Cristiani e musulmani, lettera aperta a Biden per la fine delle sanzioni alla Siria

La missiva rivolta anche a Macron, Johnson e Merkel. Fra i firmatari: religiosi, personalità della società civile, medici. Il popolo siriano “chiede risposte rapide” in tempi di crisi eccezionali. Le difficoltà acuite dalla pandemia di Covid-19. Il Paese è a rischio “carestia” e la gente va a dormire “affamata”.

Damasco (AsiaNews) – Leader cristiani e vescovi, intellettuali europei, attivisti e operatori sanitari, personalità del mondo musulmano sono alcuni fra i 95 firmatari di una lettera aperta al neo-presidente degli Stati Uniti Joe Biden, per far cancellare le sanzioni alla Siria. Nella missiva, indirizzata alla Casa Bianca – e al presidente francese Emmanuel Macron, alla cancelliera tedesca Angela Merkel e al premier britannico Boris Johnson – il 21 gennaio, si sottolineano i danni gravissimi delle misure restrittive a un popolo che “chiede risposte rapide”. Questi provvedimenti, avvertono i firmatari, hanno contribuito “alla fame e alla povertà dei cittadini”. 

I promotori dell’iniziativa, una realtà trasversale islamo-cristiana, di laici e religiosi, diplomatici, politici ed ex militari in pensione, chiedono al neo inquilino della Casa Bianca e ai leader occidentali di “aiutare i siriani ad alleviare la crisi umanitaria”. Essa è causa di “profonde sofferenze” per i civili e possono innescare “una nuova ondata di instabilità in Medio oriente”. 

Un richiamo per l’allentamento delle sanzioni era arrivato anche da Alena Douhan, relatrice speciale delle Nazioni Unite per la Siria, secondo cui questi provvedimenti “sono violazioni dei diritti umani” e “peggiorano” una realtà già critica su cui si innesta “la pandemia di Covid-19”.

Come hanno denunciato nel recente passato personalità della Chiesa siriana fra cui il vicario apostolico di Aleppo e l’arcivescovo maronita di Damasco, alle misure punitive ordinarie si è aggiunto il Caesar Act. Un provvedimento imposto dagli Usa che, unito all’inflazione, impoverisce sempre più la popolazione. In questo contesto ha ancora più valore la solidarietà di papa Francesco, con i suoi ripetuti appelli per la pace, e il richiamo “all’arma della carità” fatto dal nunzio apostolico a Damasco per curare ferite “fisiche, economiche e sociali”. 

A livello internazionale, proseguono i firmatari della lettera aperta a Biden, “questa forma di punizione collettiva della popolazione civile sta conducendo la Siria verso una catastrofe umanitaria senza precedenti”. Fino a 10 anni fa il Paese arabo “era un magazzino di grano” per la tutta regione, ma oggi secondo il Programma alimentare mondiale (Wfp) sperimenta “non solo la fame, ma la stessa carestia”. 

In questa realtà critica, la pandemia di nuovo coronavirus “si sta diffondendo in tutto il Paese” e “in modo incontrollato” anche a causa del “collasso” del sistema sanitario “distrutto da un decennio di guerra”. Ogni notte, spiega la lettera-appello, “milioni di siriani vanno a dormire in condizioni di fame e di freddo”, mentre le sanzioni unilaterali “rendono ancora peggiore il calvario economico”. “Vi esortiamo, signor presidente – conclude la missiva – ad aiutare i siriani ad alleviare la crisi umanitaria che minaccia di lanciare una nuova ondata di instabilità nel Medio oriente, sostenendo il lavoro della relatrice speciale Onu. Crediamo che gli interessi nazionali degli Stati Uniti possano essere difesi senza punire in modo collettivo il popolo siriano con sanzioni economiche”. 

Fra i firmatari vi sono:
Michael Abs, segretario generale del Consiglio delle Chiese del Medio oriente
Sua beatitudine Joseph Absi, primate della Chiesa greco-melkita
Abdelmadjid Ait Saadi, intellettuale e attivista musulmano algerino
Barone Daivd Alton di Liverpool, parlamentare del Regno Unito
Nabil Antaki, medico e rappresentante dei Maristi blu di Aleppo
Sua beatitudine Mor Ignatius Aphrem II, patriarca siro-ortodosso
Adel Ben Yousseff, professore dell’università di Nizza Sophia-Antipolis
Benjamin Blanchard, direttore generale SOS Chrétiens d’Orient
José Bustani, ex direttore dell’Organizzazione per la proibizione di armi chimiche
Maher Daoud, presidente associazione medici franco-siriana
Generale Grégoire Diamantidis, ex capo dell’aviazione francese
Rev. Ibrahim Nseir, della Chiesa presbiteriana di Aleppo
Rev. Haroutune Selimian, presidente Chiesa evangelico-armena di Siria
Sua beatitudine Ignatius Youssef III Younan, patriarca siro-cattolico di Antiochia e di tutto l’Oriente

Fonte : Asia