Stadio della Roma, Eurnova scrive al Comune: “L’impegno dell’As Roma è irrevocabile”

L’impegno era vincolante ed è ora troppo tardi per tirarsi indietro. Eurnova non ha dubbi: la richiesta del management giallorosso di “estinguere definitivamente il progetto” non può essere accolta.

L’intenzione dell’As Roma di tirarsi fuori dall’affare di Tor Di Valle, è “giuridicamente infondata”. Ed è anche indice di “un comportamento in malafede”. Le ragioni Eurnova prova a spiegarle nelle quattro pagine inviate all’assessorato all’Urbanistica di Roma Capitale. In copia, perchè sappia come Eurnova vuole procedere, ci sono anche la  CPI di Rodovan Vitek, neoproprietaria dei terreni di Tor Di Valle, e la stessa società di Trigoria.

Le professionalità impegnate nel progetto 

Non ci gira troppo intorno Eurnova. La Roma non può dire che non ci sono più le condizioni. Anzi, la stessa proposta è  “gravemente offensiva per tutte le autorità pubbliche coinvolte”. Ci sono infatti professionisti che hanno lavorato a questo progetto, tecnici e dirigenti pubblici, oltre a quelli privati. Università che sono state coinvolte. Ed anche su questo  aspetto che fa leva la lettera della società di Luca Parnasi. Il Campidoglio dovrebbe trarne le conseguenze, non accettando l’invito del management giallorosso.

Un impegno pubblico irrevocabile

Il motivo per cui sono state impiegate tante risorse, è perchè è stato assunto un impegno “anche e soprattutto nell’interesse pubblico e, come tale – ha più volte ribadito Eurnova – è assolutamente irrevocabile”. Non può, in ogni caso, esserlo unilateralmente. Anche perché lo sta chiedendo l’As Roma “non il soggetto proponente”, bensì la realtà che ha “il solo ruolo di aver sottoscritto un accordo, ovviamente vincolante e non soggetto a recesso unilaterale”. 

Le obiezioni di Eurnova

Eurnova quindi non ci sta. Non considera serio il riferimento al contesto pandemico che ha “radicalmente modificato lo scenario economico internazionale, comprese le prospettive finanziarie dell’attuale progetto stadio”. Non è credibile “in relazione ad uno stadio del quale deve essere ancora posata la prima pietra”.  E non accetta neppure i riferimenti alle proprie condizioni finanziarie che “proprio in ragione dell’invervento dell’investitore che si è obbligato ad acquistare l’area” ha spiegato Eurnova, “non sono più affatto critiche”.

L’invito rivolto a Roma Capitale

In sostanza “, ferma la riserva di agire nei confronti della A.S. Roma per gli enormi danni che sta provocando alla scrivente società” – ha concluso Eurnova. “  con la presente si chiede formalmente a Roma Capitale di considerare del tutto inefficace la richiesta di A.S. Roma di non considerare più vincolanti gli obblighi a suo tempo”. Il progetto dello Stadio a Tor Di Valle, per la società di Parnasi, deve andare avanti.
 

Fonte : Roma Today