Attivisti cattolici promuovono il messaggio di unità a Karachi

A iniziativa della Commissione nazionale per la giustizia e la pace di Karachi è stata celebrata la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. P. Saleh Diego ha detto che era un desiderio di Gesù “Che possano essere uno” e che si deve tenere a mente ciò che San Paolo aveva detto “che siamo tutti parti diverse dello stesso unico corpo” e se c’è un dolore in qualsiasi parte del nostro corpo, tutto il nostro corpo lo sente.

Karachi (AsiaNews) -Il 25 gennaio la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani è stata celebrata dalla Commissione nazionale per la giustizia e la pace, organizzazione per i diritti umani dell’arcidiocesi di Karachi. Il ruolo della Commissione nella comunità è stato illustrato tra i leader religiosi cristiani di diverse denominazioni, avvocati, giornalisti e organizzazioni cristiane presenti.

La Settimana per l’unità si celebra ogni anno dal 18 al 25 gennaio. Quest’anno la Settimana ha avuto il tema “Rimani nel mio amore … Porterai molto frutto” (Giovanni 15:17). Noi tutti dobbiamo crescere insieme nella stessa unità che è stata espressa da Gesù stesso con “affinché siano uno” (Giovanni 17:21).

Kashif Anthony, attivista per i diritti umani e coordinatore della Commissione nazionale per la giustizia e la pace dell’arcidiocesi di Karachi, nel suo discorso ha ricordato che la prima Settimana per l’unità è stata celebrata in una piccola cappella del convento francescano della Chiesa episcopale protestante, che si trova su una collina a ottanta miglia da New York City. Le date della settimana sono state proposte da padre Paul Wattson, (cofondatore dei Frati francescani di Gravmoor) tra la data della Confessione di San Pietro, il 18 gennaio, e la data della Conversione di San Paolo che si celebra il 25 gennaio.

Anthony ha anche detto che l’ottava per l’unità della Chiesa fu benedetta da Papa Pio X nel 1909 e che Papa Benedetto XV l’aveva saggiamente estesa e promulgata a tutta la Chiesa universale. Pertanto è osservato e celebrato in tutto il mondo, e la Chiesa cattolica che ha il senso delle responsabilità si avvicina e si unisce ad altre piccole e grandi denominazioni.

Portare l’unità e rinforzare i cristiani, ha detto ancora Kashif Anthony, non è solo responsabilità della leadership della Chiesa, ma deve essere impegno di ogni fedele che crede e ha fede in Cristo Gesù. L’osservanza ecumenica è una missione della Chiesa cattolica che deve essere trasmessa ad altre realtà, che professano la fede in Gesù e appartengono ad altre Chiese e denominazioni e dobbiamo tenere a mente che camminiamo e cresciamo tutti insieme nella stessa unità espressa da Gesù stesso con “affinché possano essere uno” (Giovanni 17:21).

Come attivista della Chiesa cattolica, Anthony ha detto che dobbiamo tenere a mente e praticare l’ecumenismo nelle nostre vite, nelle quali i cristiani appartenenti a diverse denominazioni lavorano insieme e sviluppano relazioni più strette e promuovono l’unità tra le loro Chiese.

Il rev. Salman Babar Lal della Chiesa anglicana del Pakistan e della diocesi di Karachi e Balochistan, seconda Chiesa più grande del Pakistan, nel suo intervento ha detto di essere grato all’NCJP per aver riunito diverse Chiese e rappresentanti cristiani della società civile e della comunità di avvocati. Abbiamo in mente che dobbiamo seguire le parole di Gesù che possiamo essere uno, e non solo nei momenti più felici, ma dobbiamo mantenere questa unità nei momenti tristi della nostra vita. L’unità inizia con l’amore e l’unità è un bisogno fondamentale tra la leadership della nostra Chiesa, della comunità e delle minoranze in Pakistan. Dobbiamo seguire ciò che Gesù ha detto: “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”.

Sabir Michael, professore all’Università di Karachi, rappresentando tutti i difensori dei diritti umani e le organizzazioni presenti durante il programma, ha affermato che ci sono due istituzioni di base come la famiglia e la Chiesa nelle quali la società cresce e se non c’è unità nella famiglia o nella Chiesa, non ci sarà pace, progresso e anche la diversità che viene da Dio. Siamo tutti differenti, ma Dio vuole che tutti viviamo in pace, uniti e che ci amiamo. L’amore per l’ecumenismo e la differenza deve iniziare nelle nostre case, perché l’amore di Dio si diffonde sia nelle difficoltà che nel bene, il che significa che c’è uno spazio per la diversità e agli occhi di Dio.

Il maggiore Haroon dell’Esercito della salvezza nel suo intervento ha detto che questo è davvero il momento giusto per pensare all’unità tra cristiani e Chiese. Abbiamo tutti lottato e lavorato per l’interreligiosità e per diverse politiche per l’unione con gli altri, ma la Chiesa cattolica ha avuto una grande iniziativa di riunire tutta la leadership cristiana. Essere uniti e promuovere l’unità tra noi, per noi dovrebbe essere la priorità.

L’avvocato. Saleem Michael, consulente legale dell’arcidiocesi di Karachi, ha detto che è davvero il momento giusto per parlare e riunirsi, poiché tutti stiamo lottando per i nostri diritti e per le persone emarginate. La nostra gente è povera e ha bisogno del nostro aiuto e se non siamo uniti o non stiamo insieme, cosa succederà alla nostra gente e dove andrà? I leader religiosi cristiani, i politici della società civile, avvocati e giornalisti devono lavorare insieme ed è un’ottima iniziativa della Commissione nazionale per la giustizia e la pace che ha riunito tutte le principali leadership cristiane. Sì, dobbiamo lavorare tutti insieme per i nostri cristiani innocenti.

Alla fine p. Saleh Diego direttore della Commissione nazionale per la giustizia e la pace e vicario generale dell’arcidiocesi di Karachi ha detto che era un desiderio di Gesù menzionato nella Sacra Bibbia “Che possano essere uno” e che si deve tenere a mente ciò che San Paolo aveva detto “che siamo tutti parti diverse dello stesso unico corpo” e se c’è un dolore in qualsiasi parte del nostro corpo, tutto il nostro corpo lo sente. Pertanto, tutti noi cristiani uniti e legati nel corpo di Gesù dobbiamo sentire il dolore l’uno dell’altro ed essere uniti. Se qualcuno si è staccato, in realtà si è staccato dal Corpo di Cristo.

P. Diego ha anche detto che dobbiamo rimanere uniti, in modo da poter lavorare e guidare insieme i nostri fedeli e supportarli quando sono in difficoltà.

Fonte : Asia