Tiburtina, i cittadini diffidano la sindaca: “Difenderemo i nostri alberi in tutte le sedi”

L’abbattimento del tratto di Tangenziale Est, più che un’opportunità, rischia di trasformarsi in una iattura. Il Campidoglio, oltre alla sopraeleveta, ha deciso di eliminare anche decine di alberi. Una scelta scellerata che i residenti hanno deciso di contrastare diffidando la Sindaca.

Il progetto dei cittadini

Non ci sarà l’anello verde che i residenti sognavano. Il progetto, supportato anche da 8mila firme raccolte a sostegno d’una delibera d’iniziativa popolare, è stato bocciato. Con buona pace dei Municipi II e IV che l’avevano anche supportato. Il Campidoglio ha deciso di procedere con “un boulevard pedonale alberato” e per realizzare quella che, nella narrazione pentastellata, sarò una“trasformazione di qualità”. Ma che i cittadini, contestandola nel merito, considerano invece una spianata d’asfalto.

La proposta dei comitati e delle associazioni che si erano date da fare per elaborare un proprio progetto, prevedeva una parco lineare da stazione Tiburtina fino alla Nomentana, con ai lati i parcheggi ed una ciclabile. Circonvallazione nomentana invece sarebbe dovuta diventare una strada con una sola corsia per senso di marcia. L’idea, però, non ha fatto breccia in Campidoglio.

Gli alberi da tagliare

“Il progetto in corso di realizzazione,  oltre a risolversi nell’azzeramento delle proposte formulate dai cittadini” si legge nella diffida inviata al Comune, alla Sindaca ed agli uffici,  comporta l’abbattimento dei 12 platani  presenti nel Piazzale Ovest della Stazione Tiburtina; di 13 lecci situati a largo Mazzoni e di 10 tigli. A questi si devono poi sommare altri 50 alberi che formano un boschetto con affaccio su via Tiburtina. 

Le sostituzioni inadeguate

A fronte di questi tagli, il Comune ha previsto delle sostituzioni. Ma “la compensazione – si legge nella diffida – consiste nella messa a dimora di sole 40 essenze arboree, a fronte dell’abbattimento di non meno di 85 alberi, tutti di età superiore ai 50 anni”. Per il Comune, in realtà, sono una cinquantina gli alberi che si andranno a piantare. Ma poco cambia perchè  “le nuove piante   si legge sempre nelal diffida – sarebbero di specie diversa rispetto a quelle destinate all’abbattimento”. Più piccole e più giovani, finirebbero per modificare il paesaggio. E, cosa tutt’altro che secondaria, la loro messa a dimora avrebbe un impatto minore sulla riduzione dello smog.

Cosa prevede la diffida

“Non ha senso parlare di misure compensative e nuovi impianti, quando a largo Mazzoni in pratica esistono già un boschetto e filari di platani, tigli e lecci” ha obiettato Guglielmo Calcerano, l’avvocato che ha presentato la diffida per conto dei cittadini. Il provvedimento, ha spiegato il legale, “evidenzia le numerose norme poste a tutela delle alberature e del paesaggio che il progetto comunale sembra ignorare”.  Quindi “se qualcuno oserà abbattere questi alberi – ha promesso l’avvocato che è anche il portavoce romano dei Verdi – dovrà vedersela con noi dinanzi a tutte le autorità competenti”.

Una battaglia in difesa degli alberi

Roma Capitale, per effetto della diffida, deve rispettare “il termine di legge di 30 giorni” per adottare le misure finalizzate alla salvaguardia ed al mantenimento delle alberature di alto fusto”. Il dialogo, non per volontà dei cittadini, è terminato. La battaglia in difesa degli alberi continua.

 

Fonte : Roma Today