Soul e il dibattito sul doppiaggio in Europa

È polemica sulla scelta di aver assegnato ad attori bianchi la voce di personaggi afroamericani nell’ultimo film d’animazione Pixar

L’ultimo film Pixar Soul, uscito lo scorso 25 dicembre su Disney+, è stato particolarmente apprezzato per la profondità psicologica della trama e l’originalità dell’animazione. Eppure, a un mese dal debutto, stanno emergendo alcune polemiche riguardanti il doppiaggio realizzato per diversi paesi. Il protagonista è il musicista afromamericano Joe Gardner, non a caso doppiato in originale dall’attore Jamie Foxx; in generale tutta la storia è molto legata alla cultura black degli Stati Uniti, in particolare alla musica jazz, e molti sono i personaggi di colore che vi compaiono. Nonostante ciò, sembra che nella maggior parte dei doppiaggi portati avanti soprattutto in Europa di questo non si sia tenuto conto, con conseguente critiche di whitewashing.

Secondo quanto riportato dal New York Times, il dibattito è stato scatenato dal quotidiano danese Berlingske, il quale racconta di un gruppo di studiosi e attivisti che denunciano un fatto: nella versione uscita in Danimarca la voce di Joe è stata affidata a Nikolaj Lie Kaas, un attore bianco. Secondo gli accusatori si tratta di un caso di razzismo sistemico, mentre Lie Kaas si è dovuto giustificare con un comunicato: “Per me la questione è semplice: lasciate che chi sa fare il proprio lavoro ottenga la parte”. Per altri, invece, la situazione è molto complessa, soprattutto perché una scelta simile dà a intendere che non ci siano persone nere abbastanza qualificate per doppiare personaggi neri.

Una petizione per richiedere un nuovo doppiaggio più rispettoso dell’origine culturale dei personaggi è stata avviata anche in Portogallo, mentre polemiche simili sono nate in Germania, dove Joe è doppiato dall’attore bianco Charles Rettinghaus, voce storica dell’attore Jamie Foxx. E in Italia? La situazione è praticamente simile: Neri Marcorè è stato chiamato a fare Joe, così come altri personaggi afroamericani hanno voci di persone bianche; uniche eccezione sono il barbiere Dez, dietro cui c’è l’attore italo-somalo Jonis Bascir, e il piccolo Sognaluna Dibrezza, che parla per bocca di Paola Enogu, pallavolista italiana nata da genitori nigeriani. Nel frattempo infuria il confronto fra chi sostiene che i doppiatori, così come gli attori, possano interpretare qualsiasi parte e chi invece vorrebbe maggiore attenzione alla rappresentazione fedele di tutti i ruoli chiamati in causa.

Fonte : Wired