La più antica raffigurazione animale al mondo risale a 45.500 anni fa

Circa 45.500 anni fa, sull’isola indonesiana di Sulawesi, gli uomini primitivi disegnarono in una caverna la forma rotonda di un suino del tempo, con dorso ispido e verruche facciali. Gli archeologi ora ritengono che questo corpulento suino rappresenti la più antica raffigurazione di una creatura animale finora scoperta al mondo.

In uno studio pubblicato su Science Advances, un’immagine del dipinto mostra l’animale che sembra guardare verso altri due maiali che lottano. Le sagome di due mani umane sono posizionate vicino al dorso del suino, e una macchia “setolosa” al centro del gruppo potrebbe suggerire una quarta creatura.

PIGCASSO, IL MAIALE PITTORE

Gli animali possono essere creativi? Pigcasso, il maiale pittore, crea il caso

2 febbraio 2018 – Incontriamo Pigcasso. È un maiale femmina salvata da un allevamento industriale in Sudafrica e portata nel santuario Farm Sanctuary SA. È stata avvicinata alla pittura con una tecnica di rinforzo positivo. L’affinità di Pigcasso per le belle arti pone il quesito: “gli animali possono essere spontaneamente creativi, oppure lo fanno solo per avere il cibo come ricompensa?” Gli esperti dicono che gli animali mostrano segni di creatività, e la pittura potrebbe rappresentare uno stimolo cognitivo. Quando le è stato chiesto se l’animale dipinga per il cibo, l’artista professionista sua salvatrice ha risposto “È quello che faccio anch’io”.

Il dipinto, realizzato con tratti di ocra rossa sulle mura interne della caverna, è stato scoperto nel dicembre 2017 dall’archeologo locale Basran Burhan, attualmente dottorando presso la Griffith University in Australia. Era a capo di un piccolo team alla ricerca di prove di antiche attività umane nelle grotte della parte meridionale di Sulawesi, quando ha scoperto questa nuova opera figurativa di un maiale in un sito conosciuto come Leang Tedongnge.

Secondo Adam Brumm, autore principale del nuovo studio e archeologo presso la Griffith University in Australia, questo antico dipinto di suino potrebbe rappresentare dei primitivi trofei di caccia.

“I suini primitivi erano molto, molto piccoli, e il fatto che questi artisti primitivi li abbiano raffigurati grassi e corpulenti probabilmente rappresenta la loro ambizione a cacciare esemplari più grandi e grassi possibile che avrebbero fornito loro grandi quantità di carne e proteine”, afferma.

Questa pittura recentemente scoperta è la più antica opera d’arte figurativa al mondo, ma potrebbe non essere la più antica forma d’arte. “Dipende da quello che intendiamo per ‘arte’”, afferma il coautore dello studio Maxime Aubert, archeologo presso la Griffith University. Recentemente sono state identificate forme di creatività molto antiche, tra cui uno schizzo simile a un hashtag di 73.000 anni fa in Sudafrica che alcuni ritengono essere il più antico disegno conosciuto.

Ma le nuove pitture scoperte si aggiungono a una serie sempre più numerosa di ritrovamenti di arte rupestre rinvenuti in tutta l’Indonesia. Nella sola Sulawesi, gli scienziati hanno identificato immagini in circa 300 grotte nel corso degli ultimi 70 anni. Inclusa la seconda più antica pittura figurativa rupestre: uno schizzo di almeno 44.000 anni fa che raffigura un’antica scena di caccia con soggetti di forma umana alti dai 5 ai 10 centimetri che inseguono suini e piccoli parenti dei bufali d’acqua.

La pittura rupestre potrebbe raffigurare la scena di più maiali che interagiscono tra loro. Ma a causa dell’erosione, la maggior parte del corpo di due, forse tre, di questi animali non è visibile, rendendo difficile stabilire esattamente cosa raffigurasse l’immagine originale completa.

Fotografia di AA Oktaviana

Questa serie di scoperte in Indonesia ha introdotto un cambiamento nelle supposizioni degli scienziati in merito al quando, dove e come siano apparsi i primi accenni di creatività umana, afferma Aubert, spostandosi dalla “visione Eurocentrica del mondo”, secondo la quale le prime forme di pittura iniziarono quando l’uomo arrivò in Europa.

Le prime forme di arte

Per stabilire l’età della raffigurazione del grande suino, un team internazionale di ricercatori si è basato sull’uranio radioattivo, che si forma naturalmente nel calcare. Filtrando attraverso la grotta, l’acqua scioglie frammenti di calcare e l’uranio in esso contenuto, facendoli depositare entrambi in sottili strati lungo le pareti della grotta. Il decadimento dell’uranio in torio, che avviene in un’emivita nota, permette agli scienziati di datare l’età minima della pittura attraverso l’analisi delle relative quantità di questi due elementi.

I ricercatori hanno utilizzato un piccolo scalpello per rimuovere un’escrescenza di minerali depositati sulla zampa posteriore della figura di suino più completa per la datazione uranio-torio, e i risultati hanno indicato che il dipinto risale almeno a 45.500 anni fa. È possibile che il dipinto sia anche più antico, dato che questa tecnica di datazione analizza i depositi di minerali sulla sua superficie e non la pittura stessa.

