Roma, rimpasto nella giunta Raggi: revocate le deleghe al vicesindaco e all’assessore al Turismo

Rimpasto per la giunta di Virginia Raggi. Quando ormai mancano pochi mesi al voto, la prima cittadina ha detto addio al vice sindaco e all’assessore al Commercio e Turismo riprendendosi appunto le deleghe alla Cultura e al Turismo. Ovvero incarichi che fino alla sera di venerdì 22 gennaio spettavano al vicesindaco Luca Bergamo e a Carlo Cafarotti. E tutto questo quando manca poco alle elezioni romane. Un rimpasto pre elettorale, infatti, era atteso già negli ultimi giorni: il cambio della guarda in alcuni assessorati aveva fatto già agitare il Campidoglio e il nome di Bergamo e Cafarotti erano ormai certi. Si è parlato anche di Veronica Mammì, assessora alle Politiche sociali, che però per ora resta in giunta. Nomi non scelti a caso: i tre infatti sarebbero quelli meno vicini alla sindaca Raggi.

A convincere la Raggi un mancato appoggio sui social

Tra la sindaca e Carlo Cafarotti, a cui era affidata la delega al Commercio, ormai si erano rotti i rapporti da tempo. A convincere la Raggi per la cacciata definitiva dal Campidoglio dello storico del Movimento sarebbe stato il mancato appoggio social nell’immediato quando la prima cittadina aveva annunciato la sua ricandidatura. A Roma però non tutti saranno contenti di questa decisione, prima tra tutte le associazioni di categoria che apprezzavano il lavoro dell’assessore. Eppure già da settembre c’era chi lo indicava come possibile vittima del rimpasto, fino alla conferma nella serata di venerdì 22 gennaio. E tra i più apprezzati c’era anche il vicesindaco Bergamo: tra i servizi più amati della città ci sono proprio quelli legati alle politiche culturale. Ma anche lui oggi è stato costretto a riempire il suo scatolone e a lasciare il Campidoglio.

Nuova sfida per la sindaca: solo un mese fa l’assoluzione dall’accusa di falso

La notizia del rimpasto arriva un mese dopo l’assoluzione  della sindaca Raggi dall’accusa di falso perché il fatto non costituisce reato. La procuratrice generale Emma D’Ortona lo scorso 19 dicembre, durante l’arringa finale, aveva chiesto 10 mesi di reclusione per la nomina di Renato Marra. L’accusa di falso era relativa ad alcune dichiarazioni rilasciate all’Anac sulla nomina di Marra a capo dell’Ufficio direzione turismo. In primo grado la prima cittadina di Roma era già stata assolta, ma la Procura Capitolina aveva presentato ricorso fino a quando la Corte d’Appello capitolina ha ribadito l’assoluzione. Ora però la sindaca ha davanti deve pensare alle elezioni, la sua nuova sfida. Resta ora da capire se la prima cittadina della Capitale deciderà di affidare le deleghe a nuovi collaboratori o di occuparsene lei fino alle elezioni.

Fonte : Fanpage