Pubblicità globale in crescita del 5,8% nel 2021, Italia a +5,9%

Pubblicità, nel 2021 in Italia crescerà del 5,9%. Nel 2022 un ulteriore aumento del 3,2%

I ricercatori di Dentsu nel nuovo forecast predittivo sul comparto pubblicato oggi, il primo realizzato dopo l’inizio della pandemia del Coronavirus, rivelano le previsioni sul mercato pubblicitario 2021.

Secondo Dentsu, come si legge su Engage.it, la pubblicità globale vedrà aumentare il suo giro d’affari quest’anno del 5,8%, raggiungendo i 579 miliardi di dollari, non riuscendo dunque a compensare il calo dell’8,8% registrato lo scorso anno segnato dalla pandemia, tanto che per tornare ai livelli pre-pandemia bisognerà aspettare, se tutto andrà bene, il 2022 (atteso in crescita del 6,9%). 

In base alle previsioni però il recupero arriverà nel 2021 in particolare dall’Europa Occidentale (+7,5%), dall’Asia Pacifica (+5,9%) e dal Nord America (+4%) e, in particolare, da paesi come India (+10,8%), Regno Unito (+10,4%) e Francia (+8,9%).

In Italia dopo aver lasciato sul campo nel 2020 il 14,4% dei ricavi pubblicitari del 2019 il settore della pubblicità dovrebbe quest’anno nel nostro paese crescere del 5,9% a quota 6,8 miliardi di euro, per ottenere nel 2022 un ulteriore incremento del 3,2%. La televisione si conferma il primo media in Italia per ricavi pubblicitari: la sua quota sarà quest’anno del 50% e la sua crescita sarà del 4,2%, potendo contare su un business di 90-100 milioni di euro garantiti dalla trasmissione degli Europei di calcio. 

All’online il 50% dei ricavi mondiali. Televisione secondo media per investimenti

Con il Covid il digitale ha velocizzato la sua avanzata in tutto il mondo. E per la prima volta quest’anno l’online raccoglierà a livello globale la metà della spesa pubblicitaria complessiva delle aziende. Social (+18.3%), search (+11%) e video (+10.8%) saranno I media digitali che più beneficeranno della crescita del digitale nel 2021. Dietro il digitale (market share del 50%) c’è la televisione, secondo media per investimento, seppur con una quota in calo (29,9% contro il 30,1% dello scorso anno). 

Fonte : Affari Italiani