Avengers: Age of Ultron e la riabilitazione narrativa con WandaVision

Approfondendo recentemente la parabola malvagia di Ultron, abbiamo avuto modo di tornare a parlare lateralmente del film che porta il suo nome e di cui è antagonista, Avengers: Age of Ultron di Joss Whedon, secondo capitolo del franchise crossover targato Marvel Studios. In quel caso abbiamo voluto rivalutare la magnetica e affascinante filosofia dietro alla scrittura e alle azioni di Ultron, tra i villain più riusciti del Marvel Cinematic Universe e da molti incompreso, forse a causa di un’aura fin troppo intellettuale e biblica arrivata troppo presto nel MCU, che ha scombussolato le coordinate d’intrattenimento che all’epoca, nel 2015, stavano seguendo i fan dopo il primo e più spensierato e fracassone Avengers.

Conclusa però l’Infinity Saga con lo spettacolare Avengers: Endgame, tenendo fede anche all’annunciata espansione nel Multiverso, al futuro arrivo degli X-Men e all’ampliamento delle produzione su Disney+, i Marvel Studios hanno lanciato come primo progetto della Fase 4 la sensazionale WandaVision creata da Jac Schaeffer, incentrata sulle ripercussioni della Guerra contro Thanos vissute nel particolare da Scarlett Witch. Oltre a dare finalmente il giusto spazio di manovra all’interpretazione di Elizabeth Olsen e a quella di Paul Bettany nei panni di Visione, comunque, accade che proprio mediante WandaVision si sta impalcando una sorta di riabilitazione narrativa di Age of Ultron, intesa proprio come riscoperta dei valori narrativi e tematici di un film a lungo sottostimato.

Age of Wanda

Dopo la centralità riservatagli nel secondo capitolo cinematografico degli Avengers, Wanda Maximoff ha subito un crollo narrativo verticale impressionante. Le ragioni sono state due: l’assenza di un progetto dedicato al suo sviluppo caratteriale e il confondersi del personaggio in tre film successivi ampiamente corali come Civil War, Infinity War ed Endgame. È anche importante sottolineare che con la morte di Pietro Maximoff/Quicksilver e la sconfitta di Ultron, scampoli unici di Age of Ultron sono stati proprio Wanda e Visione, mai degnamente sviluppati nel marasma di protagonisti del MCU. L’interesse per i due personaggi è stato infatti marginale, nonostante poi il ruolo di Visione sia divenuto centrale con l’arrivo di Thanos, che è stato poi causa della morte del supereroe e presumibilmente motivo dell’esplosione incontrollata di tutto il potere immanente delle abilità di Wanda.
Chiarito questo, il senso di WandaVision non è soltanto quello di addentrarsi finalmente nella psicologia umana di Scarlett e Visione, ma anche quello di calarsi in definitiva nella riscoperta delle origini dei fratelli Maximoff, che nel MCU trovano ancora narrativa unica ed essenziale proprio in Avengers: Age of Ultron, spingendo dunque gli appassionati ma anche il pubblico generalista a recuperare il film comodamente su Disney+.

Questo si traduce non solo in un rinato interesse per un film che ha forse preceduto fin troppo i tempi rispetto all’epoca in cui uscì, dove cinecomic significava soprattutto svago se prodotto dalla Marvel, ma anche in una vera e propria riabilitazione del titolo stesso all’interno del costrutto evolutivo del Marvel Cinematic Universe.

La distruzione di Sokovia è stata infatti successivamente denaturata del suo significato primario e addossata alle azioni incontrollate degli Avengers, sostanzialmente riducendo a nulla o poco meno l’esistenza di Ultron e di conseguenza persino il dolore della perdita di Wanda. L’arrivo del Titano Folle e lo scoppio della Guerra dell’Infinito hanno poi spostato l’accento su di un villain totalmente equilibrato nelle sue motivazioni, nella sua forza fisica e intellettuale e sulla relazione tra Wanda e Visione, disinteressandosi del passato della protagonista e del lutto per la morte del fratello.

Endgame, in questo senso, è stato per lei punto di inizio e di ritrovo, perché la dipartita di Visione ha riacceso in lei un dolore che non pensava di riprovare mai più, riportandole alla mente anche la perdita di Pietro e le colpe di Ultron.

Questo ha scatenato molto probabilmente la reale portata dei suoi straordinari poteri di manipolazione della realtà, spingendola dunque a vivere quella vita felice da sitcom americana che forse aveva sempre desiderato ma divenendo per questo un pericolo.
C’è finalmente il vero confronto con la morte da parte di Wanda, presa di posizione creativa dei Marvel Studios e di Jac Schaeffer che sta anche dando nuovo valore narrativo ad Age of Ultron, a quei canoni un po’ bistrattati che invece ora sono a dir poco essenziali per il prosieguo stesso dell’esperienza cinematografica dell’Universo Condiviso.

Fonte : Everyeye