In via del Quadraro i cittadini aspettano il dopo Casamonica: Raggi è sparita, Lozzi le scrive

Dopo le sfilate, la propaganda, le fiaccolate e le interviste, il nulla. A testa alta contro l’illegalità, utilizzando il lavoro del VII municipio, ma senza pensare ad una vera alternativa da consegnare ai cittadini. Siamo in via in via del Quadraro 110 dove dal novembre del 2018 non ci sono più le ville della famiglia Casamonica. Sono state abbattute, su impulso del Municipio VII, perchè abusive. Lo spazio dove sorgevano, però, resta inutilizzato. Tante le ipotesi che si erano fatte, anche nell’immediato. Di concreto però nulla. La prima cittadina è scomparsa sul tema ed ora l’argomento diventa materia di scontro con la candidata sindaca Monica Lozzi che è anche presidente del VII municipio, nonché vera arteficie della cacciata dei Casamonica dalla zona. 

I meriti del Municipio VII

“Il municipio VII ha fatto gran parte del lavoro, dalle verifiche sulle licenze di costruzione alla demolizione”, ha ricordato l’ex pentastellata Monica Lozzi, presidente del municipio più popoloso della Capitale. Appurato che gli immobili erano abusi non sanabili, il municipio ha proceduto a trovare i fondi per il loro abbattimento. “Tutte le operazioni condotte per recuperare quegli spazi, sono state portate avanti con il personale dei nostri uffici e con i fondi presenti nel nostro bilancio” ha ribadito la presidente Lozzi che, già in passato, ha ricordato quale sia stata la suddivisione dei compiti tra Municipio e Comune.

Un simbolo di legalità

A dispetto del lavoro svolto dall’ente di prossimità quello spazio, diventato un simbolo della legalità, a due anni dagli abbattimenti resta privo d’una funzione che non sia quella della propaganda politica. Lì infatti, durante le contestazioni di piazza, la Sindaca si era recata per rispondere agli attacchi del centrodestra. E sempre in quel punto era stata organizzata, un anno dopo, la fiaccolata delle legalità. Un appuntamento organizzato senza avvertire il Municipio.

Il compito del Comune

“Il grosso del lavoro lo abbiamo fatto proprio noi e faremmo anche il resto se potessimo, ma si tratta di un’area frazionata in più proprietà. Appartiene in parte al Comune, in parte a Ferrovie dello Stato ed in parte ad altri soggetti”, ha spiegato Lozzi che, il 29 gennaio, ha preso carta e penna ed ha scritto una lettera alla Sindaca. Nel documento invita il Comune a “contribuire quantomeno alla valorizzazione di un luogo simbolo della legalità, riqualificando l’area e rendendola fruibile, quanto prima, ai cittadini”. Si legge nella lettera inviata alla prima cittadina. 

La riqualificazione e la campagna elettorale

Il guanto di sfida lanciato dall’amministrazione di prossimità a quella comunale è evidente. “Alla Sindaca il compito di proseguire, per la esigua parte che resta, ciò che noi abbiamo iniziato. A meno che  non voglia metterci nelle condizioni di procedere da soli. Nel qual caso, – ha aggiunto Lozzi – siamo anche pronti a farlo”. Al di là della provocazione resta la necessità di acquisire l’area al patrimonio capitolino, elaborando un progetto di riqualificazione e, quindi, di fruizione pubblica. Un obiettivo che sarà difficile raggiungere prima dell’avvio dell’ormai imminente campagna elettorale.
 

Fonte : Roma Today