La rivolta contro il coprifuoco che incendia l’Olanda: centinaia di arresti

Redazione 25 gennaio 2021 14:39

Centinaia di persone sono state arrestate in Olanda dopo le proteste contro il lockdown che nel fine settimana sono sfociate in forti scontri con la polizia.  Ad Eindhoven, dove sono state arrestate 30 persone, i manifestanti hanno dato fuoco ad auto e cassonetti e lanciato pietre contro la polizia che ha usato cannoni ad acqua per disperderli. Anche ad Amsterdam gli agenti hanno sparato acqua contro la folla. Il giorno prima, un gruppo di violenti avevano dato fuoco a un laboratorio di test per il Covid nel paesino di Urk. “Questa è violenza criminale, non una protesta. E la tratteremo come tale”, ha detto il premier Mark Rutte parlando con la stampa. 

Le rivolte scoppiate dopo che il il governo ha imposto un coprifuoco dalle 21 alle 4:30 di mattina. Il bollettino parla di manifestazioni e scontri in 10 città, 240 persone arrestate, un centro di test Covid distrutto, una donna ricoverata, negozi saccheggiati, servizi ferroviari interrotti, bici e automobili della polizia in fiamme, lancio di oggetti e vetri frantumati.

Le manifestazioni in Olanda contro il coprifuoco

“Questi comportamenti non hanno nulla a che fare con la protesta, questa è violenza criminale e la tratteremo come tale”, ha detto il premier Mark Rutte. Le manifestazioni più imponenti si sono svolte ad Amsterdam ed Eindhoven dove centinaia di persone sono scese in strada per protestare contro le restrizioni, nonostante i divieti di assembramento. A Eindhoven, la polizia ha utilizzato gas lacrimogeni e idranti per disperdere la folla e ha dichiarato di aver arrestato almeno 55 persone. I treni sono stati fermati e i media locali hanno riferito di saccheggi nella stazione. Una donna, non coinvolta nelle proteste, è stata ricoverata in ospedale dopo essere stata ferita da un cavallo della polizia. Ad Amsterdam i dimostranti si sono runiti davanti al Museumplein e anche qui la polizia ha usato cannoni ad acqua e cani per disperdere la folla. Gli scontri sono andati avanti fino a tarda sera e gli arresti sono stati oltre 100, come riporta l’Ap.

La polizia antisommossa è intervenuta anche nel distretto di Schilderswijk dell’Aia, dopo i primi incendi appiccati dai manifestanti, e a Helmond, dove si sono riuniti circa 50 giovani che avevano utilizzato Snapchat per darsi appuntamento e hanno lanciato pietre e razzi contro la polizia. Anche a Venlo un gruppo di uomini, principalmente giovani, ha lanciato pietre contro la polizia e ha rotto le vetrine dei negozi. Disordini si sono verificati anche a Stein e Roermond.  A Tilburg ci sono stati almeno 19 arresti e solo attorno a mezzanotte si è ristabilito l’ordine. A quanto riferito dalle emittenti Rtl e Nos, la polizia è stata chiamata ad intervenire anche nelle città di Oosterhout, Almelo, Venlo, Helmond, Breda, Tilburg e Enschede, Arnhem e Apeldoorn. I disordini di domenica hanno fatto seguito a quelli di sabato notte, quando la polizia ha arrestato 25 persone e ha inflitto 3.600 multe per le violazioni del coprifuoco in tutto il Paese. Sempre nella notte tra sabato e domenica, è stato dato alle fiamme un centro di test sul Coronavirus a Urk, una città di poco più di 20 mila persone, a circa 80 chilometri a nord-est di Amsterdam. Secondo i media locali, “dozzine di giovani”, si sono radunate nell’area del porto subito dopo le 21 e hanno incendiato un centro di test ‘drive-in’ per il Coronavirus.

Manifestazioni organizzate sui social

Come spiega Europatoday il sindaco Cees van den Bos ha chiamato la polizia antisommossa e le autorità locali hanno poi rilasciato una dichiarazione in cui esprimevano la loro rabbia per la rivolta, caratterizzata dal lancio di fuochi d’artificio e pietre, dalla distruzione delle auto della polizia. “Questo non è solo inaccettabile, ma anche uno schiaffo in faccia al personale sanitario locale che fa tutto il possibile al centro di test per aiutare le persone di Urk”, hanno detto le autorità. Il sindaco di Tilburg, Theo Weterings, ha detto che la rivolta è stata “assolutamente riprovevole” e che sono stati “vandalizzati i negozi che stanno già affrontando” diverse difficoltà. Il sindaco di Eindhoven, John Jorritsma, ha addirittura parlato di rischio di “guerra civile”. Il Paese si trova in un duro lockdown da metà dicembre, che dovrebbe continuare almeno fino al 9 febbraio, con scuole e negozi non essenziali chiusi, mentre le porte di bar e ristoranti sono serrate da ottobre, quando è iniziata la seconda ondata. Il governo ha rafforzato il blocco con un coprifuoco, dalle 21 alle 4.30 del mattino, che è entrato in vigore sabato. Chiunque lo infranga deve avere una autocertificazione che ne spieghi i motivi, pena una multa di 95 euro.  

Fonte : Today