Wikipedia approfondisce le testimonianze sulla Shoah contro i negazionisti

Nel giorno della memoria, una maratona editoriale approfondisce le voci sull’Olocausto con documenti dai processi contro i gerarchi nazisti sulla più grande enciclopedia della rete

(Photo by Ian Waldie/Getty Images)

La realtà dei documenti storici sull’Olocausto contro le teorie negazioniste. È questo, in sintesi, lo spirito della maratona editoriale organizzata da Wikipedia Italia in occasione del giorno della Memoria. L’editathon, coordinato da un gruppo di wikipediani con la partecipazioni di storici e il sostegno di Wikimedia Italia (l’associazione che sostiene l’attività della più grande enciclopedia della rete, che ha compiuto vent’anni) servirà a completare ed espandere le voci sullo sterminio degli ebrei perpetrato dal regime nazista.

È affascinante ciò che un manipolo di wikipediani e studiosi del calibro di Marcello Pezzetti, storico della Fondazione “Museo della Shoah” di Roma, è riuscito a realizzare. Il tema centrale è quello del “Negazionismo dell’Olocausto: gli Eichmann di carta“, parafrasando lo storico francese Pierre Vidal-Naquet, fra i massimi esperti della Shoah. Nel suo saggio Les assassins de la mémoire: un Eichmann de papier et autres essais sur le revisionnisme identifica come assassini della Memoria” coloro i quali negano l’Olocausto aggiungendo che “nella società dello spettacolo e dell’immagine un tentativo di sterminio su carta si sostituisce allo sterminio reale“.

Francesco Carbonara, membro del gruppo di wikipediani promotore della giornata, insieme a colleghi e studiosi si è messo a caccia di carte, documenti e resoconti dei processi a carico di gerarchi nazisti che hanno affiancato quello più noto di Norimberga. “Cosa dissero a loro discolpa le persone che vennero incriminate? Siamo andati a scartabellare le dichiarazioni e le carte e abbiamo trovato tutti i riferimenti che scardinano ogni convinzione negazionista“, spiega a Wired Carbonara.

Nei processi di Cracovia, detto di Auschwitz per la gestione del campo di concentramento, Francoforte (il secondo processo di Auschwitz) in quelli sovietici a lungo secretati e in altri è emerso che “furono proprio importanti nazisti e membri delle Ss ad ammettere ciò che i negazionisti negano“. Ovvero che a partire dal 1941 ci fu un piano nazista organizzato e preciso per l’eliminazione fisica per lo sterminio degli ebrei, che il numero delle persone uccise fu di almeno 6 milioni e che per quelle uccisioni furono usate le camere a gas dei campi di sterminio e di alcuni campi di concentramento e la fucilazione.

Questa attività di studio e ricerca prosegue ormai da sei mesi in collaborazione con diversi storici, ma oggi (dalle 10 alle 17.45) su Wikipedia si potrà assistere alla progressiva creazione, modifica e approfondimento di diversi articoli e voci. Come ha ricordato Carbonara, c’è una falla nella memoria comune – ovviamente non fra gli esperti – sulle testimonianze processuali. E quindi è questa la giornata perfetta per chiuderla.

L’incontro

Oltre al lavoro sulle voci, Wikipedia affronterà il tema del negazionismo in una conferenza dal titolo: “Negazionismo dell’Olocausto: Gli Eichmann di carta” (dalle 18 alle 19 di oggi a questo indirizzo). L’introduzione sarà curata dalla presidente di Wikimedia Italia Iolanda Pensa. Dopodiché il professor Marcello Pezzetti parlerà di negazionismo e Olocausto. Il wikipediano Luigi Vianelli affronterà il tema negazionismo e Wikipedia. Stefano Gatti dell’Osservatorio antisemitismo della Fondazione centro di documentazione ebraica contemporanea (Cdec) di Milano illustrerà il Rapporto 2020 sull’antisemitismo. Infine Carbonara svelerà i retroscena del progetto “Per bocca degli esecutori: i nazisti ammettono sterminio e camere a gas“, che di fatto è strettamente correlato anche all’editathon.

Eichmann

Il riferimento ad Adolf Eichmann non è casuale, perché citando Wikipedia “è considerato uno dei maggiori responsabili operativi dello sterminio degli ebrei nella Germania nazista“. Il suo processo in Israele nel 1961 venne seguito da una giovane giornalista del New Yorker di nome Hannah Arendt. A lei si deve un’analisi schietta e lucida, La banalità del male: Eichmann a Gerusalemme, che è rimasta nella storia e che ancora oggi stimola riflessione: “Quel che ora penso veramente è che il male non è mai ‘radicale’, ma soltanto estremo, e che non possegga né profondità né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare il mondo intero, perché si espande sulla superficie come un fungo. Esso ‘sfida’, come ho detto, il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, di andare alle radici, e nel momento in cui cerca il male, è frustrato perché non trova nulla. Questa è la sua ‘banalità’. Solo il bene è profondo e può essere radicale“.

Fonte : Wired