Caterina affronta il 2021 con La Promessa di una vita più lenta

Caterina è tornata e lo ha fatto con La Promessa. Non una promessa ma “la” promessa. Ci accompagna in un mondo nuovo, la giusta, naturale evoluzione dell’album eponimo uscito un anno fa sfidando il primo lockdown (tutto sul coronavirus). E’, questo della giovane artista di Cles, il brano che ci avvicina al nuovo album in arrivo nei prossimi mesi. Caterina Cropelli, uno dei migliori talenti usciti da X Factor, raccota la brexit del cuore in un mondo che corre sempre veloce e lascia per strada troppe parole e, purtroppo, tante, troppe promesse.

Perché hai scelto La Promessa come biglietto da visita del disco che verrà?
E’ il primo brano scritto dopo l’album Caterina e in qualche modo è arrivato col secondo lockdown ed era bello farlo uscire adesso. E’ diverso da quello che ero prima. E’ solo il primo assaggio ma ti anticipo che se non sarà tutto così rockeggiante il nuovo lavoro.
Hai scelto come elemento di ripetitività la cabina del telefono, che non è parte della tua generazione: perché?
Il brano contiene la melanconia del passato. Chissà quante ne ha sentito una cabina telefonica e poteva essere stanca di quel parlottare. Ma contiene anche la stanchezza della canzone radiofonica che non ha mai tregua.
Come sediamo un mondo che va troppo di fretta?
Scrivere queste canzoni e queste riflessioni aiuta a ricordare quando le cose andavano più lente e si gustavano di più. Non è male che ci siano possibilità in più, il problema è come le sfruttiamo. VOggi abbiamo il potere nelle mani e lo usiamo male. Personalmente mi aiuta a ricordarmi di fermarmi.
Perché La Promessa della cover ha un solo volto e pure velato ma si nota un’altra persona?
E’ istintiva quella foto, è stata fatta al mattino. Io avevo in mente l’idea dei mignolini che si legano. Il vestito da sposa è perché pensavo a promesse di matrimonio. Pensavo al mio passato che seppur da giovane qualche esperienza la ho vissuta.
Matrimonio nell’aria?
Non. E’ solo un gioco di immagini e pensieri.
Parli spesso con la tua coscienza?
La interpello ma non la ascolto troppo. Mi faccio molte domande, vorrei liberarmi dei pochi pesi che ho. Essere sempre migliori è difficile.
Al passato fuggi correndo più veloce o aspettandolo dietro l’angolo di casa e affrontandolo? O ci convivi?
Sono legata al passato, è stato motivo di crescita. Ho la melanconia ma in realtà vivo il presente. Credo molto nel futuro. Quello che è stato è stato, non lo aspetto dietro l’angolo per affrontarlo ma lo ricordo volentieri.
L’inizio sull’orlo del precipizio non è uno stimolo a spiccare il volo?
Mi ci trovo spesso sull’orlo del precipizio. E’ un stimolo. Nella canzone significa a che serve iniziare una cosa se è a rischio? E’ più una domanda a chi ascolta che una risposta. Ma sono di mio sempre pronta a buttarmi.
Ogni tanto ti capita di sentirti fessa?
Un sacco di volte. Soprattutto perché a volte vorrei dire cose e mi esprimo male, sono ingenua.
Meglio fare la fessa?
Dipende…
Il video riparte da casa tua…da Duemilacredici. Sei la runner o la signora della neve?
Sono la runner senza ombra di dubbio, sono quella che scappa.
Perché non si aspettano più le canzoni? Una volta aspettavi la canzone e ci entravi oggi la canzone la vuoi modellata su di te.
Avere tutto a disposizione e subito porta ad accelerare i tempi di uscita delle canzoni e anticipa la loro morte. Vogliamo sempre qualcosa di nuovo, una volta la canzone la desideravi, compravi il vinile, c’era più tempo per farne parte. Oggi non esistono più gli intro delle canzoni, abbiamo la ritualità.
Che puoi anticiparmi del disco?
Ci sto lavorando, non ho una data. Mi prendo il mio tempo per fare le cose fatte bene. Sono contenta del primo disco e ora farò qualcosa in più.
Che accadrà nelle prossime settimane?
La priorità è lavorare alle mie canzoni. Cerco di essere attiva sui social anche se sono un po’ vecchia su questo fronte. Creerò contenuti ma la cosa principale è lavorare a nuova musica.

Fonte : Sky Tg24