliardi di euro. Si tratta di uno degli esempi più lampanti della spinta tecnologica e digitale che la pandemia ha imposto ai cittadini di tutto il mondo. Chiuse nelle proprie case e obbligate ad adattarsi allo smartworking, le persone hanno dovuto imparare a utilizzare nuovi strumenti. Uno di questi è stato  proprio Zoom, l’azienda di telecomunicazioni di cui Eric Yuan è CEO e co-fondatore.

Significative le sue parole alla fine dell’ultimo trimestre del 2020: “Il quarto trimestre ha segnato una conclusione positiva di un anno senza precedenti per Zoom. Siamo onorati del nostro ruolo di partner fidato e motore per il moderno ambiente di lavoro situato in una qualsiasi parte del mondo. La nostra capacità di rispondere ed controbattere rapidamente ci ha permesso di mettere a segno, durante tutto l’anno, grandi risultati finanziari”. 

L’ultimo trimestre fornisce un altro dato che permette di comprendere la portata del successo di questa azienda. Tra novembre 2020 e gennaio 2021 Zoom ha registrato un utile di 256,1 milioni di dollari, contro i 10,6 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente.

Zoom, record di entrate: ottimismo anche per il 2021

Nel corso del 2021 l’azienda con sede a San Jose, California, si aspetta di consolidare e di aumentare il successo che ha avuto nel 2020. Zoom conta di registrare entrate totali comprese tra i 3,760 miliardi di dollari e 3,780 miliardi di dollari. Questi dati hanno mandato in brodo di giuggiole gli azionisti e infatti il 1 marzo, le azioni sono schizzate dal prezzo di 373,61 dollari per azione a 409,66 dollari. Come se non bastasse, le previsioni sono di natura completamente ottimistica: le analisi di mercato odierne prevedono che il titolo vedrà un ulteriore rialzo dell’ 8,65%. 

Fonte : Affari Italiani