Senza un’ulteriore datazione degli altri elementi della scena, gli autori dello studio non possono ancora confermare se l’intero murale sia stato creato tutto in una volta. Una delle figure parziali dei maiali è fatta con due diversi pigmenti di colore, che secondo i ricercatori potrebbero indicare più fasi di realizzazione della pittura.

Il coautore dello studio Adhi Agus Oktaviana, ricercatore presso il Pusat Penelitian Arkeologi Nasional a Giacarta, in Indonesia, afferma che analizzare digitalmente le fotografie delle figure per lo studio gli ha suscitato un rinnovato rispetto per gli antichi dell’opera.

Leang Tedongnge, la grotta dove è stata rinvenuta la più antica opera d’arte figurativa di un maiale, si trova ai margini di una rigogliosa valle circondata da imponenti pareti rocciose. 

Fotografia di AA Oktaviana

Gli scienziati hanno scoperto il disegno sulla parete posteriore della grotta, in alto rispetto al terreno.

Fotografia di AA Oktaviana

“È incredibile, sembra che sapessero esattamente come utilizzare gli utensili per il disegno e come distribuire i vari elementi per la composizione della scena”, afferma Oktaviana, anche lui dottorando presso la Griffith University.

Tali primitive forme d’arte riflettono un vitale cambiamento nel modo in cui i nostri primitivi antenati interagivano con l’ambiente e il territorio circostante, afferma April Nowell, esperta in archeologia del Paleolitico presso l’Università di Victoria nella Columbia Britannica, che non ha partecipato alla ricerca. “Stavano arricchendo il loro spazio di significato, valore e forse una valenza simbolica”, afferma.

Il nuovo studio su Science Advances documenta anche la datazione di un’altra raffigurazione di suino in una grotta vicina – Leang Balangajia 1 – scoperta dal team in una spedizione del 2018 e datata ad almeno 32.000 anni fa. E l’attività umana in questo periodo sull’isola di Sulawesi è stata precedentemente confermata dalla presenza di utensili utilizzati per la lavorazione dell’ocra nel vicino sito di Leang Bulu Bettue, sepolti in strati di sedimenti datati almeno 40.000 anni fa.

“È possibile che usassero quel pigmento per dipingere su roccia, ma non siamo stati in grado di collegare direttamente questi [utensili] e la roccia stessa”, afferma Brumm. Tuttavia, dato l’alto numero di esempi di arte rupestre di età simile nella regione, Brumm crede che il collegamento sia probabile.

I riferimenti cambiano

Fino ad oggi, gran parte della dissertazione accademica sulle sofisticate pitture rupestri si è concentrata sull’Europa. Gli animali selvatici che corrono lungo le pareti della Grotta Chauvet nella Francia meridionale risalgono a circa 36.000 anni fa. La mandria di bisonti che danza sul soffitto di Altamira nel nord della Spagna è dello stesso periodo. E le impronte di mani e i dischi rossi della grotta El Castillo in Spagna risalgono a più di 40.800 anni fa.

Ma nel 2014, un team che comprendeva Aubert e Brumm ha ribaltato lo scenario annunciando la scoperta della pittura rupestre di Sulawesi, datata almeno 39.900 anni. Fino a quel momento si presumeva che le pitture non avessero più di 12.000 anni.

“Questo sgretola l’idea che l’Europa sia stata la scuola di perfezionamento dell’evoluzione umana”, afferma Nowell. Anche se la creatura da poco trovata è solo leggermente più antica del precedente detentore del titolo, la sua scoperta aggiunge importanza all’arte della regione.

“Qualcuno potrebbe affermare che si tratta solo di un altro maiale”, afferma Nowell. “Ma non è questo il punto, si tratta invece di un più ampio e duraturo cambiamento nel comportamento”.

Il crescente numero di scoperte in Indonesia suggerisce la possibilità che abilità artistiche complesse potrebbero essersi evolute indipendentemente in Europa e in Asia, afferma Aubert. O forse l’uomo aveva sviluppato la capacità di realizzare tali opere artistiche già quando ha lasciato l’Africa, “e adesso stiamo iniziando a trovarne traccia ovunque sia andato”.

L’età del nuovo dipinto colma in parte un vuoto di 20.000 anni nella documentazione archeologica, corrispondente al periodo degli spostamenti degli antichi uomini primitivi dall’Indonesia verso l’Australia. Recenti scavi nel nord dell’Australia hanno rivelato la presenza di esseri umani “moderni” almeno 65.000 anni fa, mentre le evidenze di attività umane in Indonesia sembrano essere iniziate 20 millenni più tardi.

Anche con la nuova scoperta, comunque, rimane ancora un vuoto cronologico. Non c’è motivo di pensare che gli abitanti di Sulawesi abbiano improvvisamente iniziato a dipingere circa 45.000 anni fa, afferma Aubert, aggiungendo che è probabile che esistano pitture rupestri più antiche ancora da scoprire.

Una cosa è certa, afferma Brumm: ci aspettano altre sorprese. “Questo ci mostra solo quante opere di arte rupestre stiano aspettando di essere scoperte sull’isola”, afferma. “Sono nascoste ‘in bella vista’”.

Fonte : National Geographic