Furbetti delle sale scommesse ai tempi del Coronavirus: così aggirano i divieti di giocate in presenza

Un pc sottobanco con attivata una ricarica per le scommesse online. Ad usarlo per permettere ai clienti di poter fare le loro giocate in presenza il gestore e titolare della licenza della sala che effettua la scommessa al cliente di turno, entrato nel locale che in alcuni casi può mantenere le serrande alzate in quanto internet point. 

In questo modo alcuni “furbetti” delle sale scommesse di Roma e provincia aggirano le normative antiCovid disposte con il Dpcm dell’8 marzo 2020 che ha stabilito la chiusura di sale scommesse, sale slot, sale bingo e degli apparecchi da intrattenimento nei bar, ristoranti e tabaccherie. Chiusure che dovevano terminare il successivo mese di giugno. Poi il sopraggiungere della seconda ondata di contagi di Coronavirus, con il Governo che ha prima decreato la chiusura anticipata alle ore 21:00 per poi stabilirne una seconda chiusura definitiva a partire dallo scorso 26 ottobre, estesa, con il Dpcm del 3 novembre, anche alle attività di gioco effettuate all’interno di bar e tabacchi.

A vigilare sui furbetti delle sale scommesse gli uomini dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Lazio e Abruzzo. A spiegare il sistema per aggirare il divieto di gioco in presenza il Direttore Interregionale di ADM Gianfranco Brosco. “Basta un pc ed una ricarica per giocare online ed il gioco è fatto – spiega a RomaToday il direttore di ADM Lazio e Abruzzo -. Un fenomeno che abbiamo scoperto e sul quale stiamo attuando delle capillari verifiche”. “Naturalmente – aggiunge Brosco – le irregolarità sono l’eccezione, con la maggior parte delle sale scommesse a Roma e provincia che rispetta le nuove direttive imposte per contrastare la diffusione del Coronavirus”. 

Indagini che, come spiega ancora Gianfranco Brosco “iniziano con una analisi ed un monitoraggio delle giocate in determinate sale scommesse. Acquisiti i primi elementi che indicano delle anomalie svolgiamo un primo sopralluogo del locale attenzionato e, in caso di sospetti, si interviene assieme alla Guardia di Finanza. In caso di illecito non solo ritiriamo la licenza, ma chiudiamo tutto il locale elevando sanzioni a partire da 20mila euro”. 

Nel solo 2020 sono stati 3100 i controlli con accesso in sito o i riscontri d’ufficio mediante utilizzo delle banche dati a disposizione di ADM, di cui oltre 1700 effettuati sulla rete di esercizi di raccolta scommesse o dotati di apparecchi da intrattenimento o divertimento, con il riscontro di irregolarità nel 10% delle verifiche effettuate. Ne sono scaturiti 232 avvisi di liquidazione e 350 avvisi di accertamento in materia di Imposta Unica, 300 sanzioni amministrative pecuniarie irrogate per illeciti amministrativi in materia di giochi (apparecchi, lotto e scommesse) per un totale di oltre 300.000 euro

Acilia, Tor Bella Monaca, Torre Angela, Ostia, Appio, San Giovanni, Garbatella e Monteverde, questi alcuni dei quartieri dove ADM ha accertato delle irregolarità. “In ambito Monopoli l’attività della Direzione, in linea con l’indirizzo più generale conferito dagli organi centrali di ADM – si legge nel reseconto 2020 delle attività svolte da ADM –  si è concentrata sulla lotta al gioco illegale, sul contrasto alle cause surrettiziamente scatenanti le varie forme di ludopatia, alla prevenzione e repressione del gioco e del tabagismo minorili”. 

Sotto l’impulso del Comitato Prevenzione e repressione Gioco Illegale e del Gruppo Operazioni Centro-Periferia di ADM sono state condotte sul territorio della Direzione Lazio e Abruzzo numerose operazioni sia in autonomia – attraverso il ricorso al Nucleo Antifrode Territoriale  –  sia in maniera congiunta o in collaborazione con le altre forze dell’Ordine. Le attività hanno consentito di verificare il rispetto delle norme anti Covid19 (misure di distanziamento e igienico sanitarie nelle ricevitorie, rivendite tabacchi, sale bingo, sale slot, sale giochi e scommesse), così come il più generale rispetto delle normative di settore da parte degli operatori della rete. In proposito, sono stati individuati e denunciati all’Autorità Giudiziaria operatori privi delle prescritte autorizzazioni di pubblica sicurezza o che, in assenza di concessione, raccoglievano il gioco pubblico, con successivo sequestro dei locali incriminati disposto dall’A.G.”.

Sono state, inoltre, irrogate 26 sanzioni amministrative pecuniarie per un totale di 1.180.000 euro per violazione del divieto di cui all’art. 7 comma 3 quater D.L. n. 158/2012, che punisce il gioco on line e la raccolta del gioco pubblico effettuati in assenza di concessione o autorizzazione. 
 

Fonte : Roma Today