Godzilla vs Kong, tanta storia dietro questo film atteso nel 2021

Intanto Godzilla: è il più giovane dei due in quanto è un kaiju (mostro) del cinema giapponese che risale al 1954 con il film omonimo,  capostipite della popolare saga del dinosauro atomico. Le origini sono però tutte dalla parte di King Kong, gorilla gigantesco originario dell’ Isola del Teschio e che nella pellicola originale del 1933 ha come nome Kong (il prenome King venne aggiunto dopo). Definito anche “l’ottava meraviglia del mondo”, nel remake del 2005 viene evocato come l’ultimo esemplare di una gigantesca specie di primate, nota come Megaprimatus Kong. Comunque è lui il primo kaiju mai creato, essendo il primo mostro gigante del cinema. Ma se si guarda bene, tra Godzilla e King Kong la differenza sta soprattutto nei sentimenti. Se il primo è una sorta di dinosauro pieno di sola forza cieca e brutale, non vale lo stesso per King Kong che, grazie anche forse alle sue forme antropomorfe, un cuore ce l’ha e si innamora. E’ così nel primo film nel 1933, dove lo scimmione perde la testa per la bella Ann (Fay Wray) ed è ancora così in Godzilla vs Kong dove la tenerezza del mostro ha come oggetto una ragazzina di nome Jia. 

In questo ultimo film firmato Adam Wingard questi mitici avversari si incontrano in una spettacolare battaglia con “il destino del mondo in bilico”, afferma la sinossi. “Kong e i suoi protettori -continua- intraprendono un pericoloso viaggio per trovare la sua vera casa, e con loro c’è Jia, una giovane orfana con la quale ha stretto un legame unico e potente.  Ma si trovano, in pieno mare, inaspettatamente un Godzilla infuriato. L’epico scontro tra i due titani, istigato da forze invisibili, è solo l’inizio del mistero che giace nel profondo  della Terra”. Per prepararsi, il regista Adam Wingard  (Home Sick, Pop Skull), ha dichiarato in un’intervista di aver rivisitato i film di Godzilla e King Kong con cui era cresciuto, il che ha rinnovato in lui il senso di empatia che provava per questi mostri da bambino: “Alcuni di quei film non li vedevo da quando ero piccolo, quindi rivederli è stato molto divertente -spiega il regista- Riuscire a tornare indietro a quei tempi e rivivere quelle sensazioni, mi hanno messo in empatia con quel mondo lontano. Insomma vorrei che il pubblico fosse coinvolto emotivamente, non solo verso i personaggi umani, ma anche verso i mostri. Mi piacerebbe che le persone avessero davvero le lacrime agli occhi a fine film, e fossero coinvolte in quello che sta succedendo”. 

Fonte : Sky Tg24