Sanremo 2021, Avincola prima fa Goal! poi si dedica ai Turisti

Aspettando il nuovo disco in uscita per Leave Music in distribuzione fisica e digitale Believe, questo cantautore della scena romana va in gara tra le Nuove Proposte con un brano dal titolo calcistico

Il suo Goal! lo ha fatto conquistandosi un posto nella categoria Nuove Proposte di Sanremo 2021. Terminata la kermesse festivaliera Avincola pubblicherà l’album Turisti, un album da ascoltare d’un fiato poiché è come guardare un lungo piano sequenza, le immagini scorrono rapide: la quotidianità, le difficoltà e l’amore vivono in un perfetto alternarsi di luci e sentimenti. È un disco dove nessun dettaglio viene tralasciato, dove bellezza e sorrisi si uniscono al loro opposto, lasciando a chi lo ascolta l’allegra malinconia di emozioni ricordate e di luoghi già visitati. Un lavoro che mette in risalto la capacità di Simone Avincola di scrivere frammenti di storie, di catapultarci dentro i sentimenti e vivere quell’esatto momento in cui tutto accade.

Simone perché hai scelto Goal! per Sanremo?

E’ nato all’ultimo momento, è molto di cuore, non è stato costruito a tavolino. Da mesi non scrivevo perché il lockdown (tutto sul coronavirus) mi ha frenato, poi il silenzio intorno a me mi ha portato nuovi stimoli.
Hai sempre una valigia sotto il letto oppure hai un letto con contenitore?
Entrambe le cose. Mi sembrava la metafora più giusta per raccontare un viaggio che ho fatto dentro di me ma che facciamo tutti quando abbiamo voglia di andare a scoprire qualcosa di nuovo.
E’ meglio provare a fare finta di niente o spegnere il cellulare? Per altro anche in Stanco non rispondi, alla chiamata.
Non ho una risposta ma su Rider è una presa di posizione. E’ l’oggetto moderno che ha più che a che fare con la comunicazione. Nel dubbio meglio mettere in silenzioso.

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A proposito di gente che ti giudica: gli hater ti fanno innervosire o non li consideri?
Mi fanno divertire, a volte le loro parole sono meglio dei complimenti che non sai mai se sono sinceri. Mai letto cose davvero offensive, al massimo commenti ironici sul mio baffo.
Parliamo di Ti fidi?: oltre che una questione di fiducia è una questione di ascolto, la gente oggi ascolta o solo sente?
Ci sono molte distrazioni, non ci si concentra, non c’è il piacere nel trovare le piccole cose. Anche in Rider si cerca di uscire fuori dalla frenesia. Quello del rider è un mestiere che nei momenti di pausa di costringe a riprendere confidenza con la quotidianità perché attendendo le consegne osservi il mondo intorno.
Un gelato verde è al pistacchio o è un Hulk travestito, un supereroe?
Preferisco il pistacchio ma qui è verde speranza. L’inizio è melanconico e si ritrova il piacere in un colore acceso che può essere anche un segnale di ottimismo.
Da versare sul cuore è meglio una aranciata o un limone spremuto?
Dipende dai gusti. Limone è una canzone molto casalinga e molto surreale, ho voluto essere un po’ ironico. E’ nata casualmente in cucina e di getto. E’ oscura anche per me, credo che le cose scritte le capirò col tempo.
Quale è l’aperitivo che ti stanca e sa di detersivo?
Non lo ho immaginato nello specifico ma l’idea del calcare sul bicchiere mi piaceva come concetto di un qualcosa che fa male, che trasmette un senso di sporco e consumato. La missione è allontanare questa sensazione, è il solo brano rabbioso di Turisti.
Eccoci a Miami a Fregene: fuori dal casino Fregene sembra davvero Miami?
Oggi più che mai è giusto immaginare che il litorale romano possa essere la nostra America.
La mia sensazione è che nell’album qualcuno è sempre assente o è al posto sbagliato e nel momento sbagliato.
Non so mai dove mi porta la scrittura. Parlo del non riuscire di comunicare. Quello che ho cercato di fare è dare un finale sospeso e un po’ di positività.
Ti sei sentito un po’ sadico a raccontare i Turisti ora che non si può andare da nessuna parte?
No. Turisti è uno degli ultimi brani scritti. Vorrei fosse una esortazione a credere che il prima possibile possiamo tornare a essere davvero turisti. Ora che è irraggiungibile è ancora più magica la parola confine.

Meglio quello che fa freddo perché passa mentre quel lavoro resta.
Che Goal! vorresti fare a Sanremo? Di potenza, d’astuzia, di testa, di tacco…
Vorrei tantissimi portieri davanti e nonostante questo segnare. Ho sempre preferito la fatica, ho fatto la gavetta a questo punto voglio sudare fino alla fine. Per me è già meraviglioso essere sullo stesso palco di Vasco, pensando a dove è arrivato. Sanremo è uno dei tanti punti del mio percorso.
Come immagini il Festival?
Sanremo è come i Mondiali: è bello vedere e ascoltare tanta rappresnetanza della musica italiana. Bello anche per i commenti che scatena.
Cosa farai per promuovere Turisti?
Sui social stiamo spingendo e altre iniziative sono in divenire. Quando faccio un album la prima cosa che penso è fare concerti, regalare un po’ di emozione. Finirà questo periodo e torneremo a suonare in giro!

Fonte : Sky Tg24