La Lombardia (forse) da zona rossa ad arancione e l’errore sui dati inviati e poi rettificati

Redazione 22 gennaio 2021 18:10

Ci sarebbe un “errore” nell’invio dei dati da parte della Lombardia alla cabina di regia alla base della decisione del ministero della Salute di inserire la regione in zona rossa. Secondo fonti citate dall’Ansa, dal Pirellone sarebbero stati inviati dati poi rettificati in un secondo momento. Ieri la regione aveva fatto sapere di aver inviato una serie di “dati aggiuntivi per ampliare e rafforzare i dati standard trasmessi nella settimana precedente”. In base all’ultimo monitoraggio, la Lombardia ha un Rt medio a 0,82 (0,78-0,87).

Cosa sta succedendo? In queste ore la Lombardia torna a chiedere al governo di tornare in zona arancione: i tecnici della regione dovrebbero trasmettere al ministero della Salute i nuovi dati ammettendo il presunto errore del calcolo dell’indice Rt nell’ultimo monitoraggio e sollecitando una nuova valutazione della cabina di regia. In questo caso il ministro della Salute Roberto Speranza, dopo aver chiesto il nuovo parere della cabina di regia, potrebbe firmare l’ordinanza che cambia la fascia di rischio e la regione potrebbe tornare in zona arancione già questa domenica 24 gennaio. Ma il condizionale al momento è d’obbligo.

“La Lombardia deve diventare zona arancione”: l’appello di Fontana

“La Lombardia deve essere collocata in zona arancione – ha scritto in un post su Facebook il governatore lombardo Attilio Fontana -. Lo evidenziano i dati all’esame della cabina di regia, ancora riunita. Abbiamo sempre fornito informazioni corrette. A Roma devono smetterla di calunniare la Lombardia per coprire le proprie mancanze”. Dello stesso avviso l’assessore allo Sviluppo economico della regione, Guido Guidesi. “Il governo prenda atto degli errori commessi fino ad oggi e faccia tornare subito i lombardi a lavorare. Roma la deve smettere con questo attacco e questo astio nei confronti del sistema produttivo Lombardo e in generale di tutti i lombardi”.

Lo scambio di accuse tra Fontana e ministero della Salute

La replica del ministero della Salute arriva attraverso il rimando ad una nota che la regione Lombardia aveva diffuso ieri: “I tecnici dell’Istituto Superiore di Sanità e della Direzione Generale del Welfare hanno in corso una interlocuzione e, nelle prossime ore, valuteranno una serie di dati aggiuntivi da parte della direzione Welfare lombarda per ampliare e rafforzare i dati standard già trasmessi nella settimana precedente, ai fini di una rivalutazione in vista della cabina di regia di venerdì 22 gennaio”.

La sentenza del Tar sulla Lombardia

Non solo: le carte in tavola potrebbero essere cambiate dal Tar del Lazio che deciderà lunedì 25 gennaio se la Lombardia lascerà o meno la zona rossa. Una decisione rinviata (la sentenza era attesa giovedì) perché i giudici vogliono ottenere ed esaminare gli ultimi dati disponibili, quelli relativi alla settimana 11-17 gennaio. La sentenza, comunque, potrebbe mettere in discussione non solo la zona rossa lombarda ma tutto l’impianto di valutazione: il “sistema a colori” potrebbe andare gambe all’aria. “Trovo inconcepibile che una decisione basata su evidenze scientifiche venga appellata ad un organo tecnico-amministrativo”, aveva detto Andrea Crisanti, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova e docente di Microbiologia dell’ateneo cittadino, ospite ieri a SkyTg24. “La Regione Lombardia non è in una bolla, se sbagliano c’è un impatto su tutto il Paese. E questo va tenuto presente”, aveva sottolineato lo scienziato.

Un invito alla cautela è arrivato anche da Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano. Lo scienziato, ospite ad “Iceberg Lombardia” su Telelombardia nella serata di giovedì, ha detto che la squadra di Attilio Fontana dovrebbe essere più cauta. “La Lombardia farebbe bene a stare cauta – ha detto Galli -. Il punto è riuscire a mantenere una situazione sufficientemente prudente per poterci dare delle garanzie, per non ricadere subito nello stesso problema. Mi sento di dire che sarei più confidente se si riuscisse a essere complessivamente un filo più proattivi per star fuori dalle rogne”.

Fonte : Today