Come funzionano le consultazioni in Italia?

Sono la fase che precede la formazione di ogni governo, regolata da prassi costituzionali e consuetudinarie che orbitano attorno all’incarico che il presidente della Repubblica assegna al premier in pectore

(foto: Paolo Giandotti – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della presidenza della Repubblica)

Dopo la seconda crisi di governo in meno di due settimane e le dimissioni di Giuseppe Conte da presidente del Consiglio, il 27 gennaio si aprono le consultazioni al Quirinale. Con questo termine ci si riferisce a una prassi consuetudinaria che prevede una serie di incontri tra il presidente della Repubblica e i principali attori politici, per individuare il potenziale presidente del Consiglio in grado di formare un governo che possa ottenere la fiducia della maggioranza in parlamento.

Le consultazioni cominceranno questa sera con l’arrivo al Colle della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, alle 17, seguita dal presidente della Camera Roberto Fico alle 18. Giovedì saranno ricevuti i gruppi parlamentari del centrosinistra, mentre venerdì quelli del centrodestra e del Movimento 5 stelle.

Cosa sono le consultazioni?

Come si accennava, le consultazioni non sono previste espressamente dalla legge o dalla Costituzione, ma rappresentano una prassi consuetudinaria, consolidata nel tempo, che aprono il processo di formazione del governo. Questo meccanismo viene attivato dopo ogni elezione politica e ogniqualvolta si ufficializzi una crisi che porta alle dimissioni del governo in carica. La “fase preparatoria” della formazione del governo, come vengono anche definite le consultazioni, è disciplinata dal galateo costituzionale che può subire variazioni nel corso degli anni. In genere il capo dello stato riceve per primi i presidenti delle camere e poi le delegazioni politiche. Queste sono formate dai capi dei gruppi parlamentari, che devono essere formati ufficialmente il giorno prima dell’avvio delle consultazioni, dai rappresentanti delle coalizioni e dai leader dei partiti.

Quanto durano?

Gli incontri possono proseguire fino a quando non si individui una maggioranza o fino all’assegnazione di un cosiddetto mandato esplorativo, dato normalmente a uno dei presidenti del parlamento per compiere dei passaggi ulteriori per verificare l’affidabilità di una possibile maggioranza di governo. Nel caso non si riesca a raggiungere un accordo tra le forze politiche, a seguito delle consultazioni, il presidente della Repubblica dovrà sciogliere le camere e indire elezioni anticipate (a meno che non si trovi nel cosiddetto semestre bianco, cioè gli ultimi sei mesi del suo settennato, quando non gli è possibile farlo, a meno che gli ultimi sei mesi non coincidano con gli ultimi mesi della legislatura).

L’assegnazione dell’incarico al nuovo premier

Terminate le consultazioni si procederà all’assegnazione dell’incarico o del preincarico. Dopo aver verificato la presenza di una maggioranza, il presidente della Repubblica convocherà la personalità indicata dalle forze politiche come in grado di ottenere la fiducia, per conferirgli l’incarico di formare il governo. A questo punto, il possibile nuovo premier potrà decidere se accettare subito o con riserva, cioè chiedere alcuni giorni per confrontarsi nuovamente con le forze politiche e accertarsi di non incorrere immediatamente in una nuova fase di stallo.

Una volta accettato pienamente l’incarico, il presidente del Consiglio può formare il governo, presentando la lista dei ministri al capo dello stato. Ottenuta la nomina da parte del presidente della Repubblica, premier e ministri giureranno con la tradizionale cerimonia della campanella, ovvero il passaggio di consegne tra il presidente uscente e il nuovo. Il nuovo governo si presenterà dunque alle camere per ottenere la fiducia e, incassato il voto favorevole, entrerà ufficialmente in carica.

Fonte : Wired