”La zona gialla non è tana libera tutti”

Redazione 30 gennaio 2021 11:49

Da lunedì 1° febbraio la maggior parte delle regioni italiane diventeranno zona gialla, una condizione che permette di allargare le maglie di alcune misure restrittive. Ma l’addio al rosso e l’ampliamento della zona gialla non vuol dire che l’epidemia è passata, come sottolinea Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco-università degli Studi di Milano: ”Siamo in una situazione di assoluta precarietà per quanto riguarda la pandemia, siamo sospesi”. 

Galli ha commentato i cambi di colore delle Regioni che da lunedì saranno nella maggioranza gialle, ad esclusione di 5 che restano arancioni: “Siamo in equilibro precario ma il problema non è risolto. E se facciamo ciò che abbiamo fatto prima di Natale, siamo di nuovo punto e daccapo. Questo oltre tutto in un contesto internazionale assolutamente preoccupante e nell’emergere di una serie di nuove varianti la cui affermazione potrebbe causare scenari difficili da controllare. Il trend di sicuro contenimento di mitigazione garantita, di una situazione che ci faccia dire ‘possiamo riprendere a fare tutto’, non ce l’abbiamo ancora”.

“Il bisogno di una ripartenza lo sentiamo forte tutti – ha aggiunto – Non si creda che una persona arci-cauta come il sottoscritto non senta il bisogno di maggiore libertà. E’ evidente, tutti vorremmo una più ampia possibilità di movimento che consenta, in particolare, a molte attività economiche di cominciare a soffrire di meno. Purtroppo, però, siamo ancora tra ‘color che son sospesi’. L’epidemia ancora morde”.

In questo momento la situazione è ambivalente: “Da una parte vediamo dati che ci inducono a pensare che le cose stanno andando meglio ma, all’altro lato, non abbiamo garanzie assolute che andranno effettivamente nella giusta direzione. Bisogna essere realisti – conclude Galli – Per una vera ripresa dobbiamo liberarci della pandemia. E purtroppo abbiamo ancora un po’ di strada da fare”.

Fonte : Today