Covid, Speranza: “Lo Stato entra con capitale pubblico in ReiThera”

Le prime dosi del vaccino a settembre

Reithera, Sky TG24 nella fabbrica del vaccino italiano anti-Covid

Per quanto riguarda poi le dosi del vaccino prodotto da ReiThera, tra l’altro, le prime potrebbero arrivare a settembre. A dirlo, intervenendo ai microfoni di Sky TG24, è stato il presidente dell’Aifa, Giorgio Palù. “Il vaccino ReiThera è un’ottima iniziativa per l’Italia ma anche per tanti ricercatori, perché per il nostro Paese è necessario un sistema di vaccinazione nazionale”, ha spiegato. “Ci vorrà ancora qualche mese per verificare efficacia e sicurezza. Potrebbe essere somministrato dopo l’estate”, ha detto. Si tratta di un siero, quello di ReiThera, le cui dosi “potrebbero integrare la disponibilità di oltre 200 milioni di dosi che era stata messa in preventivo d’acquisto ma che sta ritardando”. Il siero, ha spiegato ancora Palù, “nasce su una piattaforma tecnologica ideata in Italia. C’è l’utilizzo di un virus come vettore da un primate non umano, uno scimpanzé o gorilla. È la stessa piattaforma che utilizza AstraZeneca”. Perché la sperimentazione sia portata a termine, ha ricordato il numero uno dell’Aifa, “ci vorrà ancora qualche mese, perché è stata appena conclusa la fase 1”.

I risultati della fase 1 di sperimentazione

L’esito positivo della sperimentazione di fase 1, infatti, ha permesso di riscontrare come “il vaccino Reithera sia sicuro e abbia la capacità di indurre risposta immunitaria”. A confermarlo, ad inizio 2021, era stato Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Ospedale Spallanzani di Roma, dove il vaccino è stato studiato. “Il 92,5% dei vaccinati ha avuto livello di anticorpi rilevabili e con una singola dose la risposta è simile a quella di altri vaccini con due dosi”, aveva spiegato alla presentazione dei primi dati proprio legati alla fase 1. Il protocollo di fase 2 per la sperimentazione del vaccino GRAd-CoV2, aveva poi aggiunto Ippolito, “è pronto e contiamo di sottometterlo alle agenzie regolatorie in tempi brevi, prevedendo diverse opzioni che permetteranno di essere flessibili”. L’obiettivo, aveva spiegato ancora, è quello di procedere “rapidamente alla fase 3 con l’ipotesi di chiuderla appunto entro l’estate”.

Nessun evento avverso grave

Per condurre questa prima fase, lo Spallanzani aveva arruolato 100 persone: 45 sono state vaccinate con dosi diverse e tutti sono arrivati alla fine per la valutazione di sicurezza. L’esito è stato che il vaccino non ha avuto alcun avvento avverso grave nei primi 28 giorni dalle vaccinazioni, aveva segnalato il direttore scientifico dello Spallanzani. “Il picco di produzione di anticorpi a 4 settimane resta costante ed il vaccino è ad una sola dose”, aveva poi aggiunto. “Il 92,5% dei vaccinati ha sviluppato anticorpi rilevabili. Comparando i dati di questo studio con Moderna e Pfizer siamo in linea e ci aspettiamo la capacità del vaccino di prevenire la malattia sostanzialmente come gli altri vaccini”, aveva riferito.

Fonte : Sky Tg24