La Sardegna da lunedì in zona bianca, ma con riaperture graduali

AGI – Prima regione in Italia, la Sardegna entrerà da lunedì prossimo, 1° marzo, in zona bianca, che segna la fine del coprifuoco e la possibilità di riaprire le attività ricettive la sera, oltre che musei, teatri, cinema, palestre, piscine e scuole. L’ha deciso oggi il ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha firmato l’ordinanza sulla base dei dati e delle indicazioni della cabina di Regia. La Regione punta a una ripresa graduale delle attività, a una zona bianca “guidata e sorvegliata”.

Il rischio di un nuovo balzo dei contagi, alimentato dalla variante inglese, fa ancora paura. L’assessorato regionale alla Sanità ha condiviso col ministero l’esigenza di una sorta di ‘percorso guidato’ per frenare eccessivi entusiasmi che potrebbero portare a un peggioramento dell’epidemia. Sarà istituito un tavolo di monitoraggio tra Regione e Istituto superiore di sanità, che valuterà le riaperture settore per settore e relativi orari. Saranno previste verifiche settimanali e conseguenti, eventuali restrizioni in base all’indice di contagio.

 Particolare della bandiera della Sardegna

Atteso il pienone nei locali

“Stiamo intravedendo la luce in fondo al tunnel, finalmente bar, locali e ristoranti potranno accogliere i clienti anche la sera”, commenta Nicola Murru, direttore di Confesercenti Cagliari, che pronostica: “Avremo un’impennata di consumi nei ristoranti, bar e pizzerie, perché le persone hanno voglia di andare a mangiare fuori la sera”. Coldiretti stima che in tutta l’isola apriranno circa 12 mila locali, inclusi gli agriturismo (800 in tutta l’isola), ma ristoratori e Regione concordano: “Non sarà un ‘liberi tutti'”.

“A Cagliari il rischio di assembramento”, ricorda Murru, “è concentrato in poche zone: sappiamo che l’attività di controllo nelle strade è difficile ma ne abbiamo bisogno”. L’attività serale rappresenta circa l’80% del fatturato delle attività di ristorazione.

Ora “il compito più difficile”, come sottolinea il presidente del Consiglio regionale Michele Pais, “è restare in zona bianca”, per non ripiombare nelle restrizioni, anche in considerazione delle ‘varianti’ in agguato. Da qualche giorno sono in zona rossa tre Comuni, tutti nel Sassarese: Bono, San Teodoro (fino al 10 marzo e con due giornate di screening da lunedi’ prossimo) e La Maddalena.

 A parte i focolai localizzati, i dati trasmessi dalla Regione al ministro Roberto Speranza sono inconfutabili. Per tre settimane di seguito in Sardegna si sono registrati meno di 50 casi per 100.000 abitanti, mentre in quella che si sta concludendo l’indice è 49,7. Tutti gli altri 21 indicatori sono positivi, come prospettato dall’assessore alla Sanità Mario Nieddu quando la Sardegna si era ritrovata in zona arancione tra fine gennaio e febbraio. I ricoveri sono in calo, soprattutto quelli in terapia intensiva con una percentuale tra il 10 e il 12%.

Allo studio controlli sanitari all’ingresso

Per il presidente della Regione, Christian Solinas, la zona bianca è “un grande risultato ottenuto grazie all’impegno di tutti i cittadini sardi”, ma la vede come “un punto di partenza piuttosto che di arrivo: non rappresenta certamente un invito al ‘liberi tutti’, alla mitigazione delle precauzioni e delle norme di sicurezza”.

©  Regione Sardegna

 Il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas

“È il risultato dei tanti sacrifici fatti in questi mesi dai sardi, delle loro attenzioni e dello scrupolo posto nell’osservanza delle regole di sicurezza, della loro partecipazione allo screening di massa che sta entrando nella sua fase numericamente piu’ rilevante”, sottolinea Solinas. “Per questo dobbiamo considerare questo riconoscimento come un motivo in più per mantenere alta la guardia contro il virus, affinché lo sforzo non sia vanificato da atteggiamenti imprudenti”. Il presidente della Regione parla di “una ripresa graduale di attività produttive che in questi mesi hanno sofferto danni gravissimi, fiaccando la nostra economia” e invita alla “prudenza” e all'”attenzione”.

Solinas ritorna poi sull’ipotesi, già lanciata l’anno scorso, di “controlli sanitari per coloro che entreranno nel nostro territorio regionale, a tutela della salute”, precauzione che – sostiene – “non impedirà ma, anzi, faciliterà la libera circolazione delle persone”.

“Ho già avuto interlocuzioni con il Governo e con il ministro Speranza al quale ho chiesto l’intesa”, anticipa il presidente della Regione. “Confidiamo che con il nuovo Governo Draghi possa concretizzarsi una piena condivisione nei confronti di un sistema che sarà garanzia per i sardi e per i turisti, e che farà della Sardegna una terra sicura e sempre più ospitale”. 

Fonte : Agi