Gigi Hadid sulla copertina di Vogue parla del parto e della maternità

La prima cover post gravidanza della top model e la lunga intervista da lei concessa all’edizione statunitense del magazine raccontano molto del suo nuovo status di madre. E la modella afferma di aver capito che essere genitore è l’unica “professione” davvero totalizzante

Gigi Hadid è tornata in copertina, per la prima volta dopo essere diventata mamma. Protagonista della cover del numero di marzo dell’edizione statunitense di Vogue – prima volta in assoluto in cui compare nel post gravidanza – la top model ha concesso al magazine una lunga intervista in cui ha raccontato tanto del suo nuovo status da neomamma. Dal parto in casa nella fattoria di famiglia in Pennsylvania alle nuove priorità legate a questo cambiamento di vita, la modella ha rivelato moltissimo della sua intimità e della sua vita di oggi. Senza tralasciare il racconto di un travaglio durato 14 ore. Quindi non la solita gravidanza edulcorata e patinata con cui spesso le celeb rischiano di far sentire inadeguate le “comuni mortali”, ossia tutte quelle donne che hanno dovuto affrontare quel passaggio della vita (sia dentro sia fuor di metafora) che è molto delicato, molto doloroso e che ti cambia. Sia dentro sia fuori (e adesso non stiamo parlando di metafore).

Nata la figlia di Gigi Hadid e Zayn Malik

Il messaggio che la cover di Vogue America e le parole di Gigi Hadid veicolano è qualcosa di positivo e non solo: necessario in un periodo storico in cui il body positive sta finalmente incrinando quel canone estetico assurdo e irraggiungibile che le passerelle e le riviste ci hanno imposto nei decenni.
Vedere che la “Fashion Bible” per eccellenza pubblica in copertina un corpo materno che ancora risente del post gravidanza è una conquista non solo per Gigi Hadid ma per tutte le mamme, le donne e in generale per tutti i corpi del mondo.

In piena, pienissima sintonia con il movimento sociale del body positive, nato per mettere in evidenza corpi non convenzionali come quelli sovrappeso o affetti da disabilità e volto a promuovere l’accettazione di tutti i tipi di corpo a prescindere da taglia, razza, genere e abilità.

Le parole di Gigi Hadid

Gigi Hadid, passeggiata a New York con la sorella Bella e la figlia

«Chi avrebbe mai pensato che avrei dato da mangiare alla mia bambina il suo biberon mattutino mentre condivido la mia prima copertina da solista su Vogue».

Con queste parole Gigi Hadid ha salutato sui social network il suo ritorno. «Sono emozionata e onorata di fare il mio primo passo professionale in questo nuovo capitolo della femminilità, con questo sogno diventato realtà» ha continuato nella didascalia a corredo della sua foto su Vogue postata su Instagram. Aggiungendo una dedica a tutte le mamme: «Lo dedico a tutte le mamme che non si spazzolano nemmeno i capelli da un paio di giorni».

Parole ironiche con cui la top model fa capire quanto la sua vita sia cambiata da quando, lo scorso settembre, le è arrivata tra le braccia la piccola Khai, prima figlia che la modella ha avuto con il fidanzato Zayn Malik.

Il parto in casa nella fattoria di famiglia, con un travaglio durato 14 ore

E chiamarlo momento è forse riduttivo dato che il suo travaglio è durato ben 14 ore, come la modella ha confessato. Aggiungendo che la sua scelta di partorire naturalmente e in casa non ha contemplato l’uso dell’epidurale.

Benché sia ora tornata in parte a lavorare (part-time, diciamo), Gigi Hadid continua a essere una mamma a tempo pieno, molto presente nella vita della sua primogenita e intenzionata a continuare a esserci no stop: vuole prendersi cura personalmente della sua bambina.

Soltanto adesso afferma di aver capito che essere genitore è l’unica “professione” davvero totalizzante, quella per cui non esistono ferie, malattia o pensione… Di essere madri o padri non si finisce mai, insomma, volenti o nolenti.

Una dea della maternità immortalata in copertina

Il look che segna il ritorno della bella (anzi: bellissima, così non la confondiamo con la sorella) Gigi Hadid è meraviglioso. Un lungo cappotto bianco di Prada con tocchi di colore rosso (il sangue è vita, sarà per quello?) che simulano pennellate e riecheggiano vagamente la tendenza del tie-dye fascia la silhouette giunonica della diva. E usiamo la parola diva non a caso: la sua foto su Vogue ricorda l’iconica scultura della Dea Madre, il simbolo numero uno di fertilità e di femminilità. Checché ne dicano le passerelle e le misure da esse imposte.
I corpi eccessivamente magri che la moda ci ha propinato nelle ultime decadi vanno a cozzare con l’idea di fertilità, di gravidanza e di nutrimento di un bambino mentre questa copertina torna a inneggiare alla vita. Intesa sia come vita offerta a un nuovo essere umano sia come vitalità e positività di un corpo che non si priva delle gioie della tavola. E della vita.

Fonte : Sky Tg24