Nel mondo le emissioni di CO2 sono già tornate ai livelli pre-pandemia

Dopo essere scese drasticamente per effetto dei lockdown, le emissioni di combustibili fossili hanno ripreso a risalire e nel 2021 potrebbero superare i picchi del 2019

A panoramic view of Krakow and the chimneys of Krakow-Leg power plant in Krakow, Poland. January 15, 2021. (Photo by Beata Zawrzel/NurPhoto via Getty Images)

La crisi dovuta alla pandemia di Covid-19 ha innescato la più significativa riduzione delle emissioni di CO2 dai tempi della seconda Guerra mondiale. In tutto il mondo la riduzione è stata di circa il 6% rispetto agli anni precedenti, ma già a dicembre 2020 il livelli di CO2 hanno superato del 2% quelli del 2019. L’Agenzia internazionale per l’energia avverte che presto si potrebbero superare i livelli di emissioni precedenti alla pandemia, se le economie globali non implementeranno efficacemente le politiche energetiche necessarie.

“La crescita globale delle emissioni di anidride carbonica, verso la fine dello scorso anno, è un chiaro avvertimento che non si sta facendo abbastanza per accelerare la transizione verso le fonti energetiche pulite. Se i governi non implementeranno rapidamente le giuste politiche energetiche, questo potrebbe mettere a rischio l’opportunità storica di rendere il 2019 il picco definitivo delle emissioni globali di CO2 ha dichiarato Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale per l’energia.

“I nostri numeri mostrano che stiamo tornando alle solite emissioni ad alta intensità degli anni precedenti ha aggiunto, – nonostante l’Agenzia abbia più volte esortato i governi a mettere la transizione ecologica al centro dei loro piani di stimolo economico, per garantire una ripresa sostenibile. In assenza di cambiamenti radicali da parte delle più grandi economie globali è molto probabile che i livelli di emissioni aumentino nel 2021”.

Secondo il report dell’Agenzia internazionale per l’energia, che riporta l’andamento delle emissioni di CO2 nel mondo, la mancanza di azioni concrete da parte dei governi mondiali sta minando la possibilità di assicurare una crescita sostenibile. Inoltre, la riduzione delle emissioni ha avuto andamenti diversi tra le varie regioni del mondo e non tutte le aree hanno effettivamente contribuito. Per esempio, in Cina le emissioni sono aumentate per tutto il 2020 di circa lo 0,8%, in controtendenza con il resto del mondo. In India e in Brasile hanno già ricominciato a crescere dallo scorso settembre. Mentre negli Stati Uniti le emissioni di CO2 sono tornate ai livelli del 2019 lo scorso dicembre, dopo essere diminuite di circa il 10%. La crescita delle emissioni, registra il report, deriva dal tentativo di accelerare la ripresa economica e, in particolare nel caso degli Stati Uniti, dal cambiamento climatico che ha determinato temperature particolarmente rigide e un aumento dell’utilizzo delle centrali a carbone.

Sul versante europeo, invece, il report dimostra la correlazione positiva tra il mantenimento di un basso livello di emissioni di CO2 e l’introduzione di stimoli economici diretti a ottenere dei benefici ambientali, come nel caso di Francia, Spagna, Regno Unito e Germania.

Fonte : Wired