Licei occupati e proteste in piazza: scuole superiori in rivolta. La ministra Azzolina: “Tornate in classe”

Il liceo classico Kant occupato, dopo le tensioni di ieri sorvegliato dai blindati della polizia mentre dentro gli studenti sono riuniti in assemblea. La protesta del Visconti con i ragazzi diretti in Campidoglio e ancora lo sciopero bianco dei docenti del liceo Teresa Gullace. Le scuole superiori romane sono in subbuglio: dal Pascal al Talete, dal Giulio Cesare al Tasso è un susseguirsi di comunicati di protesta, striscioni e richieste. 

Kant occupato: anche i genitori fuori dal liceo

La situazione più calda al Kant di Torpignattara, occupato dagli studenti al culmine di una settimana di mobilitazione per “difendere il proprio diritto allo studio”. 

Protestano contro lo scaglionamento degli orari, contro una didattica  a distanza “inadeguata a garantire il diritto allo studio”, soprattutto per la mancanza di connessione e strumenti tecnologici idonei a seguire le lezioni online. “Consapevoli dei problemi strutturali della dad, chiediamo però il rientro in sicurezza che vuol dire trasporti, aumento del personale, degli spazi e di una sanità pubblica diffusa ed efficiente”. I genitori degli studenti del Kant sono con i loro figli, “al 100%”. 

“Non hanno mai avuto risposte dalla preside, e più in generale, dal mondo della scuola” – commenta una mamma ai microfoni dell’agenzia Dire. “Abbiamo chiesto alla preside il ritorno in Dad al 100%, qui non c’è nemmeno internet. Abbiamo chiesto di alternare gli ingressi scaglionati dei ragazzi, per evitare che sempre lo stesso gruppo rientri a casa alle 17. Niente” – ha aggiunto un papà. 

Lo sciopero dei docenti al liceo Teresa Gullace: “Doppia turnazione critica”

“D’accordo coi giovani nell’evidenziare le criticità della doppia turnazione”, i professori del liceo scientifico e delle scienze umane Teresa Gullace. Nella scuola di Don Bosco i docenti sono in “sciopero bianco”. “Le attività didattiche ordinarie sono sospese per approfondire tematiche legate, nell’ambito dell’educazione civica, al diritto all’istruzione” – hanno scritto in una lettera. Una protesta che potrebbe proseguire anche nelle prossime settimane. 

Oltre i turni la didattica al 50% “si è rivelata fallimentare” – scrivono gli alunni dell’Aristofane di Montesacro. “Limita il dibattito, come dimostrato dal fatto che chi si trova a casa non riesce a sentire i compagni in classe, il coinvolgimento ed il conseguente apprendimento degli studenti, danneggiando gravemente la didattica”. 

Gli studenti del Visconti in Campidoglio: “Problemi scuola mai risolti”

In piazza del Campidoglio protestano i ragazzi del Visconti. “I problemi relativi al rientro delle superiori non sono mai stati risolti”. L’inefficienza del trasporto pubblico, con mezzi scarsi e tanto affollati da non permettere il rispetto delle distanze anti contagio da Covid-19 è il punto chiave. Ma le critiche piovono anche sulle politiche relative alla scuola degli ultimi 30 anni. “La nostra protesta non può essere contro il ritorno in presenza (una boccata d’aria nella psicosi della Dad), non può essere contro la gestione (impeccabile) del rientro da parte del nostro istituto, ma – ne hanno per tutti – deve essere contro il Ministero dei Trasporti, contro le bugie della regione Lazio e del suo presidente Nicola Zingaretti, contro la malagestione dei mezzi pubblici della sindaca Virginia Raggi”. 

Il Ministro Azzolina agli studenti in protesta: “Tornate a scuola”

E proprio agli studenti in protesta questa mattina, dagli studi della trasmissione Agorà, si è rivolta il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina. “Stanno chiedendo di andare a scuola, e questa è una cosa molto bella. Ma invito tutti a tornare in classe, visto che ora ci sono le condizioni. So che lo scaglionamento degli orari ha provocato qualche mal di pancia, ma tutte le attività del paese stanno facendo sacrifici e ancora non mancheranno le difficoltà” – ha detto annunciando di aver chiesto altri soldi “per i ristori formativi per potenziare i corsi di recupero e dare un ulteriore sostegno psicologico alle famiglie”. 

Ma gli studenti, dopo mesi di sacrifici e didattica a distanza, con l’anno scolastico al giro di boa, vogliono risposte immediate. Una “generazione in rivolta” – come scritto nello striscione del Pascal. “E’ giunto il momento di prendere posizioni e dire no ai soprusi politici nei nostri confronti. Non siamo pedine, siamo studenti e pretendiamo rispetto. Il nostro futuro siamo noi stessi” – aggiungono dal Talete. 
 

Fonte : Roma Today