A Roma 2000 camion di rifiuti ingombranti rimossi in un anno: gli zozzoni sono costati 2 milioni e 600mila euro

Roma nel 2020 ha perso la guerra contro gli zozzoni. Nonostante la tambureggiante campagna della sindaca Virginia Raggi attraverso il suo profilo, sono in aumento i rifiuti ingombranti abbandonati su suolo pubblico o vicino ai cassonetti. Sono nell’ultimo quadrimestre del 2020 sono state 330 in più le tonnellate raccolte da Ama rispetto allo stesso periodo del 2019: 1750 nel 2020, contro le 1420 del 2019. 

Mobili, materassi, divani ed altro materiale di risulta abbandonato. In totale sono oltre 4.600 le tonnellate di materiali ingombranti abbandonati su suolo pubblico o accanto ai cassonetti, pari a circa 2mila camion scarrabili, raccolte attraverso l’azione di squadre dedicate nel 2020. Ama ha dovuto contrastare gli scarichi abusivi di rifiuti di grossa taglia eseguendo ben 55mila interventi di rimozione costati quasi 2milioni600mila euro. 

Dove si sversano di più rifiuti in strada

Ama spiega che “questi deprecabili fenomeni di inciviltà, pur riguardando tutti quadranti cittadini, nell’anno appena trascorso hanno investito con maggiore incidenza l’area est della Capitale e, nello specifico, i municipi V (580 tonnellate raccolte in 6.500 interventi), VI (550 tonnellate in 6mila interventi) e VII (390 tonnellate in 5mila interventi). Particolarmente presi di mira anche alcuni municipi del quadrante sud-ovest come l’XI (425 tonnellate raccolte in 6.400 interventi), il X (330 tonnellate in 3.600 interventi) e il XIV (320 tonnellate in 3.600 interventi)”.

Cosa viene abbandonato 

I “classici” rifiuti ingombranti (mobili, materassi, divani, eccetera) si confermano essere i materiali abbandonati con maggiore frequenza con circa 3800 tonnellate raccolte nel corso dell’anno. A seguire sono state rimosse 300 tonnellate di frigoriferi, 290 tonnellate di apparecchiature elettriche varie, 110 tonnellate di televisori e monitor, 60 tonnellate di penumatici. Tutti i materiali una volta raccolti vengono avviati alle rispettive filiere di trattamento/recupero.

L’amministratore delegato Zaghis  

“L’inciviltà degli svuota cantine, poco importa se “professionisti” o occasionali, non si è fermata nemmeno nel 2020 – sottolinea l’amministratore unico di AMA Stefano Zaghis –  Anche in questo anno segnato da un’emergenza sanitaria senza precedenti abbiamo dovuto impiegare uomini, mezzi e risorse supplementari per contrastare questi fenomeni di degrado urbano sostenendo costi extra per quasi 2milioni e 600mila euro. Dopo una flessione registrata solo nel corso del lockdown nazionale della scorsa primavera, gli scarichi indiscriminati di materiali di ogni sorta sono infatti ripresi con numeri preoccupanti in tutta la città costringendoci ad onerosi interventi di ripristino del decoro”.

Fonte : Roma Today