Sanremo 2021, Alessandro Gassmann: “Lasciamo decidere gli esperti, se dicono no non si fa”

Redazione 30 gennaio 2021 11:21

Il 2 marzo inizia il Festival di Sanremo 2021 e mai come quest’anno l’argomento tiene banco. Il dibattito riguarda soprattutto le misure di sicurezza che giocoforza condizioneranno la kermesse che si svolgerà per la prima volta in piena emergenza sanitaria, e la presenza o meno del pubblico nella sala del Teatro Ariston. Alessandro Gassmann, attore, regista e scientista convito, dice la sua un’intervista al Corriere della Sera.

“È un argomento molto delicato, ogni giorno continuano a morire centinaia di persone. Dall’inizio della pandemia penso sempre la stessa cosa: che si debba dare ascolto e seguito soltanto alle indicazioni degli scienziati e dei virologi. Se un esperto mi dice che Sanremo si può fare si fa, se mi dice che non si può fare non si fa”, spiega Gassmann: l’anno scorso il figlio Leo vinse la sezione Giovani (quest’anno invece non parteciperà). “Se fossi in lui non saprei cosa fare”, dice Gassmann, parlando del conduttore Amadeus e dei suoi “dubbi”. 

Sanremo 2021, Alessandro Gassmann: “Spostarlo e fare un Festival speciale a fine pandemia”

“Sanremo è l’apoteosi del pop, uno spettacolo fatto per il pubblico a casa e farlo senza spettatori che applaudono ne ridurrebbe notevolmente l’impatto”, ammette Gassman. Sulla questione dei figuranti al posto del pubblico all’Ariston, Amadeus sostiene le regioni del conduttore e direttore artistico, per poi ribadire: “Se gli scienziati ci diranno che fare degli spettacoli con gente tamponata all’interno di un luogo chiuso si può fare, ben venga”.

Pur non essendo “un gran consumatore di musica pop” e “tendenzialmente” non un fan di Sanremo in senso stretto (“Tranne quando lo vince mio figlio Leo”), Alessandro Gassmann è convinto che il Festival sia importante per l’Italia, “soprattutto in un momento in cui non ci si può abbracciare e riunire”.

Sanremo “è la massima rappresentazione del nazionalpopolare e andrebbe salvaguardato perché — seppur in maniera leggera e divertente — svolge un ruolo importante in Italia”, dice.

Gassmann e la crisi del settore dello spettacolo: “Fino adesso è stato fatto troppo poco”

Che fare, allora? Per Gassmann un compromesso “potrebbe essere quello di spostare Sannremo più avanti, tanto lo seguirebbero tutti comunque. Sanremo lo guarderebbero milioni di spettatori indipendentemente dal periodo in cui va in onda. Sarebbe una buona soluzione per non perderlo e per fare un Festival speciale di fine pandemia. Insomma una doppia festa, magari con tutti i cantanti vaccinati”. Certo è che il settore dello spettacolo è in sofferenza. “Tutto il settore sta patendo pene indicibili e non parlo dei personaggi famosi o degli attori popolari come me, ma parlo della manovalanza — elettricisti, macchinisti, sarte… —: spero arrivino presto aiuti in denaro per superare un periodo ormai lunghissimo di inattività”. 

“Fino adesso è stato fatto troppo poco”, chiosa Gassman, sottolineando che il suo non vuole essere “un discorso di parte, perché ho espresso più volte il mio parere sulla bassezza della politica del nostro Paese. La politica in Italia è presente in maniera eccesiva e sempre e solo per cercare l’applauso dell’eventuale elettore di turno”. 

Penso che cinema e teatri con un pubblico distanziato e “mascherato” forse si potevano tenere aperti, ma non so se sarebbe stato sufficiente: un teatro o un cinema con un terzo della capienza e con un pubblico restio ad andare in un luogo chiuso sarebbero stati comunque in difficoltà. Poi lo ripeto: sono un ignorante e sono rigoroso,faccio quello che mi dicono di fare

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Fonte : Today