Foo Fighters, Dave Grohl: “Sognavo che mi avrebbero sparato alla schiena. Ecco le paure di quando ero ragazzo”

In una nuova intervista per la BBC, Dave Grohl ha raccontato alcuni brutti ricordi legati alla sua infanzia. Nei primi anni ’80, quando era bambino, il frontman dei Foo Fighters aveva paura di una guerra nucleare, a causa della situazione critica tra Stati Uniti e Russia.

Pensavo che, se ci fosse stata una guerra, noi saremmo stati i primi a morire – ha confessato il musicista – sognavo missili nel cielo e soldati nel giardino di casa mia. Ricordo molto bene un sogno in cui mi trovavo nel mio cortile quando ho visto un soldato sbucare da dietro un albero. Mentre mi giravo per fuggire nella mia stanza, lui mi sparava alla schiena. Così ho sempre immaginato che ci sarebbe stata una guerra e che sarei morto così, a 11 o 12 anni”.

Fortunatamente i timori di Dave Grohl non sono diventati realtà e lui ha potuto continuare a vivere la sua vita e diventare una rockstar famosa in tutto il mondo, prima con i Nirvana e poi con i Foos. Nel 2019, però, il frontman ha vissuto di nuovo un’esperienza simile a quella della sua infanzia quando, un giorno, la figlia Harper gli ha chiesto: “Papà, ci sarà una guerra?”.

Probabilmente aveva visto qualcosa in televisione a proposito della Corea del Nord o dell’Iran, o qualcosa di simile – ha raccontato Grohl – le sue parole mi hanno riportato subito a quei sogni che facevo da bambino ed è stato struggente pensare che lei stesse provando la stessa paura senza speranza che ho provato io da piccolo”.

Questa situazione ha fornito al musicista l’ispirazione giusta per scrivere una nuova canzone, Waiting On A War: il brano parla del cercare la luce nell’oscurità ed è stato registrato il giorno dopo essere stato composto, per essere poi incluso nel nuovo album della band, Medicine At Midnight, in uscita il 5 febbraio. Il pezzo è stato pubblicato come terzo singolo del disco, dopo Shame Shame e No Son Of Mine; scrivendolo, Dave ha riflettuto anche sul momento storico che stiamo vivendo. “È un periodo molto difficile per qualsiasi bambino – ha detto in proposito il frontman – con la pandemia, la quarantena e i lockdown. Penso sia importante infondere la speranza in qualche modo, non solo nei nostri bambini ma nel mondo intero, perché mi sono sempre considerato una persona fiduciosa. È ciò che mi aiuta ad arrivare alla fine di ogni giornata”.

L’ottimismo e la resilienza, in effetti, sono aspetti del carattere di Dave Grohl. Il musicista ha sempre dimostrato di avere una personalità forte ed è anche grazie a queste sua qualità se è riuscito a farsi largo nel mondo della musica e a superare i momenti più difficili, come quello che ha vissuto dopo la morte di Kurt Cobain. Dopo quella tragedia, Dave smise di suonare per un periodo: “Il dolore era così intenso che era quasi impossibile anche solo prendere in mano uno strumento e suonare – ha raccontato – la musica mi ha davvero salvato la vita ed è proprio ciò di cui avevo più bisogno adesso”. Dopo mesi di inattività, alla fine nel 1994 Dave Grohl è riuscito a ritrovare il coraggio e la motivazione per andare avanti e così si è rialzato, grazie alla musica: allo stesso modo oggi, con la pandemia in corso, ancora una volta il musicista ha trovato la forza di affrontare queste avversità proprio nella sua passione per la musica.

Il primo album di quelli che sono in seguito diventati i Foo Fighters è stato composto e registrato interamente da Dave Grohl. Il musicista si sfogò e ritrovò l’ispirazione buttandosi a capofitto nel lavoro: a Seattle approfittò dello studio di registrazione del suo amico e produttore Barrett Jones utilizzando i nastri avanzati dalle sessions di altre band per incidere i suoi primi “esperimenti” ufficiali come compositore. “Andavo velocissimo – ha raccontato – non impiegavo mai più di mezzora per registrare qualcosa perché non volevo arrecare disturbo al mio amico. Mi spostavo dalla batteria alla chitarra, dalla chitarra al basso, poi magari registravo qualcosa alla voce e infine realizzavo una copia in cassetta di ciò che avevo appena inciso, così me la portavo a casa, la riascoltavo e pensavo ‘Ok, avanti con la prossima canzone’. Non avrei mai immaginato che alla fine sarei salito su un palco con la chitarra per cantare quei brani”.

L’idea di diventare il frontman di una nuova band era ancora molto lontana: in quel momento Dave pensava solo a creare la musica che aveva in mente e per lui fu come una catarsi. Suonando tutti gli strumenti, alla fine il musicista registrò quindici canzoni in soli quattro giorni: il quinto giorno registrò le parti vocali e poi il sesto giorno fece il missaggio di tutto. Infine, creò 100 copie in cassetta di quello che era ormai una sorta di album. “Non sapevo a chi avrei dato quei nastri – ha spiegato – però tenerli in mano e sapere di averli realizzati mi faceva sentire bene”.

Il resto è storia: quel nastro divenne ben presto il primo album dei Foo Fighters e ne furono vendute più di due milioni di copie. È proprio così che è iniziata la carriera di questa band che nel 2020 ha raggiunto il traguardo dei 25 anni di attività, anche se i festeggiamenti previsti nei mesi scorsi sono stati rimandati a un momento migliore a causa dell’emergenza sanitaria.

Dopo una lunga pausa dovuta al lockdown, oggi come nel 1994, Dave Grohl ha compreso che la musica avrebbe potuto rappresentare la salvezza di tutti, non solo la sua, ma anche quella dei suoi fan. Per questo alla fine ha deciso di non rimandare più e di pubblicare il decimo album dei Foos il prima possibile: “Dopo mesi di attesa – ha detto – alla fine mi sono reso conto che queste canzoni sono state create per essere ascoltate. Non importa se ciò accade in uno stadio, o a un festival, o a casa vostra quando state da soli, oppure in macchina quando siete in mezzo al traffico”. Così la band ha pubblicato i primi tre singoli e tra pochissimi giorni pubblicherà finalmente il tanto atteso album Medicine At Midnight, un disco in cui i musicisti hanno deciso di sperimentare qualcosa di nuovo che di certo stupirà tutti, in attesa di poterlo ascoltare dal vivo non appena i Foos potranno riprogrammare il loro tour.

Fonte : Virgin Radio